Trasparente

La vita…. è la poesia preferita dell'universo.

Posts contrassegnato dai tag ‘borsellino’

Le stragi: verita’ ancora possibile?

Pubblicato da Alex Buzzella su Giugno 1, 2009

di Lorenzo Baldo – 1 giugno 2009
Palermo.
In un incontro pubblico che si è tenuto lo scorso 28 maggio presso il Kursaal Tonnara Bordonaro si è discusso della verità ancora mancante dietro le stragi del ‘92 e del ‘93 e del mistero dei cosiddetti mandanti occulti. Titolo: “Le stragi: verità ancora possibile?”.

Prima tappa di un ciclo di appuntamenti realizzati dalla libreria Kursaal Kalhesa.
I giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza hanno intervistato il vice presidente della commissione parlamentare antimafia Fabio Granata, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia e il leader del movimento “Un’altra storia” Rita Borsellino (ora candidata alle Europee con il PD).
L’appuntamento è all’aperto, vicino al mare. Alle 10 di sera l’aria è pungente. Ma è un altro tipo di freddo quello che penetra dentro. Prima dell’intervista viene proiettata una “memoria per immagini” di Falcone e Borsellino, un breve documento visivo realizzato da Ernesto Scevoli, su un’idea di Sandra Rizza e Peppino Lo Bianco.
La musica di Bach accompagna le immagini strazianti delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Immagini per alcuni versi inedite che si sovrappongono quelle di Paolo Borsellino mentre parla alla Biblioteca comunale dopo la strage di Capaci. Il video termina poi con Falcone e Borsellino a palazzo di giustizia che, a rallentatore, si allontanano mentre parlano tra di loro.
Si riaccendono le luci. Sandra Rizza prende la parola ricordando che “la seconda Repubblica è nata sulle stragi”. Misteri su misteri che vedono il computer di Giovanni Falcone violato e manipolato poco dopo il suo assassinio, così come la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino avvenuta pochi minuti dopo l’eccidio.
Ed è Rita Borsellino la prima a rispondere alla domanda sulla strage di via d’Amelio. “Quando mi ammazzeranno non sarà stata solo Cosa Nostra”, esordisce la Borsellino citando la frase di suo fratello così da far comprendere il suo pensiero sugli ideatori di quell’eccidio. Dopo la strage di Capaci “Paolo era depositario di una verità che non doveva venire alla luce” spiega ancora Rita addentrandosi nei meandri di quella scellerata “trattativa” Stato-Mafia a cui si sarebbe opposto con tutte le sue forze lo stesso Paolo Borsellino.
Ed è il dubbio che “si voglia costruire una verità su misura” quello che batte in testa alla leader di “Un’altra storia”. Così come quando si domanda “perchè Gaspare Spatuzza si decide a parlare solo dopo 17 anni?…” senza riuscire a darsi una spiegazione oggettiva.
Sandra Rizza riprende il filo del discorso partendo dall’archiviazione del 2001 di Dell’Utri e Berlusconi indicati all’epoca come possibili mandanti esterni nelle stragi del ‘92. Indagini poi arenate, “scippate”. Ma per quale ragione?
“Noi ci dobbiamo chiedere come mai non si è scoperta la verità su quelle stragi – replica Antonio Ingroia – dopodichè dobbiamo capire se questo sia frutto di incapacità della magistratura, dell’insufficienza dei mezzi a disposizione o di qualcos’altro”.
“Le verità più difficili da affrontare dietro a queste stragi e alle altre stragi – prosegue il procuratore aggiunto di Palermo – sono verità che chiamano in causa non solo le organizzazioni criminali ma anche pezzi della nostra società <<per bene>>, pezzi delle istituzioni che con la mafia hanno fatto affari”. “Le verità difficili non possono essere individuate solo da magistratura e forze dell’ordine, serve anche una compartecipazione della società civile, un impegno collettivo… queste verità possono essere conquistate solo se c’è un popolo che le vuole sapere!”.
Per Ingroia è realmente squalificante che non sia mai stata istituita una commissione di inchiesta sulle stragi del ‘92 e del ‘93.
Il vicepresidente della commissione antimafia Fabio Granata interviene affermando che comunque “tutte le commissioni parlamentari non hanno risolto un granchè…”. Subito dopo però Granata si impegna pubblicamente a promuovere personalmente il progetto di una commissione di inchiesta sulle stragi.  “La mafia ha bisogno dei contatti con il potere – sottolinea  – e le stragi del ‘92 e del ‘93 nascono dalla fine di un assetto di potere”.
Peppino Lo Bianco torna ad occuparsi dell’agenda rossa di Paolo Borsellino chiedendo ad Antonio Ingroia il significato della sua scomparsa. Il magistrato che per tanto tempo ha lavorato al fianco di Paolo Borsellino ricorda il suo stupore di fronte alla notizia che il suo “maestro” avesse avuto una sorta di diario personale e che questo fosse stato rubato dalla scena del delitto.
Quello stesso stupore che aveva avuto Paolo Borsellino all’indomani della pubblicazioni dei diari di Giovanni Falcone sul Sole24 Ore.
