Massima insicurezza – Marco Travaglio
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Massima insicurezza – Marco Travaglio
Pubblicato da Alex Buzzella su Giugno 17, 2009
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Vaticano all’ “Inferno” . Omosessuali massacrati e vittime pedofilia in “Paradiso”.
Pubblicato da Alex Buzzella su Dicembre 6, 2008


mons. Celestino Migliore —- 2 adolescenti presunti gay
Il vaticano è contrario alla depenalizzazione universale dell’omosessualità nel mondo che la Francia si accinge a sottoporre all´Onu. Lo ha detto Celestino Migliore, il monsignore osservatore permanente del vaticano presso le Nazioni Unite, sostenuto dal prelato Federico Lombardi, che si difende dagli attacchi piovuti sul vaticano da destra e da sinistra. Tranne che dal pio Rocco Buttiglione (Udc) secondo il quale “la Chiesa si oppone a una iniziativa che intende definire per i gay uno status privilegiato“.
Secondo il vaticano “se i gay fossero inseriti nelle nuove categorie protette dalle discriminazioni, gli Stati che non riconoscono queste unioni saranno messi alla gogna con nuove implacabili discriminazioni“.
Con questa stronzata, in sostanza il vaticano appoggia i Paesi in cui discriminazione, torture e barbare esecuzioni sono la norma. La scusa ribaltata dello stato teocratico è che “i gay innocenti producono pressione e discriminazione per chi considera il matrimonio eterosessuale la forma fondamentale e originaria della vita sociale e come tale da privilegiare“.
Con questa stronzata il vaticano porge la sua mano complice ai criminali poiché depenalizzare l´omosessualità significherebbe smettere di impiccare o lapidare in piazza ragazzi, spesso processati sommariamente.
Ci sono problemi veri, lo ammetto, ma anche le dichiarazioni folli di Celestino Migliore lo sono. Per l’indotto e i nefasti riflessi che la presenza del vaticano ha nella vita sociale dell’Italia. Perché mentre l’Europa manda a fanculo ciò che dice Ratzinger, l’Italia, purtroppo, obbedisce alle “dritte“. Le ingerenze politiche del vaticano per gli italiani laici, atei e indifferenti ai dogmi religiosi come il sottoscritto, arrecano soltanto danni cronici simili a quelli di una malattia incurabile.
Tabù, paura, rispetto e rassegnazione che compongono l’aura del vaticano ci inducono a tollerare il disturbo di certe campane e l’emorragia di ricercatori verso l’estero. Abbiamo donne che pagano 2 volte il dolore di un’esperienza come quella dell’aborto, e padri come Beppino Englaro che pagano il vuoto di una legislazione sul tema del testamento biologico.
Il vaticano per l’Italia è come un cancro maligno alimentato da diffuse metastasi rappresentate dalla totalità della classe politica. Al punto che l’autorità morale italiana si comporta da soggetto politico senza accettare i giudizi con criteri politici. Si appella alle norme di un supposto diritto naturale senza curarsi di come la natura si comporta nella realtà. Pretende il monopolio della “giusta ragione” senza che gli argomenti medesimi vengano trattati con lucidi ragionamenti.
Il problema italiano è davvero serio con questa gentaglia in tonaca che prende un miliardo di euro l’anno dall’otto per mille. Soprattutto perché quotidiane idiozie partorite dagli ambienti vaticani, godono di visibilità smisurata sui media generalisti di regime.
Celestino Migliore, in un paese normale, verrebbe preso a sputi. Qui invece rimprovera la politica colpevole di smantellare la religione cattolica a scuola.
E’ una mostruosa montatura il rispetto che stampa e televisioni di regime continuano a dare al vaticano, chiamandolo “Santa Sede” con le esse maiuscole.
Dalla continua e forzata canonizzazione di media e leggi viene a galla tutta la barbarie arrecata al buon senso, la lapidazione della dignità di un popolo, l’impiccagione dell’indipendenza da parte di un’ideologia malata che produce deviazioni e pederastia ossessiva.
Mentre un tribunale americano chiama alla sbarra papa Ratzinger, sulle sue responsabilità in merito al silenzio e alla sistematica copertura dei preti pederasti, l’omosessualità, per la felicità di Celestino, è barbaramente punita ancora oggi in almeno 90 nazioni.
I gay accusati di essere tali vengono uccisi per legge in Angola, Benin, Botswana, Burundi e Iran (dove vengono puniti con 74 frustate anche eventuali minorenni che hanno subito atti sessuali). Il presidente iraniano Ahmadinejad dice che nel suo paese di boia l´omosessualità non esiste.
