Trasparente

La vita…. è la poesia preferita dell'universo.

Archivio per Novembre 2008

Sui finanziamenti ai partiti

Pubblicato da Alex Buzzella su Novembre 29, 2008

Soli contro tutti

intervista a Di Pietro

sui finanziamenti dati ai partiti

a dir poco uno spreco per come sono concessi e distribuiti !

Come dire … la casta si protegge …

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Gruppo di sostegno alle leggi proposta dall’IdV :

1 riduzione a un solo stipendio per i parlamentari che hanno anche incarichi di governo

2 cancellazione del divario fra le liberalità per i partiti103291,38 euro ) e per le associazioni caritatevoli (2065,83 euro ) , portando le prime ugiali alle seconde .

3 cancellazione dei finanziamenti ai partiti usciti dal parlamento a fine legislatura ( sia intera, 5 anni, che precoce per la quale continuano i finanziamenti di quella vecchia fino al completarsi dei 5 anni )  pur non essendo eletti in quella nuova .Se un partito rinuncia a un finanziamento, questo viene diviso fra gli altri partiti :| scandaloso !!

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Orsi della luna – Intervista a Jill Robinson – staff B.Grillo

Pubblicato da Alex Buzzella su Novembre 29, 2008

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Informazioni sulla proposta di legge popolare Parlamento Pulito

Pubblicato da Alex Buzzella su Novembre 26, 2008

26 Novembre 2008

Partito pulito in Parlamento sporco

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L’otto settembre 2007, nella giornata ribattezzata V-day, ho firmato a favore della proposta di legge popolare avviata da Beppe Grillo. Sono orgoglioso di essere stato uno di quei cittadini, e unico Ministro dell’allora governo Prodi, che ha partecipato a questo momento di democrazia diretta.

Oggi, la proposta di legge popolare “Parlamento pulito* è stata assegnata alla Commissione Affari Costituzionali, dove l’Italia dei Valori è rappresentata dal senatore Felice Belisario e dal senatore Pancho Pardi. Loro si faranno carico di seguire l’iter di questa proposta all’interno della Commissione e di riferire ai cittadini gli sviluppi della vicenda.

Intervento Sen. Felice Belisario:

Insieme al collega Pardi, sono componente della Commissione Affari Costituzionali, dove sono giacenti tre proposte di legge di iniziativa popolare proposte da Beppe Grillo: sulla incandidabilità dei cittadini condannati con sentenza penale passata in giudicato, perché è ingiusto che i pregiudicati siedano in Parlamento e si occupino di Giustizia, la possibilità dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti, attraverso le preferenze, e i limiti ai mandanti parlamentari.
Sono tre iniziative che l’Italia dei Valori ha condiviso fin dal principio, innanzitutto sottoscrivendo queste proposte, con un Ministro in carica. Pensate, un Ministro della Repubblica che ha partecipato in piazza e ha sottoscritto perché ci credeva davvero, cosi come la classe dirigente dell’Italia dei Valori con in testa i Parlamentari.
Non lo abbiamo fatto per una questione di comunicazione mediatica. Ne sono prova le nostre proposte di legge, pendenti anche esse in Parlamento. E’ una battaglia dell’Italia dei Valori, fin dal primo momento, impedire che pregiudicati finissero in Parlamento, perché non si può “servire Dio il mattino e il diavolo la sera”. Chi ha violato la legge non può pensare di fare le leggi per gli altri cittadini.
Abbiamo detto anche, nella polemica delle ultime settimane, che sia assolutamente ingiusto privare i cittadini della possibilità di scegliere i parlamentari europei con il voto di lista, cioè lasciando alle segreterie di partito, o meglio, ai soli segretari, o meglio, ai soli padroni, come Berlusconi, individuare chi dovrà sedere nei banchi del Parlamento europeo.
Anche nei limiti dei mandati l’Italia dei Valori ha fatto una battaglia. Non è possibile, ed è veramente assurdo, assistere a persone che siedono in Parlamento da trenta o quaranta anni. Cosa devono dare di più al Paese di quanto non abbiano già dato, o forse già preso, dalle istituzioni?
Io e il collega Pardi ci faremo garanti perché queste proposte di legge vadano avanti, come se fossero proposte di legge dell’Italia dei Valori in Parlamento, visto che Grillo non c’è.
A tutti coloro i quali hanno firmato e depositato questa iniziativa, a partire da Grillo, vogliamo rendere conto, vogliamo rendere ragione, vogliamo che seguano passo per passo quello che faremo nelle commissioni.
Riteniamo che fuori dal Parlamento ci sia la Terza Camera, quella dei cittadini, di coloro che vogliono interloquire, che vogliono modificare, che vogliono discutere, che vogliono cambiare il Paese. Noi che siamo all’interno, che siamo i dipendenti dei cittadini, dobbiamo portare nelle aule parlamentari le loro volontà.
E’ un impegno. Cercheremo di convincere anche questa difficile maggioranza, quella che fa le leggi ad personam per salvare il capo. Questo è l’impegno dell’Italia dei Valori, questo è l’impegno che ha assunto Antonio Di Pietro fondando questo partito, questo è l’impegno che il senatore Pardi ed io avremmo in Commissione.