All’epoca Borsellino aveva esclamato: “Io devo capire a cosa si riferiva… dietro ad ogni parola di Falcone può esserci la chiave per capire la sua strage…”. Il procuratore aggiunto fa una pausa. “Quelle parole di Paolo Borsellino mi sono rimaste impresse – scandisce lentamente Antonio Ingroia – e quando seppi di Borsellino e della sua agenda scomparsa pensai che Paolo aveva la necessità di scrivere segreti e verità. Ecco perché io penso che in quell’agenda ci sia la chiave anche per la strage di via D’Amelio…”.
Per Ingroia quell’agenda può contenere “qualche verità imbarazzante”, ma soprattutto “è improbabile che sia stata distrutta” in quanto è più logico pensare che “sia in mano a qualcuno che la possa usare come arma di ricatto”.
“La verità sulle stragi fa paura – prosegue il procuratore aggiunto mentre la gente ascolta con grande attenzione – e quando alla magistratura viene impedito di proseguire certe indagini significa che quei determinati segreti non possono essere svelati”.
Sandra Rizza domanda a Rita Borsellino come possa conciliare il suo ruolo all’interno del PD dentro al quale vi è pure il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, noto anche per i suoi tanti “non ricordo” relativi all’incontro del 1° luglio con Paolo Borsellino.
La Borsellino evita di polemizzare e si limita a evidenziare con amarezza la gravità di certe “amnesie” di Mancino. Poi prosegue l’intervento rilanciando il suo progetto politico in Europa strettamente legato all’istituzione di una sorta di “osservatorio” europeo sulle stragi di mafia.
Anche per Antonio Ingroia è importante portare in Europa una ricerca di verità sulle stragi in quanto in Italia “abbiamo una realtà rovesciata” dove c’è “una mafia con la quale un ex ministro ha detto che bisognava convivere”.
Il procuratore aggiunto di Palermo affronta lucidamente la realtà del nostro Paese: sentenze scandalose taciute o travisate dai media e dai politici, attacchi del premier alla magistratura e soprattutto la mancanza di una reazione civile da parte della gente.
Dove sono finite le migliaia di persone che scendevano in piazza per protestare contro tangentopoli o che intasavano i fax delle redazione dei giornali con le loro proteste? A guardarsi indietro sembrano passati secoli.
Per Ingroia associazioni come Addiopizzo, LiberoFuturo e altre sicuramente danno speranza, ma sono piccole oasi in un deserto di indifferenza che avanza implacabilmente.
Alla domanda di Peppino Lo Bianco su cosa farebbe se fosse alla commissione antimafia Rita Borsellino risponde sicura che andrebbe a rileggersi tutti gli atti sulle stragi del ‘92 nella convinzione che partendo dalla fase preparatoria delle stragi si potrebbero trovare spunti importantissimi per arrivare alla verità completa.
Lo Bianco riprende un passaggio sul rapporto mafia-politica tratto dalla relazione di Giovanni Pellegrino alla commissione stragi e chiede a Ingroia un parere sul ruolo delle commissioni. Il magistrato evidenzia come le commissioni di inchiesta in Italia abbiano una propria valenza ma che “il problema è che dopo manca il passaggio successivo”.
La mancanza di quell’attenzione pubblica fondamentale per fare da pungolo a un sistema politico già sordo ai richiami della società resta sullo sfondo della discussione. L’assenza di quell’attenzione capace di puntare il dito sulle responsabilità etiche e morali di chi gestisce il potere è sempre più tangibile.
Ingroia cita l’esempio di una sentenza gravissima come quella a carico di Giulio Andreotti, assolto dall’accusa di “partecipazione ad associazione mafiosa”, ma con la macchia indelebile della prescrizione per il reato di associazione a delinquere per fatti antecedenti agli anni ‘80 (con una motivazione della Corte Suprema di Cassazione che sancisce il contatto tra Cosa Nostra ed Andreotti frutto di una sua “partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi della mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione” ndr). Una sentenza che, rimarca con amarezza il magistrato palermitano, consente ugualmente allo stesso Andreotti di continuare ad essere omaggiato nei salotti televisivi. Qualcosa di impensabile per un qualsiasi altro Paese “civile”.
Di seguito Peppino Lo Bianco rilegge a Fabio Granata una sua dichiarazione su Berlusconi fatta  alcuni anni prima (“Berlusconi non può fare per un’ora il difensore dello stalliere Mangano e pretendere di guidare non dico lo Stato ma nemmeno la coalizione”) e gli chiede come possa ora accettare che lo stesso Berlusconi sia a capo del suo governo.
Granata incassa malamente il colpo e spiega di esserci riuscito “così come Rita Borsellino sta nello stesso PD nel quale c’è Nicola Mancino…”.
Tra il pubblico alcuni presenti protestano visibilmente, il vicepresidente della commissione antimafia corregge il tiro e ribadisce di voler comunque confermare che quella era un’affermazione “gravissima” e che “un uomo che fa politica non poteva dire quella cosa.”. Ma sono parole  che in una serata di maggio echeggiano ormai senza di colpo ferire.
L’esponente di An (ora Pdl) ci tiene a sottolineare che se in Sicilia vi è una sorta di “movimento di resistenza” contro la mafia lo si deve proprio a Falcone e Borsellino e che “la lotta alla mafia deve tornare ad essere una priorità nell’agenda politica”. Il pubblico rimasto lo osserva ormai senza alcuna reazione. La verità sulle stragi “di Stato” è ancora lontana.

