Trasparente

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Archivio per 26 Ottobre 2008

Studenti e docenti andrebbero picchiati a sangue. Parola di Francesco Cossiga

Pubblicato da Alex Buzzella su Ottobre 26, 2008

di Stefano Corradino

Studenti e docenti andrebbero picchiati a sangue. Parola di Francesco Cossiga

I virus pericolosi andrebbero stroncati sul nascere per non correre il rischio che si diffondano e diventino endemici. Non sappiamo se qualche insidioso parassita abbia colpito Francesco Cossiga  inducendolo a rilasciare un’intervista delirante sul quotidiano QN. Ciò che ci preoccupa è che il Cossiga pensiero possa fare proseliti. Citiamo dal Quotidiano Nazionale: ”Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornera’ ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle universita’. Quanto alla possibilita’ di usare la forza pubblica espressa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Cossiga ha detto:  ”Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell’Interno”, ha continuato. ”In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche’ pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…”. ”Lasciar fare gli universitari – ha continuato – Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita’, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta”’. ”Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra’ sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri”, ha affermato Cossiga. ”Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pieta’ e mandarli tutti in ospedale – ha continuato – Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta’, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano”. ”Soprattutto i docenti – ha sottolineato – Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si’.

E se qualche esaltato dovesse prendere sul serio quelle che a qualcuno potrebbero suonare come solite e ininfluenti provocazioni? Se qualcuno decidesse di picchiare a sangue uno studente forte di questo avallo preventivo dell’ex capo dello Stato?

Il picconatore non è nuovo a tali esternazioni. E non si tratta solo di “picconate” verbali. Quando era a capo del dicastero degli interni, l’11 marzo del 77 nella zona universitaria di Bologna nel corso di durissimi scontri tra studenti e forze dell’ordine morì il militante di Lotta continua Pierfrancesco Lorusso; pochi mesi dopo, a maggio, in una delle giornate di protesta più infuocate degli studenti, Cossiga rispose mandando veicoli trasporto truppa blindati (M113 ) nella zona universitaria. Morì Giorgiana Masi, studentessa di 19 anni del liceo Pasteur di Monte Mario. A quasi 30 anni di distanza, nel 2005 Cossiga scrisse che Giorgiana Masi probabilmente fu uccisa da “fuoco amico”, “da un proiettile sparato dagli stessi manifestanti”… Allora ci furono reazioni indignate, in primis Marco Pannella.

Ci auguriamo che avvenga lo stesso anche oggi. A meno che Cossiga non smentisca tali dichiarazioni (con la tecnica del premier Berlusconi che esterna per ottenere un effetto per poi negare ciò che chiaramente ha detto) ma probabilmente non lo farà, ci auguriamo che qualcuno abbia la decenza di rispondergli. Magari qualcuno con qualche competenza di legge che ci confermi se le sue affermazioni rasentano “l’istigazione a delinquere”, o “l’eversione dell’ordine democratico”, o “l’attentato alla Costituzione” (reato di cui, non a caso fu chiesto a suo tempo l’impeachment per lo stesso Cossiga).

LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE A FRANCESCO COSSIGA SUL QN

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Sta preparando l’assalto finale…

