Bye bye Berlusconi


BERLINO – Nella primavera del 2005, un giovane regista genovese e un gruppo di attori in gran parte suoi coetanei mettono in cantiere un film su Silvio Berlusconi. Più precisamente sul rapimento del premier da parte di una banda di terroristi nostrani, decisi a sottoporlo al processo al quale, con mille espedienti, egli si sarebbe sempre sottratto.
L’IDEA – Ma il progetto sembra sul punto di naufragare, proprio il giorno del primo ciak, quando l’avvocato della produzione piomba trafelato sul set e spiega loro che senza autorizzazione dell’interessato, la fiction non si può fare, pena pesanti conseguenze giudiziarie. Tutto è perduto? No, perché ai ragazzi viene l’idea di rovesciare il dramma politico in una favola satirica: resta la trama, ma cambiano i nomi, le circostanze e soprattutto il Paese, che diventa l’immaginaria Topolonia. I personaggi infatti avranno nomi presi da Topolino, ma anche qui appena modificati per non aver problemi con la Disney. Basterà a evitare la censura e i guai con la legge? Comincia proprio così, con un film nel film, Bye Bye Berlusconi di Jan Henrik Stahlberg, che verrà presentato al prossimo Festival del cinema di Berlino ed è sicuramente destinato a suscitare polemiche senza fine, soprattutto in Italia.
I DUBBI DEL REGISTA – Ammesso ovviamente che venga proiettato nel nostro Paese, cosa della quale il regista dubita: «Il film è stato selezionato per la Berlinale. Abbiamo già i contratti di distribuzione in Germania, Francia, dove abbiamo avuto offerte da sette case distributrici, Ungheria, Polonia, Austria e Svizzera. Ma ancora oggi non riusciamo a trovarne uno in Italia: riceviamo risposte molto vaghe, ci sentiamo dire che sarebbe un film adatto a un pubblico straniero, qualcuno evoca l’imminente campagna elettorale. Lo trovo quantomeno piuttosto strano». Girato in economia, gli attori non sono stati pagati, il film è costato meno di 90 mila dollari. Gli interpreti sono tutti italiani, a cominciare da Maurizio Antonini, incredibile sosia appena più corpacciuto di Berlusconi. E poi Lucia Chiarla, che ha anche partecipato alla sceneggiatura, Pietro Bontempo, Franco Leo, Consuelo Barilari, Fabio Bezzi, Pietro Ragusa e Tullio Sorrentino. Per evitare sorprese, regista e produttore si sono avvalsi della consulenza legale di Christian Schertz, l’avvocato berlinese delle celebrità, forse il maggior esperto tedesco di diritti dell’immagine e della privacy.
IRONIA E ANGURIE – Nella fiction di Stahlberg, il presidente del Consiglio, il cui nome vero ricorre una sola volta all’inizio, assume le sembianze di Micky Laus, venditore di angurie e proprietario della sguaiatissima Melonen TV, col palinsesto ingolfato di veline scollacciate, quiz a premi e deliranti maratone oratorie del protagonista. La squadra di calcio di cui è presidente è la scalcinata compagine amatoriale AC Topolonia. E’ questa la parte esilarante e forse più riuscita della pellicola. Poi, il rapimento svela un copione drammatico e sanguinoso, con tanto di uccisione delle guardie del corpo. Il processo nella prigione del popolo ha scansioni e modalità già tristemente famose. Mentre la giuria è l’universo della rete e lo scontato giudizio di colpevolezza giungerà via Internet.
IL FINALE – Le riprese del film però non arriveranno mai alla conclusione, così come Laus non andrà in carcere, attraverso una serie di rovesciamenti rocamboleschi. «Quando abbiamo cominciato a lavorare all’idea – racconta Lucia Chiarla – siamo partiti dalla constatazione che non era ancora stato fatto un film serio su Berlusconi, nonostante si trattasse di uno degli uomini più ricchi e più potenti d’Europa. Man mano che siamo andati avanti, però, ci siamo resi conto che forse una ragione c’era, perché non era affatto così semplice realizzarla, gli ostacoli visibili e invisibili erano enormi. In questo senso Bye Bye Berlusconi racconta un po’ anche la nostra esperienza».

preso dal corriere.it

Lo voglio anche in Italia !!!!!!

cosa ne pensate?

//aggiornamento
ora siamo nel 2011 e credo che la consapevolezza dell’esistenza di questo film non sia variata di nulla tra gli italiani

Prima parte su youtube

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Pubblicato su censura, informazione, Notizie e politica

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