Info libreria Kursaal Kalhesa:
kursaalkalhesa.it

preso da Articolo21.info

Pubblicato su Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Lascia un commento »

Genchi: le ultime rivelazioni prima del sequestro !

Pubblicato da Alex Buzzella su Marzo 16, 2009

Genchi: le ultime rivelazioni prima del sequestro !

QUESTA INTERVISTA è ANDATA IN ONDA SU LA7 ALLE

23.30!!

MA è UN’INTERVISTA DA ORE

20.30 / 21.00!!

Tante cose non si sono sapute , non si sanno e non si sapranno …
Tante cose si sono sapute, forse si ricordano e spesso si dimenticheranno …
Tante cose si sono sapute, alcune sono false e altre lo saranno …
Tante cose si sono sapute, si sanno e si sapranno …


Intervista del blog beppegrillo.it a Gioacchino Genchi

Gioacchino Genchi, Leoluca Orlando e Peter Gomez ad Iceberg

Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia & Anna Petrozzi su Piazza Farnese.

Piazza Farnese – 28 gennaio 2009 -

Guerra TUTTpartisan contro la democrazia !

La politica si protegge ! Contro De Magistris e proc. di Salerno

Su Clementina Forleo e Luigi de Magistris e’ calato il silenzio totale.

Speriamo che questi segreti non rimarranno tali !

Vogliamo sapere tutto !

Pubblicato su Notizie e politica, informazione, segreti | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Lascia un commento »

Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia & Anna Petrozzi su Piazza Farnese.

Pubblicato da Alex Buzzella su Gennaio 30, 2009

P.zza Farnese: Signor Presidente, ad essere offesi siamo noi

Queste le riflessioni dei componenti dell” Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, per voce della presidente, Sonia Alfano, sulla manifestazione di ieri in Piazza Farnese in difesa della democrazia e della legalità costituzionale.

Alla luce di quanto detto e scritto dalle forze politiche italiane in merito alla manifestazione di Piazza Farnese, da noi promossa, ci preme fare alcune riflessioni. Abbiamo letto e sentito centinaia di dichiarazioni sulla rimozione dello striscione “Napolitano dorme, gli italiani insorgonoe sulle presunte offese, in realtà mai proferite, da parte di Antonio Di Pietro, aderente alla manifestazione, al Capo dello Stato. Le uniche notizie passate sulla stampa ed al centro dell‘attenzione degli esponenti politici si sono concentrate su questi due episodi che, seppur meritevoli di attenzione, non hanno di certo rappresentato gli elementi più rilevanti della manifestazione. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, la cui carica merita tutto il nostro rispetto, si è persino premurato di diffondere una nota nella quale smentiva qualsiasi responsabilità in merito alla rimozione dello striscione. Nessuno, neppure il nostro Presidente della Repubblica, ha dato risposta od attenzione alla disperata richiesta di giustizia che da quel palco è stata urlata dai familiari delle vittime di mafia ne tantomeno, alcuna carica istituzionale, si è preoccupata di indignarsi nel vedere una donna di oltre ottanta anni, madre del carabiniere Pietro Morici, che a questa nazione ha donato la propria vita, scendere in piazza per chiedere che la Costituzione Italiana, intrisa del sangue del proprio figlio, venga rispettata. L’unica risposta che abbiamo ottenuto dalle nostre Istituzioni è stata una levata di scudi per delle offese inesistenti e mai pronunciate nei confronti del Presidente della Repubblica, il quale si è detto offeso da alcune garbate riflessioni fatte dal nostro palco. Alla luce della nota diramata dal Quirinale vorremmo porgere una domanda diretta al nostro Presidente; Signor Presidente, non si indigna per personaggi come Marcello Dell’Utri che, seppur abbiano tradito i principi di questa nazione, occupano gli scranni del Parlamento Italiano? Ad essere offesi ed indignati siamo noi nel constatare il silenzio di tutti davanti alle denunce delle famiglie degli uomini e delle donne morti in difesa della Costituzione Italiana. Ad essere offesi siamo noi nel leggere la nota del Quirinale risentito per delle garbate affermazioni e non per le decine di pregiudicati ed amici di boss che siedono in Parlamento. Ad essere offesi e delusi siamo noi nel dover, ancora una volta, scendere in piazza per pretendere giustizia e rispetto dei principi fondanti di questo Stato, nonostante abbiamo già pagato a questa nazione il prezzo più alto che si possa pagare.