Pubblicato da Alex Buzzella su Ottobre 26, 2008

di Giuseppe Giulietti

Sta preparando l'assalto finale...Per una volta nella vita,sia pure a malincuore,mi tocca rendere pubblica lode a Silvio Berlusconi.
Sino ad oggi, infatti, lo avevamo dileggiato chiamandolo il re della rettifica e della smentita,ma in queste ore ci ha smentito tutti, non rettificando una delle affermazioni più sconcertanti e inquietanti che gli sia mai capitato di rilasciare. Forse ha fatto bene,dal momento che i giornali di oggi, salvo pochissime e consuete eccezioni,non hanno ritenuto di occuparsene. Veniamo ai fatti :sabato mattina,sulla prima pagina del Corriere della Sera, Francesco Verderami, un giornalista sempre ben informato, ha raccontato di un incontro tra Berlusconi e alcuni imprenditori italiani. Nel corso della simpatica riunione re Silvio avrebbe invitato i facoltosi amici a smetterla di spendere soldi per acquisire spot dalla Rai,almeno sino a quando il servizio pubblico dovesse continuare a mandare in onda trasmissioni che danno l’ansia. Iin un paese normale sarebbe scoppiato il putiferio. Qui da noi si registrano le reazioni del senatore Zanda,  di Articolo 21, dell’Usigrai e di pochissimi altri. Non casualmente il presidente, sino ad oggi,non ha ritenuto di smentire,del resto le stesse parole le aveva già utilizzate in altre occasioni. Durante la crisi delle borse aveva invitato gli italiani ad acquistare azioni Mediaset,cosa ritenuta normale dai cosiddetti opinionisti liberali. In altra occasione aveva arringato i direttori perché i TG pubblici :“trasmettono ansia”. Sarà bene ricordare che per Berlusconi la parola ansia è associata a tutte le trasmissioni,ormai pochissime,che ancora danno spazio al malessere sociale o,addirittura,si permettono di dare la parola a genitori,insegnanti studenti. Non casualmente i suoi picciotti hanno già cominciato a chiedere provvedimenti esemplari contro Fabio Fazio,contro Santoro e Travaglio,contro Blob,contro Lucarelli che continua a rompere le scatole con questa storia della mafia,per non parlare poi delle inchieste della Gabanelli…..Non contento Berlusconi ha fatto sapere che anche alcuni giornali stanno dando troppo spazio agli studenti,creando ansia. Quando il presidente comincia a ripetere in modo ossessivo un concetto,palesemente falso,significa che sta preparando l’assalto finale. Così accadde per l’editto bulgaro,cosi accadrà per la rai.Nell’articolo del Corriere,tuttavia,non c’è solo la minaccia verso le trasmissioni sgradite,ma addirittura la minaccia delle sanzioni economiche.Il proprietario di Mediaset invita alcuni investitori a levare i soldi dalla Rai sino a quando non sarà ridotta o indotta a più miti consigli. Nel frattempo gli investitori potranno sempre acquistare azioni Mediaset,dal momento che lo stesso presidente le ha indicate come le più sicure sul mercato. Nelle stesse ore il fido Gasparri,tra una minaccia e l’altra rivolta a Santoro,ha trovato il tempo di minacciare lo sciopero del canone. Lo ha fatto mentre persino l’autorità di garanzia delle comunicazioni denunciava lo strapotere del governo nelle reti pubbliche e private. La mancata smentita di Berlusconi è la più clamorosa conferma del disegno prossimo venturo. L’intenzione dichiarata e strillata è quella di annullare anche le ultime diversità editoriali sopravvissute.
Alle opposizioni spetta il compito di promuovere un’azione comune,in Europa e in Italia,per denunciare quanto sta accadendo, per altro in aperto contrasto con gli stessi principi comunitari.
Nelle prossime ore Articolo 21 chiederà a tutte le forze politiche e associative di sollecitare l’intervento di tutte le autorità istituzionali e di garanzia. Sono in discussione, non solo i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione,ma persino i più elementari principi che regolano il libero mercato. Le autorità di sistema, a cominciare dall’antitrust(presieduta da Antonio Catricalà già segretario generale a Palazzo Chigi durante il precedente governo Berlusconi),non possono fingere di chiamarsi Pasquale ,per usare una celebre espressione di Totò, o trincerarsi dietro formalismi o cavilli. La stessa Corte Costituzionale deve vigilare sul principio di rispetto della autonomia della Rai dagli esecutivi,principio che dovrebbe essere considerato ancora più inviolabile quando il presidente del consiglio è anche il quasi monopolista del settore.
Sono queste le ragioni che dovrebbero indurre tutta l’opposizione,e non solo l’ opposizione,a non cedere sulla commissione di vigilanza,a sostenere la candidatura di Leoluca Orlando,ad esprimere una squadra per il prossimo consiglio della rai autorevole,compatta,lontana da ogni forma di subalternità e di consociativismo politico o affaristico.
Ugualmente bisognerà trovare il modo di riportare il tema della libertà e del’ autonomia della comunicazione al centro della agenda politica e culturale.
Berlusconi tenterà di espellere quello che non gli piace. promuoverà una campagna di oscuramento e di diffamazione contro ogni forma di onda anomala. Non bisogna rassegnarsi. Guai a considerare normali le minacce di queste ore! Guai a lasciar passare,senza una adeguata reazione, vicende come quelle descritte dal Corriere. Guai a fingere di non sentire l’assordante silenzio delle autorità di garanzia.
Per queste ragioni abbiamo chiesto all’avvocato Domenico D’Amati di intraprendere tutte le azioni possibili a tutela della legalità e dell’interesse generale.
Nel frattempo sarà bene cominciare a preparare la grande manifestazione per la qualità e la dignità di chi produce e di chi riceve la comunicazione, proposta da Flavio Lotti,coordinatore della Tavola  della Pace, e da tante associazioni del volontariato laico e cristiano,che dovrebbe essere convocata per il prossimo 10 dicembre a Roma.
Noi ci saremo e lavoreremo perchè quella piazza e quella giornata diventino davvero una nuova grande piazza(come è accaduto ieri al circo Massimo) dell’ unità e della libertà.

preso da Articolo21

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Assolutamente vergognoso …

dobbiamo rendere l’informazione indipendente al più presto possibile !

Diamo indipendenza al potere dell’informazione  .

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