Intervento Sen. Pancho Pardi:

La proposta di legge popolare avanzata da Beppe Grillo e dai Meetup, per limitare a due legislature possibili per i parlamentari, impedire la candidabilità dei condannati, e riaprire la possibilità la scelta dei cittadini delle candidature a loro preferite, è stata messa in calendario al Senato e passerà attraverso la Commissione Affari Costituzionali, all’interno della quale Felice Belisario ed io rappresentiamo l’Italia dei Valori.
Gli ostacoli che questa legge può trovare sono di natura molteplice. Il divieto della candidatura dei condannati è smentito già dalla prassi legiferante della maggioranza che ha teorizzato che su questo piano non ci devono essere limiti, tanto che hanno inventato il lodo Alfano per proteggere Berlusconi dai suoi processi. Questo è un argomento su cui la maggioranza non avrà alcuna tenerezza.
L’argomento che a noi sembra fondamentale, cioè il limite a due legislature, si presta ad una forte opposizione da parte della maggioranza.
Sulla questione della scelta delle candidature la contrarietà determinata della maggioranza, e in parte anche dell’opposizione, sta nel fatto che le gerarchie di partito vogliono tenere in mano la possibilità di decidere chi saranno i candidati. E siccome la legge Calderoli, conosciuta come “legge porcata”, che tutti hanno condannato a parole, mette in mano ad una stretta cerchia di persone questo potere di decidere chi sarà candidato ed eletto, è molto difficile che le gerarchie di partito rinuncino a questo tipo di potestà.
Noi, in questa Commissione, siamo impegnati a garantire la più formale trasparenza del cammino di questa legge, cosi come devono camminare tutte le proposte di legge in Commissione e poi in Aula, e siamo impegnati ad avvertire i promotori, Grillo e i suoi movimenti, dei passi successivi che questa legge compirà.

preso da www.antoniodipietro.com

Beppe Grillo aveva mandato le seguenti domande a tutti i parlamentari

PRIMA DOMANDA – E’ d’accordo che un cittadino italiano non possa candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo o secondo grado e in attesa di giudizio finale?

SECONDA DOMANDA – E’ d’accordo nel limitare l’eleggibilità al Parlamento a due legislature?

TERZA DOMANDA – E’ d’accordo nel ripristinare la preferenza diretta per l’elezione dei parlamentari?

Risposero in 204

preso da http://www.beppegrillo.it/

*vedi anche  100 e non più 100 : elenco condannati, prescritti, indagati aggiornato al 12 aprile 2008

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Stop the whales massacre!
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Gruppo di sostegno alle leggi proposta dall’IdV :

1 riduzione a un solo stipendio per i parlamentari che hanno anche incarichi di governo

2 cancellazione del divario fra le liberalità per i partiti103291,38 euro ) e per le associazioni caritatevoli (2065,83 euro ) , portando le prime ugiali alle seconde .

3 cancellazione dei finanziamenti ai partiti usciti dal parlamento a fine legislatura ( sia intera, 5 anni, che precoce per la quale continuano i finanziamenti di quella vecchia fino al completarsi dei 5 anni )  pur non essendo eletti in quella nuova ,

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Why Not: indagati manager e politici

Pubblicato da Alex Buzzella su Novembre 25, 2008




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23 novembre 2008
Catanzaro.
Alcuni esponenti politici regionali e manager sono indagati in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Paola (Cosenza) che rappresenta un filone dell’indagine Why Not sul presunto utilizzo illecito di finanziamenti pubblici.

Lo scrive oggi la Gazzetta del Sud. L’inchiesta riguarda la gestione dei fondi Por. I pm Francesco Greco ed Antonella Lauri hanno inviato un invito a comparire al consigliere regionale di An Franco Morelli, indagato nella qualità di ex dirigente generale del Dipartimento Obiettivi strategici della Regione nella precedente giunta di centrodestra, in carica fino al 2005. Nell’inchiesta sono indagati anche l’ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, di cui Morelli è stato capo di gabinetto, e gli ex assessori Giovanni Dima, Giuseppe Gentile e Giovanni Luzzo. In un altro filone dell’inchiesta, che riguarda i finanziamenti nel settore informatico, sarebbero indagati, insieme allo stesso Chiaravalloti ed a Gentile, l’attuale presidente di centrosinistra della Regione, Agazio Loiero; il capogruppo del Pd, Nicola Adamo; la moglie di questi, Enza Bruno Bossio, ed Antonio Saladino, l’imprenditore attorno al quale ruota l’intera inchiesta Why Not. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Paola riguarda l’utilizzo di finanziamenti pubblici in vari settori gestiti dalla Regione Calabria. Il filone dell’inchiesta che vede coinvolti sia l’ex Giunta regionale presieduta da Giuseppe Chiaravalloti che quella attuale presieduta da Agazio Loiero riguarda, in particolare, la gestione del Piano telematico ed i finanziamenti destinati a questo specifico settore. Finanziamenti che sono stati gestiti sia dall’ex Giunta regionale, nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2005, sia da quella attuale nella fase successiva al suo insediamento, nell’aprile del 2005. All’esame dei magistrati di Paola ci sarebbero anche i finanziamenti destinati alla sorveglianza idraulica. I magistrati hanno fissato l’interrogatorio di Morelli, che dovrebbe avvenire a breve, e stanno valutando se sentire anche gli altri indagati.