preso da http://www.familiarivittimedimafia.com

Quel che non si deve sapere. Riflessioni su Piazza Farnese

di  Anna Petrozzi – 29 gennaio 2009

Delle tante balle che oggi si leggono sui giornali e che si sentono in tv sulla manifestazione di ieri, 28 gennaio 2009, a Roma, solo una non lo è: eravamo pochi. Non so se mille, duemila, tremila… anche se piazza Farnese era piena eravamo pochi. Anzi non c’era nessuno se si considera l’enorme gravità della ragione per cui eravamo lì. Ci sarebbero dovuti essere migliaia e migliaia di italiani onesti a difendere la legalità, la giustizia, la verità e soprattutto la propria libertà. E perché invece non c’erano?
Per due ragioni essenziali, l’una conseguente all’altra.
La principale è perché non sono informati, non sanno praticamente nulla di ciò che accade intorno a loro, e quindi non avendone coscienza non avvertono il pericolo in cui stiamo incorrendo.
Cosa non sanno gli italiani? Di cosa non si rendono conto?
Partiamo dalla ragione per cui è stata organizzata dall’associazione famigliari delle vittime di mafia l’evento di ieri. Solidarietà ai procuratori Apicella, Nuzzi, Verasani e De Magistris, al consulente Gioacchino Genchi…, un piccolo spazio per dire a questi comuni servitori dello Stato che noi non ci siamo fatti abbindolare dalle menzogne propagandate dai media in questi mesi, per dire loro che abbiamo capito con quale inganno li hanno destituiti dai loro incarichi e soprattutto perché. Sappiamo che il loro semplice lavoro, condotto con onestà, attenendosi a quanto la legge impone loro, è andato a toccare i nervi scoperti del potere. O per meglio dire, come ha ricordato giustamente Marco Travaglio, solo a sfiorare gli interessi dell’oligarchia che ci governa. Nemmeno si è potuto indagare su quelle notizie di reato, De Magistris non ha fatto nemmeno in tempo a seguire le molte plurime piste investigative, non glielo hanno permesso. Se lui non sa perché, chi ha tessuto la campagna diffamatoria e discriminatoria contro di lui e quelli che come lui hanno lavorato nel rispetto delle regole, invece lo sanno benissimo.
E come hanno fatto questi attenti guardiani dei loro loschi affari a far passare sotto il naso di milioni di italiani gli abnormi provvedimenti con cui hanno sentenziato la morte civile di queste persone, accusandole falsamente e ingiustamente per poi giudicarle colpevoli e punirle senza che abbiano commesso alcun reato? Molto semplice: ingannandoci, rintronandoci, rincoglionendoci con falsità ripetute ossessivamente da tutti i tg, tutti i giornali… facendo leva sulle menti intorpidite da anni di pessima informazione, di programmi osceni, di opinionisti sguaiati, di spettacoli indecenti. E’ facile oggi mischiare vero e falso, tutti siamo ormai abituati a vedere politici che si scannano ai talk show con il solo scopo di non far capire niente ai cittadini delle questioni che fanno finta di discutere in pubblico salvo poi accordarsi dietro le quinte. Il risultato è che la maggior parte della gente non li ascolta nemmeno più e si disinteressa di quanto sembra non toccarla da vicino. Non riesce a comprendere che se passa sotto il silenzio generale l’epurazione di magistrati, funzionari, giornalisti non graditi al potere di turno significa che è in atto l’instaurazione di un regime per cui mentre ai nostri occhi appare una dialettica parlamentare o istituzionale, in realtà vi è un preciso accordo tra due finte fazioni che hanno come unico obiettivo quello di proteggere i propri privilegi e interessi.
Le false riforme mirano principalmente alla tutela della cerchia di eletti e alla limitazione drastica delle capacità di qualsiasi altro organo dello Stato di interferire con i propri progetti. Si accorgeranno solo dopo gli italiani di essere diventati dei sudditi senza diritti e senza difesa costretti sotto ricatti più o meno velati ad obbedire tacendo, ad accontentarsi delle briciole che forse gli verranno riservate a prezzo della loro dignità.
Salvatore Borsellino ha aperto il suo intervento di ieri a Piazza Farnese raccontando che Sonia Alfano, figlia del giornalista assassinato dalla mafia Beppe Alfano, gli aveva telefonato il giorno precedente per chiedergli se lo potessero disturbare le immagini di via D’Amelio che avevano inserito nel video di apertura della manifestazione.
Salvatore ha risposto che non solo non gli davano fastidio, ma che avrebbe voluto che ogni sera la televisione trasmettesse le riprese della casa in cui viveva sua madre sventrata, così come tutta la strada e i corpi dilaniati di suo fratello e dei ragazzi e della ragazza che erano consapevolmente andati incontro alla morte, così che gli italiani si svegliassero e si rendessero conto di cosa era avvenuto. Soprattutto vorrebbe che a vedere e vedere e rivedere quelle immagini fossero Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri che in un’intercettazione fatta sentire alla piazza si permettevano di scherzare sulle bombe. Per la precisione sulla bomba che Vittorio Mangano, quello da entrambi proclamato eroe in campagna elettorale, avrebbe messo davanti i cancelli di una delle tante proprietà del presidente del Consiglio.