In Mauritania, Sudan e Nigeria l’uccisione di presunti gay processati sommariamente avviene per lapidazione. In Camerun e Uganda la condanna di un gay è all’ergastolo. In Kenya, Lesotho, Malawi e Zimbabwe l’ergastolo è riservato soltanto ai gay maschi e solo quando è stata accertata la consumazione dell´atto.
Noi italioti canonizzati, senza andare tanto oltre l’uscio di casa nostra, ci imbattiamo continuamente in una pletora di pittbul con la tonaca assetati di bambini e ragazzini. Con buona pace per quei preti che ho avuto la fortuna di conoscere come uomini spinti da valori umani e spirito di solidarietà, sono costretto a chiudere il post odierno con un triste (e limitato) elenco di casi fra i più recenti. Buona lettura.
2 frati di Torino indagati per abusi su minori;
salesiano di Udine denunciato per abusi su minore;
3 vescovi lombardi accusati di coprire a Como sacerdote pederasta;
Sacerdote molestatore lascia parrocchia a Firenze
3 preti pedofili a Fiumicino;
Firenze, Don Cantini, stupratore di minorenni “il caso non è chiuso“.
Amen.
preso da www.danielemartinelli.it
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aveva ragione la Guzzanti !
http://trasparente.wordpress.com/2008/07/09/no-cav-day-sabina-guzzanti/
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Per Ratzinger i soldi sono nulla…. sono contento per lui …
Pubblicato da Alex Buzzella su Ottobre 7, 2008
L’obbiettivo è di mostrare quello che è la Chiesa come struttura, basata sul potere temporale … che si espande in tutto il mondo …
fatevene un idea leggendo sotto
Un’altra cosa è il valore delle persone che ci possono lavorare …
voglio ricordare Don Peppino morto all’età di 36 anni perchè si schierò contro la camorra.
Ucciso alle 7.30 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico . . . perchè dava fastidio a tutti i clan della zona …
Dopo la sua uccisione come spesso capita i clan diffusero voci false al suo riguarda …
facendo scrivere su giornali locali “Don Diana era un camorrista”, ” Don Diana a letto con due donne” … tutte calunnie volte a coprire l’uccisione di un uomo innocente !!
ecco a voi l’altra parte della chiesa legata ai segreti e ai soldi …

Per Ratzinger i soldi sono nulla.
Questa massima filosofica stile Meo Patacca giunge contornata di
aureola da giornali e televisioni, tramite i quali la chiesa rivendica
il suo “diritto di libertà di esprimersi” come
espressamente rivelato senza mezzi termini qualche giorno fa dal papa
durante la sua visita al Quirinale.
La rivendicazione da parte della chiesa impegnata in politica per voce
dei Bagnasco e dei Ratzinger, è un chiaro ordine impartito ai
media tradizionali di non abbassare i volumi di amplificazione alla
pesante ingerenza politica che la chiesa imprime nella vita di questa
specie di Repubblica, laica nemmeno a parole. Ma soprattutto la
libertà che rivendica Ratzinger è quella di fare politica
senza contradditorio.
Ecco perché a nessuno dei direttori televisivi lecchini stile
Raiotta viene in mente di rinfrescare in tv la memoria
sull’attività dello Ior, la banca
vaticana al centro di acrobazie speculative che l’hanno resa
tomba dei misteri e delle ruberie di furbetti di tutte le estrazioni,
grazie ai santi furti di monsignor Paul Marcinkus. Lo Ior è un
tesoro di soldi talmente “niente” da essere una cassaforte
inestimabile.
I “soldi nulla” del Vaticano sono protetti da mura spesse 9
metri presidiati giorno e notte dalle “frocie”. Un solo
sportello bancomat, nessuna filiale extraterritoriale (fuori dal
Vaticano) discrezione, silenzio garantito e nessuna indagine concessa a
un chicchessia magistrato che osasse far luce sugli affari loschi dei
peggiori delinquenti del mondo della politica e della finanza. Non ci
sono rogatorie che tengano. Tanto che lo Ior può in teoria
permettersi di custodire i proventi dei traffici di droga
dei più potenti mafiosi siciliani. Dubbio rinforzato da quando
è scoppiato un ordigno davanti ad una chiesa di Roma, guarda
caso dopo il discorso di condanna nei confronti della mafia che Karol
Wojtila fece durante un suo viaggio in Sicilia.