ANSA

preso da www.antimafiaduemila.com

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Santino Di Matteo: “Farò presto i nomi dei killer di Via D’Amelio”

Pubblicato da Alex Buzzella su Novembre 25, 2008

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di Maria Loi – 24 novembre 2008
Palermo.
Quella del pentito Mario Santo Di Matteo è stata un’intervista
trasmessa ieri sera ai microfoni del tg1. Di Matteo detto “mezzanasca”
non è certamente l’ultimo arrivato all’interno di Cosa Nostra: vicino
ai corleonesi, faceva parte della cosca di Altofonte e fu il primo
pentito della strage di Capaci.

Fu proprio lui a indicare a magistrati
ed investigatori mandanti ed esecutori dell’assassinio del giudice
Falcone, della moglie e dei tre agenti che li scortavano
sull’autostrada che dall’aeroporto di Punta Raisi entra fin dentro
Palermo. Un pentimento che provocò la feroce vendetta di Totò Riina e
di Giovanni Brusca che per costringerlo a ritrattare, il 23 novembre
del 1993, sequestrarono il figlio che dopo 3 anni di prigionia venne
strangolato e poi sciolto nell’acido.
Nel corso dell’intervista Di Matteo ha ammesso che quando ha iniziato
la sua collaborazione non ha avuto più paura di essere ucciso. Il
giornalista si è soffermato anche sul delitto del figlio uno dei più
orrendi crimini di cui si è macchiata Cosa Nostra. A suo tempo è stato
drammatico il confronto tra Santino Di Matteo e Giovanni Brusca al
palazzo di Giustizia di Como dove la corte di Assise di Caltanissetta
stava tenendo le udienze del processo bis via D’Amelio. Facendo
riferimento a Brusca ha ricordato: <<Giocava con mio figlio quasi
ogni sera. Una persona che gioca con un bambino e poi lo ammazza che
cos’è? E’un carnefice>>. Un dolore difficile che il pentito ha
ammesso che sarebbe andato via solo dopo la sua morte.
Dichiarazione bomba quando ha annunciato che farà presto i nomi dei
killer della strage di Via D’Amelio. <<Anche se io lo so in
questo momento non posso dire nulla>>. In seguito a queste sue
dichiarazioni la procura di Caltanissetta ha predisposto l’acquisizione
della copia dell’intervista.
Già nell’ottobre del 2003 il pentito aveva fatto cenni su via D’Amelio
<<per ora sono stanco, ne parlerò in seguito>> aveva detto.
Poi è stato rapito il figlio e non disse più nulla. Solo quando venne a
sapere della sua morte Di Matteo riprese a parlare indicando alcune
circostanze relative alla preparazione dell’attentato coinvolgendo
Pietro Aglieri e Carlo Greco, che sarebbero stati avvertiti da Giovanni
Brusca.
Inoltre è agli atti dell’inchiesta denominata “Via d’Amelio quater”,
chiusa dalla procura di Caltanissetta dieci anni fa, un’intercettazione
in cui il pentito Mario Santo Di Matteo fa riferimento alla strage in
cui morì Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. La registrazione
risale al dicembre 1993. In lacrime per la sorte del figlio, appena
sequestrato dalla mafia, Franca Castellese, moglie del pentito,
esortava il marito a non proseguire la collaborazione con la giustizia
ricordandogli “la strage Borsellino, dove c’era stato un infiltrato”.
Quella conversazione è stata acquisita agli atti dell’indagine sui
mandanti occulti della strage. Gli inquirenti hanno cercato di
identificare “l’infiltrato”, e capire per quale ragione marito e moglie
davano così tanta importanza alla strage di via D’Amelio, da citarla in
una conversazione così drammatica. I  pm di Caltanissetta di allora
Nino Di Matteo e Anna Maria Palma interrogarono entrambi che negarono
di ricordare di avere fatto riferimento alla strage.

VEDI L’INTERVISTA DEL Tg1 A SANTINO DI MATTEO

preso da ANTIMAFIADUEMILA

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