Solo che di tutto questo gli italiani non sapranno mai niente perché oggi tutti gli organi di informazione si sono concentrati sulle parole di Di Pietro che vi invitiamo a sentire qui di seguito e che serviranno soltanto a sbatterlo fuori dalla maggioranza di governo.
Di Pietro tutto ha fatto tranne che attaccare Napolitano, ha soltanto chiesto, a ragione, il diritto dei cittadini di esprimere il proprio parere. Tutti noi abbiamo il diritto e il dovere, soprattutto, di chiedere e pretendere dalla massima carica dello Stato un comportamento di difesa e tutela delle Istituzioni e della Costituzione. Le dichiarazioni di Napolitano su quanto accaduto a Salerno sono veramente preoccupanti. E se noi, popolo sovrano, lo decidiamo, sono anche gravissime e inadeguate e possiamo non accettarle.
Il rispetto per le Istituzioni non è un concetto vuoto, chi le occupa deve meritarselo il rispetto del popolo, con i fatti e con prese di posizione precise.
Ma questo ragionamento tanti italiani non lo potranno mai fare perché non sanno cosa ha detto Di Pietro e non lo sapranno.
Così come ancora non hanno capito che le stragi di mafia, come quella di Via D’Amelio, non sono state compiute dalla sola Cosa Nostra. E’ stata ordinata da altri mandanti che non sono ne Totò Riina ne Bernardo Provenzano, ma su indicazione dello stesso Paolo Borsellino, sono da ricercarsi altrove, sono altri.
I loro nomi potrebbero essere nascosti nell’agenda rossa del giudice fatta sparire pochi secondi dopo l’esplosione e mai più ritrovata. Quell’agenda in cui, come grida girando per tutta Italia Salvatore Borsellino, sono contenuti i ricatti su cui si regge questa Seconda Repubblica che sul sangue delle stragi affonda le sue radici.
Ma questo alle mamme e papà che escono la mattina presto, quando fa freddo e il sole non è ancora sorto, per andare a lavorare tutto il giorno per sfamare i propri figli, cosa interessa?
Chi gli spiega che quelli che hanno ammazzato Borsellino sono gli stessi che decidono del futuro dei loro figli?
Che si spartiscono le ricchezze riservando per loro solo sacrifici e una pallida quanto remota speranza di una vita decorosa? Poi riflettiamo su questo decorosa, cosa significa? Che avranno casa, lavoro, vacanze e cellulare a patto che non si guardino intorno mentre ogni giorno muoiono di fame e di stenti migliaia di persone? Questo ci fa esseri umani? Persone decorose? Persone perbene?
Paolo Borsellino, smascherando gli intrallazzi del potere che avevano portato tra l’altro alla morte il suo amico e fratello Giovanni Falcone, avrebbe additato quel sistema di corruttele che ha ridotto il nostro Stato ad un agglomerato di corpi che corre dalla mattina alla sera per riuscire a ritagliarsi un surrogato di vita, illusi di essere liberi e molto civilizzati. Avrebbe contrapposto al marcio sistema del compromesso e dei clientelismi il suo rigore morale opponendosi a qualsiasi subdolo accordo tra mafia-politica e imprenditoria che adesso invece costituisce l’ossatura del nostro Paese e che è rappresentato tanto palesemente in Parlamento. Per questo è stato eliminato, per questo è morta la speranza di tanti Italiani che non si ricordano nemmeno più che nel nostro Paese sono esistite persone in grado di incarnare quei valori in cui non credono più, salvo poi lamentarsi di tutto e di tutti.
Abbiamo perso il coraggio. Quello di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone, del generale dalla Chiesa, di Peppino Impastato, di Pippo Fava, di Mario Francese, di Beppe Alfano, di Emanuela Loi, di Pio La Torre, di Pier Santi Mattarella, di Gandhi, di Martin Luther King…. Il coraggio di alzare la testa, di non accettare, di parlare, di camminare con la schiena dritta, di dire no, di dire basta.
Il coraggio dimostrato ieri da Sonia Alfano, quale portavoce dell’ “Associazione famigliari delle vittime di mafia”, che richiama tutti alle proprie responsabilità, a darsi da fare quotidianamente per riappropriarsi del nostro Paese, delle Istituzioni, dello Stato, quell’Italia dalla tradizione di solidarietà, di aiuto reciproco, di lavoratori e di eroi comuni. Non quella dei mafiosi e dei corrotti con cui invece siamo indicati all’estero.
Innanzitutto spegniamo la Tv, il “braccio armato” del potere, che non ha più nemmeno bisogno della mafia e delle bombe, giacché le basta qualche puntata piccante dell’ultimo reality per eliminare nella distrazione generale i nuovi Paolo Borsellino. E informiamoci, sulla rete fino a che ci sarà permesso, confrontiamo le notizie, cerchiamo le fonti originali. Certo questo implica maggiore sforzo che stare seduti in poltrona a farsi bombardare di falsità e inebetire con gli specchietti colorati, ma è in gioco il futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti.
Occorre una rapida inversione di rotta. Nel nostro stile di vita passivo ed egoista per cui siamo disposti a venderci di tutto pur di mantenerlo, anche la nostra dignità di persone.
Non basta protestare.
E’ tempo di sapere, è tempo di scegliere, è tempo di cambiare.