Da questo umile blog, visto che i soldi sono nulla,
chiedo a Ratzinger di aiutarmi a pagare il mutuo di casa. Due anni fa
mi costava meno di 700 euro al mese, ora la rata sfiora i 900. Saranno
pur niente quei soldi per Ratzinger, ma per il sottoscritto che non
gode di manna dal cielo sul proprio conto corrente sono un cappio al
collo. Il sottoscritto è uno dei tanti cornuti e mazziati che
ben sa, che la crisi finanziaria in atto potrebbe peggiorare, con
effetti nefasti sulle sue esigue finanze e dell’esercito di
pecorelle tutt’altro che smarrite se non fossero vittime di pochi
ladri massoni che hanno gonfiato i numeri tosandole continuamente.
Benedetto XVI sappa che il sottoscritto non si chiama Carlo De
Benedetti, già in postazione panoramica da St. Moritz pronto ad
osservare la barchetta Italia che affonda.
Visto che i “soldi sono niente” il signor Ratzinger
libero di dire castronerie benedette dai Raiotta e dai canali Mafiaset,
si conceda la libertà di fare un’opera di bene “da
nulla”. Rinunci all’otto per mille e si impegni
affinché il governo riabiliti l’Ici che pagheranno anche
tutti gli edifici del clero. Infine l’oceano di miliardi
custoditi nello Ior li ripartisca equamente (con benedizione)
all’esercito di famiglie italiane da mille euro al mese. Sarebbe
un’occasione ghiotta per la chiesa di unirsi al cammino dei
poveracci e smettere di proteggere gentaglia come i Geronzi e i Moggi,
oltre che fare una concreta azione.
Per chi volesse rinfrescarsi la memoria QUI alcuni post dedicati ai “soldi nulla” del Vaticano. Lo Stato più ricco del mondo.
preso da http://www.danielemartinelli.it/
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La religione cattolica romana è l’unica a
disporre di una dottrina fondata sulla lotta alla povertà e alla
demonizzazione del danaro “sterco del diavolo”, come dal
Vangelo secondo Matteo che recita: “E’ più facile
che un cammello passi nella cruna di un ago che un ricco entri nel
regno dei cieli”.
La religone cattolica è anche l’unica a disporre di una propria banca, l’istituto opere religiose (Ior), uno scrigno accessibile da una sola porta nascosta tra le mura vaticane, sorvegliata giorno e notte dalle frocie, le guardie svizzere, il tutto sotto una torre quattrocentesca con mura spesse 9 metri.
Un solo bancomat attraverso cui passano oscure fortune stimate approssimativamente in 5 miliardi di euro di depositi.
La banca vaticana, ai propri correntisti anche pregiudicati, offre miracolosi rendimenti di oltre il 12% annuo e la totale segretezza. Un vero e proprio paradiso (fiscale) in terra!
Niente assegni allo Ior, soltanto contanti, bonifici, lingotti d’oro e nessuna traccia per via della extraterritorialità.
Le procure che negli anni hanno cercato di far luce sui più bui scandali italiani attraverso lo Ior, hanno ricevuto picche dal Vaticano. Più impermeabile delle Isole Cayman!
Da 20 anni a questa parte, dopo la chiusura dello scandalo del crac del Banco Ambrosiano, lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare.
Per risarcire le decine di migliaia di famiglie gabbate, lo Ior liquidò la faccenda sborsando 250 milioni
di dollari, meno di un quarto del miliardo e 159 milioni di dollari
dovuti secondo l’allora ministro del tesoro Beniamino Andreatta.
Lo scandalo fu accompagnato da una scia di morti uccisi eccellenti: il bancarottiere Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, il direttore del Banco Ambrosiano Roberto Calvi impiccato sotto un ponte a Londra, il giudice Emilio Alessandrini ucciso da Prima Linea, l’avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un sicario della mafia giunto apposta dall’America.
Senza contare la morte di papa Luciani
dopo soltanto 33 giorni di pontificato, stroncato da un misterioso
infarto alla vigilia della rimozione dai vertici dello Ior di monsignor
Paul Marcinkus.
Niente autopsia sul corpo di Giovanni Paolo I e più nessuna
traccia del taccuino con gli appunti sullo Ior, che papa Montini si
portò a letto la sera in cui morì.
Paul Marcinkus, atletico e fortunato prelato di origini lituane, amico
di molti esponenti della Loggia P2, suscitò immediata simpatia a
papa Karol Wojtyla per via del suo fluente polacco.
Quando i magistrati di Milano spiccarono mandato d’arresto nei
confronti di Marcinkus, il Vaticano si chiuse come un riccio a
proteggerlo, rifiutando ogni collaborazione con la giustizia italiana.
Wojtyla rimuoverà Marcinkus soltanto nel 1989, dopo 10 anni di
pontificato senza mai aver speso una parola di critica nei suoi
confronti.
