Reporters sans frontières invita i media italiani a rispettare la par condicio


ITALIA

Reporters sans frontières invita i media italiani a rispettare la par condicio prima delle elezioni legislative di aprile

« Salutiamo la decisione presa dalla Authority per le telecomunicazioni che condanna Mediaset a pagare 150 mila euro di multa per aver violato la par condicio. É la prima volta che il proprietario del gruppo Mediaset e Presidente del Consiglio italiano è condannato per una strumentalizzazione abusiva dei media. Questa condanna rileva il conflitto d‚interessi di cui Silvio Berlusconi è protagonista, nella sua doppia veste di proprietario di un impero mediatico e primo rappresentante del governo italiano. Ce ne rallegriamo ma questa situazione rimane un’anomalia unica in Europa, pericolosa per l’indipendenza dei media e inaccettabile per un paese democratico. Invitiamo oggi i media italiani ad offrire delle condizioni paritarie di accesso ai mezzi di comunicazione a tutti i candidati alle elezioni legislative del 9 aprile 2006 Œ‚ ha dichiarato Reporters sans frontières.

Dall‚inizio dell‚anno, Silvio Berlusconi ha monopolizzato gli schermi televisivi, favorendo in questo modo la sua campagna elettorale in vista delle legislative di aprile. Il suo gruppo, Mediaset, è stato condannato lo scorso 9 febbraio 2006 dall’Authority a pagare 150 000 euro di multa per aver violato la par condicio. La Authority gli rimprovera di aver partecipato, solo, alla trasmissione Œ‚Liberi Tutti‚‚ alla quale non era stato invitato nessun candidato dell’opposizione. Silvio Berlusconi vi era circondato da eminenti giornalisti di Mediaset e un ex allenatore del Milan AC (squadra di cui è proprietario), che lo hanno coperto di elogi. Il programma è stato trasmesso il 4 febbraio sul canale Rete4, di Mediaset, e diffuso una seconda volta, integralmente, il 6 febbraio.

« La multa inflitta al Gruppo del presidente del Consiglio ha un valore più simbolico che finanziario: si tratta di una somma derisoria per un gruppo mediatico influente e forte come quello di Mediaset e non risolve il problema dell’accesso paritario ai media per gli altri candidati alle elezioni legislative del 9 aprile », ha aggiunto l’organizzazione.

Le condizioni di accesso ai mezzi di comunicazione per i politici, candidati alle elezioni, sono esplicitati dalla legge « par condicio » del 22 febbraio 2000. La campagna elettorale per le legislative di aprile è cominciata ufficialmente l’11 febbraio dopo lo scioglimento delle Camere. Ma la legge dovrebbe essere rispettata anche in periodo pre-elettorale e deve essere osservata sia dai canali privati che pubblici. L‚authority, nel rispetto dei principi di parità, aveva raccomandato i media italiani di applicare la legge in anticipo. Romano Prodi, principale oppositore di Silvio Berlusconi, si è lamentato di aver beneficiato solo di otto minuti di tempo di antenna dalla metà del mese di gennaio 2006, contro le tre ore concesse al Cavaliere.

Un’altra inchiesta è stata aperta dall’Authority per quanto riguarda la partecipazione di Silvio Berlusconi, ancora una volta solo, senza nessun altro candidato dell’opposizione, ad una trasmissione del canale Isoradio della RAI. Mediaset ha fatto ricorso al Tar.

da www.rsf.org

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