TUTTI GLI INTERVENTI DEI RELATORI

DELLA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA FARNESE

preso da AntimafiaDuemila

vedi anche il mio post precedente Piazza Farnese – 28 gennaio 2009 -

non_lasciamoli_soli.jpg



Manifestazione a sostegno di Apicella

Salviamo le INTERCETTAZIONI!!

Solidarietà al procuratore di Salerno dott. Luigi APICELLA

Salva Intercettazioni – petizione

appello fini travaglio

Gruppo Passaparola-Marco Travaglio su  Facebook

Pubblicato su Notizie e politica, disinformazione, informazione, marco travaglio | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento »

Piazza Farnese – 28 gennaio 2009 -

Pubblicato da Alex Buzzella su Gennaio 28, 2009

Piazza Farnese – 28 gennaio 2009 -


Alcuni video della manifestazione in difesa del principio dell’indipendenza della Magistratura e quindi della giustizia , con riferimenti in particolare a De Magistris, Forleo e Apicella.Vi invito a giudicare da quello che è stato veramente detto in piazza Farnese non da quello che vi viene detto parzialemte da politici e stampa .

Grande intervento di Di Pietro, bambinate le critiche di Fini, Presidenza della repubblica, Cicchitto(pdl) con l’appoggio di tutta l’aula, critiche a Di Pietro solo per aver letto alcune sue frasi estrapolate da un discorso serio e completo! Che si ascolti tutto l’intervento prima di parlare !!  L’”invito a nascondere” la propria libertà di pensiero è rivolto a questo striscione “Napolitano dorme, l’Italia insorge”(**) e ovviamente Di Pietro dice che questa censura è inaccettabile(nn accusa qlk per la censura,xk non sa chi è stato ), poi,Di Pietro, inizia un discorso dove critica alcune  decisioni di Napoletano!! e dov’è lo scandalo???

Parla uno dei ragazzi dello striscione

(**)Parla uno dei ragazzi dello striscione

Questo dice repubblica ( su un tono simile RaiNews24 )”sono partiti fischi contro il presidente della Repubblica quando è stato rimosso uno striscione sul quale era scritto “Napolitano dorme, l’Italia insorge”.” MA I FISCHI ERANO CONTRO IL SEQUESTRO ! COS’E’ REPUBBLICA PENSA CHE NAPOLITANO LO ABBIA FATTO CENSURARE ?? Dopo l’accenno alla censura sì che si critica Napolitano ma in modo rispettoso.

non si può più parlare di quello che fa il presidente della Repubblica !!?????

