Molto pratico: Silvio Berlusconi torna ad essere padrino di se stesso , [Articolo originale di Martin Zöller]


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[Die Welt]

Dopo la vittoria elettorale sembrava che il Cavaliere volesse riformare il Paese. In realtà fa politica per se stesso e si paragona a un buon vino rosso.

Quando Silvio Berlusconi vede un microfono, inizia irrefrenabilmente a scherzare. Come la settimana scorsa quando, nel corso di incontro di imprenditori italiani, ha raccontato di essere come un buon vino rosso: “Miglioro con l’invecchiamento”, per poi aggiungere alla fine uno “sto scherzando”.

Anche mercoledì scorso era di ottimo umore, il suo parlamento aveva appena approvato una legge che capita proprio a fagiolo. “Questa legge è una buona cosa” ha scherzato in quell’occasione “così ora non mi tocca passare tutti i sabati incontrando i miei avvocati”. Ad appena cento giorni dall’inizio del suo terzo mandato, Berlusconi è soprattutto una cosa – il Berlusconi di sempre.

Chi aveva sperato che, eletto, si sarebbe comportato come uno statista, dev’essere rimasto deluso. “Stiamo vedendo lo stesso film di cinque anni fa”, ha affermato con rassegnazione un politico dell’opposizione. A settembre di quest’anno un giudice milanese avrebbe presumibilmente dichiarato Silvio Berlusconi colpevole di aver corrotto un avvocato inglese. Ma la legge sull’immunità, approvata questa settimana poco prima del centesimo giorno di governo, garantisce al premier la sicurezza di non dover temere alcuna condanna, nonostante i molti procedimenti in corso.

La recente decisione del Parlamento è solo l’ultima in ordine di tempo di una sfilza di leggi ad personam. Tutte insieme, fanno pensare che, scegliendo di partecipare alla vita politica del Paese, abbia pensato non da ultimo proprio a se stesso. Così nel 1994 si è messo in politica perché, dopo il crollo del sistema dei partiti all’inizio degli anni ’90, aveva perso tutti i suoi aggangi politici. Non c’era più nessuno che gli potesse spianare la strada in caso di difficoltà. Lo scrittore americano Alexander Stille nel suo libro “Citizen Berlusconi” cita questa sua frase: “Devo entrare in politica perché non ho più nessun padrino. Ora devo diventare padrino di me stesso”.

E ad aprile lo e’ di fatto diventato per la terza volta. Inizialmente era sembrato che il Cavaliere, che mai nessuno aveva preso tanto sul serio, fosse diventato un vero uomo di Stato. Ha messo insieme la sua squadra di Governo in tempi rapidissimi, come se non vedesse l’ora di emulare l’amico Nicolas Sarkozy, dichiarando allo stesso tempo di guidare tutta l’Italia verso la crescita economica. Ma quando alla fine del discorso di presentazione del Governo gridava allegramente “Viva il Parlamento, Viva l’Italia!”, era sicuramente solo uno scherzo – un altro scherzo.

Berlusconi riesce a vendere la realtà del suo partito come realtà oggettiva, anche quando questa viene smentita dai fatti. “E’ difficile capire come mai gli altri non siano in grado di riconoscere questa verità”, ha detto una volta un dipendente di Mediaset parlando del suo capo. Con i sondaggi che tiene sempre a portata di mano il funzionamento è lo stesso. Le preferenze oscillano costantemente tra il 70 e l’80%. Anche se non è vero, la sola notizia basta a far crescere i consensi effettivi. Questa tecnica è solo una parte della sua politica. Secondo il libro “Citizen Berlusconi”, l’imprenditore era solito dare questo consiglio ai suoi dipendenti: “Se volete convincere qualcuno, inventatevi una citazione e attribuitela ad un personaggio conosciuto. Chi andrà mai a verificare?”.

La maggior parte degli italiani non è infastidita da questi giochetti, per loro tutti i politici appartengono ad una casta che pensa solo a sé stessa. E l’ opposizione, in particolar modo il Partito Democratico di Walter Veltroni, fino a poco tempo fa ancora foriero di speranze, ha problemi al suo interno a causa della pesante disfatta di aprile. Il Parlamento si limita ad approvare quel che di fatto è già stato deciso dal Governo, perché spesso – e senza una grave motivazione – Berlusconi impone provvedimenti d’emergenza che richiedono l’approvazione del Parlamento dopo alcuni mesi. Questo è previsto dalla Costituzione e garantisce la rapidità degli interventi, ma il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha già avvertito Berlusconi di non fare di questa possibilità la regola.

Ma per lui il fare è un valore a sé, e il confronto parlamentare, nella migliore delle ipotesi, un giochino divertente. Venerdì sera il consiglio dei ministri ha deciso di dichiarare lo stato d’emergenza nazionale perché il numero di immigrati irregolari provenienti dall’Africa sarebbe raddoppiato. Il modo in cui è stata presa la decisione è ancor più irritante della decisione in sé, visto che già il governo Prodi aveva dichiarato lo stato d’emergenza per le regioni del Sud.

Al Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, Napolitano arriccia un po’ il naso, ma ha firmato la legge sull’immunità, nonostante la Corte Costituzionale avesse già bocciato una proposta simile nel 1994. Il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi aveva aveva spesso frenato le iniziative di Berlusconi.

Ora Silvio Berlusconi ha tempo libero il sabato: non deve più incontrarsi con i suoi avvocati, ma può dedicarsi a tenere insieme la sua baracca. Perché in autunno la Lega Nord, l’alleato con tendenze separatiste, vuole portare avanti il suo progetto preferito, il federalismo fiscale: le tasse pagate al Nord devono essere spese al Nord – e non disperdersi nel Sud, considerato inetto. Su questo punto l’altro partner della coalizione, il partito conservatore di destra Alleanza Nazionale, ha un punto di vista ben diverso, trattandosi di una formazione radicata soprattutto nel Sud del Paese. E’ una fortuna per Berlusconi avere una maggioranza così ampia in Parlamento. Così potrà continuare per altri cinque anni, fino alle elezioni del 2013, ad essere il solito vecchio Berlusconi – fare, scherzare e, nel frattempo, migliorare – proprio come un buon vino.

[Articolo originale di Martin Zöller]

[traduzione: info@ItaliadallEstero.info]
Articolo pubblicato Domenica 27 Luglio 2008, in Germania.
Salva il link su “Molto pratico: Silvio Berlusconi torna ad essere padrino di se stesso“.

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”  da http://italiadallestero.info/archives/528

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