Paul Marcinkus, per le gerarchie cattoliche, rimarrà sempre un’ingenua vittima.
Il successore alla guida dello Ior sarà Angelo Caloia,
gentiluomo della cosiddetta “finanza bianca”, di cui
accennerò in un prossimo post assieme alle vicende di Marcinkus.
Queste notizie sono tratte dall’inchiesta di Repubblica
“Scandali, affari e misteri tutti i segreti dello Ior” a
firma di Curzio Maltese.
Qui un video sul servizio che riguarda Marcinkus realizzato dalle Iene nel 2006.
Se avete mezz’oretta di tempo date un’occhiata anche allo speciale su Licio Gelli e la sua Loggia p2
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Antonio Fazio, ex governatore di Bankitalia, amico di
Cammello Ruini e di Giovanni Battista Re che nel 2003 gli
celebrò la messa del 25esimo anniversario di matrimonio, alle
riunioni dei governatori centrali, anziché parlare di vicende
inerenti l’economia ha sempre citato le encicliche.
Le rivelazioni di Giampiero Fiorani sui tesori vaticani nascosti
nei 3 conti correnti della banca elvetica, non hanno di certo portato
ad indagini da parte della procura, anzi, è curioso notare come
il Vaticano, per strane esigenze pastorali, abbia scorporato dalla
diocesi jamaicana di Kingston le isole Cayman,
paradiso fiscale di molti evasori tra cui Calisto Tanzi di Parmalat,
per affidarle direttamente a sé stesso nella figura del
cardinale Adam Josep Maida, membro del collegio dello Ior.
L’ultimo episodio di coinvolgimento proprio dello Ior negli scandali giudiziari e finanziari italiani riguarda Calciopoli.
Secondo i magistrati romani Palamara e Palaia, i fondi neri della Gea, la società di mediazione presieduta da Alessandro Moggi, figlio di Luciano, sarebbero custoditi nello Ior assieme ai 150 milioni di euro esentasse di papà Lucianone “paletta” grazie all’intercessione di Cesare Geronzi,
numero uno di Mediobanca accusato di usura nella vicenda Parmalat e
condannato per il crack Italcase, nonché caro cliente Ior!
Questa preziosa indulgenza ha fatto guadagnare a Moggi la veste di maestro
della morale cattolica! Non a caso colui che rinchiudeva negli
spogliatoi gli arbitri onesti è spesso opinionista nelle tv tipo
Antenna 3 e di Cammello Ruini a Lourdes.
Difeso a spada tratta da tutta la stampa cattolica, Luciano Moggi
è recentemente diventato titolare di una rubrica di “etica
e sport” su papanews, il quotidiano online vicino a Ratzinger.
Il rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata
all’illecita concorrenza tramite minacce violenza privata e
corruzione, scrive indignato su quelle sante pagine di fatti di corruzione altrui!
Riepilogando, nonostante l’epoca marcia di Paul Marcinkus
si sia chiusa da un pezzo, il mastodontico via vai di miliardi di euro
e lingotti d’oro ingoiati dall’Istituto opere religiose con
sede in quella sede definita “santa” ma che di santo non ha
nemmeno il retto, rimane protetto dai segreti inconfessabili celati dentro quella torre quattrocentesca fatta di mura spesse 9 metri.
I depositi in cash che producono interessi annui da miracolo, collocano lo stato teocratico del Vaticano di gran lunga in cima alla lista delle nazioni più ricche del mondo con i suoi 407 mila dollari di prodotto interno lordo procapite! (fonte Panorama economy)
Secondo le stime della statiunitense Fed, nel 2002 il Vaticano possedeva nei soli Usa 298 milioni di dollari in titoli, 195 milioni in azioni, 102 milioni in obbligazioni a lungo termine, e joint venture con partner Usa per 273 milioni.
Nessuna autorità italiana ha mai avviato un’inchiesta per
stabilire l’abnorme potere economico del Vaticano, tanto forte da
espugnare la finanza in divisa!
Dal tramonto di Enrico Cuccia,
vecchio azionista nemico di Sindona, di Calvi e dello Ior, la
“finanza bianca” Vaticana ha conquistato posizioni su
posizioni fino a inglobare personalità assai diverse, ma tutte
in relazione stretta con le gerarchie ecclesiastiche, associazioni
cattoliche e Opus Dei.
In un’Italia in cui la politica conta ormai meno della finanza,
la chiesa cattolica ha più potere e influenza sulle banche di
quanta ne avesse avuto ai tempi della Democrazia cristiana.