Ecco cos’altro riporta ANSA :

” Di Pietro critica Napolitano
Quirinale: parole offensive. Fini: non si travalichi mai rispetto
(ANSA) – ROMA, 28 GEN – Tensioni tra Antonio Di Pietro e il presidente Napolitano, accusato dal leader Idv di essere a volte ‘poco arbitro’ e ‘poco terzo’. Lo sfogo Di Pietro dopo il sequestro a piazza Farnese di un manifesto con la scritta ‘Napolitano dorme, l’Italia insorge’. Immediata la replica del Quirinale: (*)la presidenza della Repubblica e’ estranea alla vicenda dello striscione, da Di Pietro parole ‘offensive’. E interviene anche il presidente della Camera Fini: ‘La critica non travalichi il rispetto’.

(*)nell’altricolo sopra si deduce che c’è stata un malinteso, perchè la critica della presidenza della Repubblica è sul fatto che lei non centra niente con il sequestro dello striscione !! Ma chi ha mai detto,nella manifestazione, che  la presidenza della Repubblica centra con il sequestro ??? Il sequestro è solo un motivo per ricordare la libertà di espressione e per iniziare ad esprimere  le vere critiche a Napolitano, che deve cercare di appoggiare un vero cambiamento della politica .

“Il silenzio è mafioso, e per questo non voglio rimanere in silenzio”A.D.

[vale per chiunque]

Tutti video della manifestazione.

Salvatore Borsellino Piazza Farnese

Monia Benini piazza Farnese

Antonio Di Pietro piazza Farnese

Antonio Di Pietro Piazza Farnese parte 2

Antonio Di Pietro Piazza Farnese seconda parte

Roma, piazza Farnese – commento di Di Pietro

Marco Travaglio Piazza Farnese

Marco Travaglio piazza Farnese seconda parte

Marco Travaglio piazza Farnese seconda parte

Marco Travaglio piazza Farnese terza parte

Marco Travaglio piazza Farnese terza parte

Marco Travaglio piazza Farnese quarta parte

Marco Travaglio piazza Farnese quarta parte

Beppe Grillo Piazza Farnese

Intervista a Beppe Grillo a Piazza Farnese

Roma piazza Farnese, interviste alla gente

Grillo, Travaglio e Vulpio a piazza Farnese, Roma

Le prime reazioni a Piazza Farnese mi ricordano quelle di piazza Navona.Vengono attaccati i partecipanti per le loro critiche a Napolitano … non capisco siamo in un paese libero o no ??

se non si offende si può criticare quanto si vuole …dovrebbe essere così .

Criticare Napolitano è antidemocratico ??

cosè più antidemocratico ?

criticare il presidente della Repubblica
o fare il lodo Alfano(i processi dei 4 che vengono sospesi)?
o avere in parlamento condannati, prescritti per reati anche mafiosi ?
o avere una TV(informazione) legata al potere?
o vedere il potere giudiziario invaso dal governo, e esponenti politici di livello
attaccare indiscriminatamente la magistratura?
o vedere un parlamento privilegiato di fronte alla legge ?
o vedere che per 10 anni ormai un imprenditore,Di Stefano con la sua Europa7, che non riesce a
lavorare perchè lo stato non vuole, pur avendo vinto un concorso , sbaragliando gli avversari ??
pur essendoci una sentenza europea che incita a risolvere la questione ?

Vorrei ricordare alcuni versi che ho scritto qualche giorno fa … per evitare che si stia in un “silenzio mafioso” .

Un Uom0


Temi reali della Manifestazione di Piazza Farnese :

Difesa della legalità,  difesa della costituzione,  De Magistris e il seguito,  procura Catanzaro, procura Salerno, Apicella, interfererenza parlamento,  giustizia, parlamento privilegiato,  Genchi,  Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Giovanni Falcone,  stragi,  Cossiga/manifestazioni studenti, Mancino, indipendenza della magistratura,  intercettazioni,  intercettazioni ambientali,  Lodo Alfano,  lodo Consolo,  Rai senza politica,  legge elettorale, censura striscioni,  critica rispettosa al presidente della Repubblica, distanza delle istituzioni dalle persone,  “il silenzio è mafioso” , conflitto interessi, non candidabilità di condannati, no incarichi per i rinviati a giudizio,  no alle gare pubbliche per imprenditori condannati…

[ vi invito a vedere i commenti numero 4 e 5 ]

Organi di stampa sulla manifestazione

… scelgono di parlare della reazione (inopportuna) dei politici alla manifestazione  invece  dei temi importanti trattati in piazza Farnese, indipendenza della magistratura,  allontanare politici imprenditori condannati dalle rispettive funzioni … difendere la libertà di espressione , di indagare i reati , rendere i parlamentari = a tutti gli altri cittadini ecc… !!

