Trasferimento immediato per De Magistris


di Nicola Piccenna – 9 settembre 2008
La notizia circola da alcune ore negli ambienti giornalistici. Pochi
minuti fa, l’Ufficio Stampa del Ministero della Giustizia alla
richiesta di conferma ha risposto che “si stanno informando e mi
faranno sapere”.

L’ufficio stampa dell’Avv. Min. Angelino Alfano si sta informando per
sapere se è vero che Angelino Alfano ha firmato un decreto di
trasferimento urgente con cui si ingiunge al Dr. De Magistris di
prendere servizio a Napoli, presso il Tribunale Civile lunedì 15
settembre in modo tassativo.
Quale potrebbe essere il motivo di tanta urgenza?
Certo non si tratta di coprire una carenza d’organico fra la
magistratura civile, se così fosse i decreti urgenti dovrebbero essere
migliaia. Allora, supponiamo, la fretta è dettata dalla necessità di
rimuovere De Magistris dalla sua sede attuale e, forse, dalla funzione
attualmente ricoperta. Ricordiamo che il trasferimento del Dr. Luigi de
Magistris venne deciso dal Plenum del CSM in seguito alle richieste
(incolpazioni disciplinari) confluenti del Ministro della Giustizia
(On. Clemente Mastella) e del Procuratore Generale presso la Suprema
Corte di Cassazione (Dr. Delli Priscoli). All’epoca il CSM,
riconoscendo solo alcune delle “incolpazioni”, non accolse la richiesta
cautelare di trasferimento immediato. Inutile commentare il fatto che
anche le “incolpazioni” accolte, che motivarono il trasferimento e la
censura, si sono rivelate meno che consistenti, addirittura dolosamente
costruite su presupposti inveritieri organizzati per nuocere al
magistrato di Catanzaro (cfr inchiesta della Procura di Salerno – Dr.
Luigi Apicella – D.ssa Nuzzi – Dr. Verasani). Dopo il mancato esame del
ricorso in Cassazione, dovuto ad una complessa e controversa questione
di date, il trasferimento divenne una questione burocratica. Si
aspettava il Decreto del Ministro della Giustizia e si riteneva che,
come al solito, il Dr. De Magistris avrebbe avuto un congruo periodo di
tempo per il passaggio delle consegne. Stupisce non poco, quindi, che
il Ministro Alfano abbia deciso per un trasferimento urgentissimo,
immediato. Perché tanta urgenza, quanta nemmeno il CSM (pur non certo
incline a sentimenti favorevoli l’indipendenza della magistratura –
nell’occasione specifica, ovviamente!) ne aveva ritenuta opportuna?
Perché non concedere un adeguato tempo per passare, al PM che erediterà
i procedimenti penali correntemente gestiti da De Magistris, le
opportune e complesse consegne?
Forse l’enorme materiale probatorio che è emerso con la chiusura
dell’inchiesta “Toghe Lucane” preoccupa il Ministro Alfano Angelino? Ne
avrebbe ben motivo, certo. Si è scoperto, provato, documentato e
contestato agli indagati (www.ilresto.info/7.html – numeri del 30
agosto e 6 settembre 2008) che un intero distretto giudiziario era,
come dire, dedito a pratiche di corruzione in atti giudiziari, truffa
aggravata, minacce a pubblici ufficiali (da parte di altri pubblici
ufficiali), ed altre amenità del genere. Il tutto con il Procuratore
Generale, il Sostituto Proc. Gen., il Proc. Capo di Matera, il Questore
di Potenza, il Capo della Mobile di Potenza, un PM Antimafia, un (già)
membro del CSM, un dirigente del Ministero della Giustizia, un
sottosegretario, due generali dei carabinieri, due colonnelli…
Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti
giudiziari ed alla truffa aggravata. Non male per tale risma di
personaggi d’alto lignaggio. E allora cosa fa Alfano? Traferisce il PM
che li ha indagati e lascia i signori indagati al loro posto. Bravo
Signor Ministro, complimenti! Tanto ormai gli atti d’indagine sono ben
noti in tutta la loro gravità. Resta una considerazione comunque
valida, anche nel caso in cui l’Ufficio Stampa del Signor Ministro,
informandosi, smentisca la notizia del trasferimento. Perché il signor
Angelino Alfano, Avvocato, Parlamentare e, non ultimo, Ministro della
Giustizia, non provvede a trasferire d’urgenza i magistrati coinvolti
nelle (sono due o tre) associazioni per delinquere che occupano e
gestiscono le Procure ed i Tribunali di Basilicata da oltre vent’anni?
Prima che la sua ipotesi di riforma della Giustizia, sarebbe utile che
S.E. Angelino Alfano ci spiegasse quale sia la sua idea di Giustizia. E
lo dovrebbe fare con la coscienza e la conoscenza dello status quo
delle Leggi dell’ordinamento vigente. Poiché, caro Ministro, l’immunità
vale per le quattro più alte cariche dello Stato e non già per il
Guardasigilli (e quindi certe solerzie sarebbe il caso di lasciarle a
coloro che le suggeriscono, poiché sarebbero certi di non doverne
rispondere penalmente). Diversamente, vuol dire che la vicenda
“Mastella” non ha insegnato nulla. E sarebbe un peccato!

Rinnoviamo l’invito a sottoscrivere la petizione per il trasferimento immediato delle Toghe Indegne: www.firmiamo.it/togheindegne.
Aiutiamo il Ministro Alfano a compiere il suo dovere!!!

Tratto da: http://toghelucane.blogspot.com/

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