Con questo concludo i post dedicati allo Ior con le notizie tratte
dall’inchiesta “Scandali, affari e misteri tutti i segreti
dello Ior” apparsa su Repubblica pochi giorni fà a firma
di Curzio Maltese.
articoli presi dal blog di D. Martinelli
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Altri video :
I privilegi della Chiesa Cattolica in Italia
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crocifissi a scuola ?
Pubblicato da Alex Buzzella su Febbraio 15, 2006
Favorevoli in larghissima maggioranza (80,3%) gli italiani al crocifisso nelle scuole e nelle istituzioni statali. E’ l’esito di un sondaggio condotto dall’Eurispes all’inizio di quest’anno – finalizzato a ‘misurare’ la percezione di questo tema presso l’opinione pubblica – che fa in qualche modo da riscontro alla sentenza emessa oggi dal Consiglio di Stato secondo cui il crocifisso deve restare nelle aule in quanto ’simbolo idoneo a esprimere l’elevato fondamento dei valori civili’.
Piu’ ‘empatico’ l’atteggiamento dell’8,5% del campione che sostiene che il crocifisso vada esposto, a patto che non urti la sensibilita’ di altre fedi. Decisamente inferiori – secondo quanto ha registrato l’Eurispes – le percentuali di coloro che ritengono ingiusto esporre il crocifisso perche’ cio’ limiterebbe la liberta’ di culto delle altre religioni (5,3) o comunque non rispetterebbe le altre confessioni religiose (5,2). In particolare, gli intervistati che si dichiarano cattolici rappresentano la maggior parte di coloro, l’87%, che sono favorevoli all’esposizione del crocifisso nelle scuole, contro il 31,8% dei non cattolici. Questi ultimi invece si dichiarano in misura maggiore favorevoli (15,5) rispetto ai cattolici (7,5) all’esposizione del crocifisso a patto che non urti la sensibilita’ di altre fedi. Per quanto riguarda l’area
geografica di provenienza degli intervistati, i piu’ favorevoli all’esposizione del crocifisso sono quelli di Centro (81,4), seguiti da quelli del Sud (81,1), dagli abitanti delle Isole (80,3). Leggermente piu’ basse le percentuali dei favorevoli a Nord-Est (79) e Nord-Ovest (79,8). Sono le donne (82,6)
rispetto agli uomini (77,8) ad esprimersi favorevolmente su questo tema. Anche gli intervistati di sesso maschile (10,3) sono piu’ propensi rispetto alle donne (6,8) all’esposizione del crocifisso nelle scuole, sempre che non urti la
sensibilita’ di altre fedi.
Al crescere dell’eta’ aumenta la percentuale dei favorevoli: il 64,2% tra i 18-24 anni, il 66,7% dai 25 ai 34 anni fino ad arrivare all’84% nella fascia d’eta’ tra i 35-44 anni e il 93,2% tra gli ultrasessantacinquenni. Una correlazione inversa emerge invece nell’analisi del titolo di studio degli intervistati: se tra coloro che non hanno alcun titolo di studio o licenza elementare i favorevoli sono il 93,7% tra i laureati questa percentuale scende al 60,5%.
Rispetto all’area politica di appartenenza, una percentuale maggiore di favorevoli si registra tra coloro che si dichiarano di destra (93,4), di centro (85,4) e di centro-destra (83,3) contro il 75,7% di chi si colloca a centro-sinistra e il 52,3% degli intervistati di sinistra.
Cosa ne pensate ?
Io ritengo che dopo tt a una persona, che crede ad altre religioni, non gli debbano dar fastidio simboli religiosi di altre religioni ( io non sono un cattolico professante e non mi darebbe fastidio avere in classe simboli di altre religioni [penso]). la cosa più importante è il rispetto … tt dovrebbero accettare ogni simbolo religioso… Dopotutto se uno crede nel suo dio , perchè dovrebbero dargli fastidio le altre religioni? quando queste ,posso dire quasi tutte incitano alla pace al rispetto e all’ amore…![]()
Pubblicato su Notizie e politica, chiesa, informazione | Contrassegnato da tag: chiesa, crocifissi a scuola | 1 Commento »














MILANO – Di fronte a una realtà che assomiglia sempre più a un ‘inferno dorato’, un ‘Helldorado’, come hanno battezzato il loro nuovo album, i Negrita scelgono la strada della “critica sociale”. “Ci siamo tolti la cappa lattiginosa che, negli ultimi anni, ha indossato la società italiana dove – spiega Pau – sembra che non si possa più criticare niente e nessuno”.