Il Messaggero :

Di Pietro: Napolitano poco arbitro\Il Quirinale: espressioni offensive

Corriere della Sera

Di Pietro attacca Napolitano\È bufera, il Quirinale: «Offensivo»

[...]“il leader dell’Italia dei Valori si rivolge così al capo dello Stato: «Vogliono farci ancora una volta lo scherzetto di Piazza Navona. Ma in una civile piazza c’è il diritto a manifestare. Presidente Napolitano, possiamo permetterci di accogliere in questa piazza chi non è d’accordo con alcuni suoi silenzi?». Di Pietro prende come spunto la rimozione nella piazza di uno striscione contro il presidente della Repubblica.[...] eddajè della censura non ha incolpato Napolitano !!

Il Giornale:

Giustizia, Di Pietro attacca Napolitano Il Colle: “Frasi pretestuose e offensive”

L’unità :

Di Pietro attacca Napolitano: «Il silenzio è da mafiosi». Bufera sul leader Idv

mio commento all’articolo , che vale per ogni altro giornale

[Ma vi sembra il caso che tutta la stampa perda tempo su queste cavolate ???
Basta dire
1 di pietro ha criticato l'operato di Napolitano e con rispetto.
2 la maggioranza dei parlamentari ritengono che di Pietro abbia offeso Napolitano.
3,4,5,6,7 all'infinito   elencare tutte le cose intelligenti che sono state dette !!
Invece nò !! paginate di cavolate e cavolate quando si sa che Di Pietro non ha offeso Napolitano  .! ]

Rainews :

Di Pietro attacca Napolitano. Il Colle: “Espressioni offensive”

Repubblica :

Scontro tra Di Pietro e il Quirinale/“Non è arbitro”. La replica: “Offensivo”

Reazioni dei TG sulla manifestazione  :

TG1 ore 20

Rainews24


( i video degli interventi o dei TG se li trovo li aggiungerò, vi invito anche a segnalarmeli grazie  ).

Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia su facebook

appello fini travaglio

Gruppo Passaparola-Marco Travaglio su  Facebook

Pubblicato su Notizie e politica, disinformazione, informazione, marco travaglio | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 7 Commenti »

Contro la mafia ! Contro i corrotti !

Pubblicato da Alex Buzzella su Dicembre 16, 2008

Borsellino a Fermo. Risposta a Dell’Utri

di Aaron Pettinari – 15 dicembre 2008
Fermo
. Erano in tanti venerdì sera al centro congressi San Martino. Oltre 400 persone presenti per sentire la voce di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia nel luglio del 1992, ospite del convegno “Un passo per la legalità” organizzato da “La Città in Comune”, il periodico “Antimafia Duemila” e diverse associazioni locali.

Un evento voluto per dar seguito alla protesta che lo scorso 17 ottobre si era tenuta nello stesso luogo, quando venne ospitato il Senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. Si è parlato del concetto di mafia e di mafiosità, ovvero “l’atteggiamento di collusione e convergenza d’interessi che spesso lega criminalità organizzata, l’imprenditoria e la politica di destra e di sinistra”. Un vero è proprio percorso avviato dalla lettura della Sentenza di condanna in Primo Grado per associazione mafiosa del Senatore e poi sviluppato dalle parole dello stesso Borsellino, dalla visione di filmati e stralci di libri tematici. “Ho tanta rabbia dentro – dice Salvatore Borsellino – da un anno e mezzo ho ricominciato a parlare, a girare per l’Italia dopo quattro anni di silenzio. Ciò che sta accadendo nel nostro Paese è gravissimo per diversi aspetti”. “La mafia è un cancro che si è allargato in ogni regione ed oggi siede persino in Parlamento. – ha denunciato – Se si è arrivati a questo punto è stato grazie alle stragi del ’92 e nel ‘93”. Quindi Borsellino ha parlato della strage di via D’Amelio: “Non vogliono farci sapere nulla. Hanno bloccato tutte le indagini. E’ sparita l’agenda rossa di mio fratello, dove teneva gli appunti degli interrogatori ai pentiti, e tutt’oggi non si sa chi ha fatto saltare in aria Paolo ed i ragazzi della sua scorta ed ancor meno sui mandanti occulti. Una strage di Stato perché ci sono elementi che collegano direttamente i Servizi Segreti”. Con veemenza Borsellino ricorda quegli anni. Parla della “trattativa” e della situazione giudiziaria odierna. “Ci stanno descrivendo una guerra tra Procure tra Salerno e Catanzaro. Ma la realtà è che la prima ha compiuto il sui dovere d’indagine, la seconda un atto illegittimo”. Infine ha lanciato un messaggio alla società civile: “Credo profondamente che la morte di Paolo sia servita per scuotere le coscienze. E’ come se ogni pezzo del suo corpo fosse entrato in ognuno di noi. Non si potrà mai sconfiggere la mafia se prima non elimineremo quella parte di mafiosità che è dentro di noi”.

Pubblicato su Notizie e politica, disinformazione, mafia | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento »