Per Ratzinger i soldi sono nulla…. sono contento per lui …


L’obbiettivo è di mostrare quello che è la Chiesa come struttura, basata sul potere temporale … che si espande in tutto il mondo …
fatevene un idea leggendo sotto
Un’altra cosa è il valore delle persone che ci possono lavorare …
voglio ricordare Don Peppino morto all’età di 36 anni perchè si schierò contro la camorra.
Ucciso alle 7.30 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico . . . perchè dava fastidio a tutti i clan della zona …
Dopo la sua uccisione come spesso capita i clan diffusero voci false al suo riguarda …
facendo scrivere su giornali locali “Don Diana era un  camorrista”, ” Don Diana a letto con due donne” … tutte calunnie volte a coprire l’uccisione di un uomo innocente !!
ecco a voi l’altra parte della chiesa legata ai segreti e ai soldi …

Per Ratzinger i soldi sono nulla.
Questa massima filosofica stile Meo Patacca giunge contornata di
aureola da giornali e televisioni, tramite i quali la chiesa rivendica
il suo “diritto di libertà di esprimersi” come
espressamente rivelato senza mezzi termini qualche giorno fa dal papa
durante la sua visita al Quirinale.
La rivendicazione da parte della chiesa impegnata in politica per voce
dei Bagnasco e dei Ratzinger, è un chiaro ordine impartito ai
media tradizionali di non abbassare i volumi di amplificazione alla
pesante ingerenza politica che la chiesa imprime nella vita di questa
specie di Repubblica, laica nemmeno a parole. Ma soprattutto la
libertà che rivendica Ratzinger è quella di fare politica
senza contradditorio.

Ecco perché a nessuno dei direttori televisivi lecchini stile
Raiotta viene in mente di rinfrescare in tv la memoria
sull’attività dello Ior, la banca
vaticana al centro di acrobazie speculative che l’hanno resa
tomba dei misteri e delle ruberie di furbetti di tutte le estrazioni,
grazie ai santi furti di monsignor Paul Marcinkus. Lo Ior è un
tesoro di soldi talmente “niente” da essere una cassaforte
inestimabile.
I “soldi nulla” del Vaticano sono protetti da mura spesse 9
metri presidiati giorno e notte dalle “frocie”. Un solo
sportello bancomat, nessuna filiale extraterritoriale (fuori dal
Vaticano) discrezione, silenzio garantito e nessuna indagine concessa a
un chicchessia magistrato che osasse far luce sugli affari loschi dei
peggiori delinquenti del mondo della politica e della finanza. Non ci
sono rogatorie che tengano. Tanto che lo Ior può in teoria
permettersi di custodire i proventi dei traffici di droga
dei più potenti mafiosi siciliani. Dubbio rinforzato da quando
è scoppiato un ordigno davanti ad una chiesa di Roma, guarda
caso dopo il discorso di condanna nei confronti della mafia che Karol
Wojtila fece durante un suo viaggio in Sicilia.

Da questo umile blog, visto che i soldi sono nulla,
chiedo a Ratzinger di aiutarmi a pagare il mutuo di casa. Due anni fa
mi costava meno di 700 euro al mese, ora la rata sfiora i 900. Saranno
pur niente quei soldi per Ratzinger, ma per il sottoscritto che non
gode di manna dal cielo sul proprio conto corrente sono un cappio al
collo. Il sottoscritto è uno dei tanti cornuti e mazziati che
ben sa, che la crisi finanziaria in atto potrebbe peggiorare, con
effetti nefasti sulle sue esigue finanze e dell’esercito di
pecorelle tutt’altro che smarrite se non fossero vittime di pochi
ladri massoni che hanno gonfiato i numeri tosandole continuamente.
Benedetto XVI sappa che il sottoscritto non si chiama Carlo De
Benedetti, già in postazione panoramica da St. Moritz pronto ad
osservare la barchetta Italia che affonda.

Visto che i “soldi sono niente” il signor Ratzinger
libero di dire castronerie benedette dai Raiotta e dai canali Mafiaset,
si conceda la libertà di fare un’opera di bene “da
nulla”. Rinunci all’otto per mille e si impegni
affinché il governo riabiliti l’Ici che pagheranno anche
tutti gli edifici del clero. Infine l’oceano di miliardi
custoditi nello Ior li ripartisca equamente (con benedizione)
all’esercito di famiglie italiane da mille euro al mese. Sarebbe
un’occasione ghiotta per la chiesa di unirsi al cammino dei
poveracci e smettere di proteggere gentaglia come i Geronzi e i Moggi,
oltre che fare una concreta azione.
Per chi volesse rinfrescarsi la memoria QUI alcuni post dedicati ai “soldi nulla” del Vaticano. Lo  Stato più ricco del mondo.

preso da http://www.danielemartinelli.it/

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Gennaio 29th, 2008

La religione cattolica romana è l’unica a
disporre di una dottrina fondata sulla lotta alla povertà e alla
demonizzazione del danaro “sterco del diavolo”, come dal
Vangelo secondo Matteo che recita: “E’ più facile
che un cammello passi nella cruna di un ago che un ricco entri nel
regno dei cieli”.
La religone cattolica è anche l’unica a disporre di una propria banca, l’istituto opere religiose (Ior), uno scrigno accessibile da una sola porta nascosta tra le mura vaticane, sorvegliata giorno e notte dalle frocie, le guardie svizzere, il tutto sotto una torre quattrocentesca con mura spesse 9 metri.
Un solo bancomat attraverso cui passano oscure fortune stimate approssimativamente in 5 miliardi di euro di depositi.
La banca vaticana, ai propri correntisti anche pregiudicati, offre miracolosi rendimenti di oltre il 12% annuo e la totale segretezza. Un vero e proprio paradiso (fiscale) in terra!
Niente assegni allo Ior, soltanto contanti, bonifici, lingotti d’oro e nessuna traccia per via della extraterritorialità.
Le procure che negli anni hanno cercato di far luce sui più bui scandali italiani attraverso lo Ior, hanno ricevuto picche dal Vaticano. Più impermeabile delle Isole Cayman!
Da 20 anni a questa parte, dopo la chiusura dello scandalo del crac del Banco Ambrosiano, lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare.
Per risarcire le decine di migliaia di famiglie gabbate, lo Ior liquidò la faccenda sborsando 250 milioni
di dollari, meno di un quarto del miliardo e 159 milioni di dollari
dovuti secondo l’allora ministro del tesoro Beniamino Andreatta.
Lo scandalo fu accompagnato da una scia di morti uccisi eccellenti: il bancarottiere Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, il direttore del Banco Ambrosiano Roberto Calvi impiccato sotto un ponte a Londra, il giudice Emilio Alessandrini ucciso da Prima Linea, l’avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un sicario della mafia giunto apposta dall’America.
Senza contare la morte di papa Luciani
dopo soltanto 33 giorni di pontificato, stroncato da un misterioso
infarto alla vigilia della rimozione dai vertici dello Ior di monsignor
Paul Marcinkus.
Niente autopsia sul corpo di Giovanni Paolo I e più nessuna
traccia del taccuino con gli appunti sullo Ior, che papa Montini si
portò a letto la sera in cui morì.
Paul Marcinkus, atletico e fortunato prelato di origini lituane, amico
di molti esponenti della Loggia P2, suscitò immediata simpatia a
papa Karol Wojtyla per via del suo fluente polacco.
Quando i magistrati di Milano spiccarono mandato d’arresto nei
confronti di Marcinkus, il Vaticano si chiuse come un riccio a
proteggerlo, rifiutando ogni collaborazione con la giustizia italiana.
Wojtyla rimuoverà Marcinkus soltanto nel 1989, dopo 10 anni di
pontificato senza mai aver speso una parola di critica nei suoi
confronti.
Paul Marcinkus, per le gerarchie cattoliche, rimarrà sempre un’ingenua vittima.
Il successore alla guida dello Ior sarà Angelo Caloia,
gentiluomo della cosiddetta “finanza bianca”, di cui
accennerò in un prossimo post assieme alle vicende di Marcinkus.
Queste notizie sono tratte dall’inchiesta di Repubblica
“Scandali, affari e misteri tutti i segreti dello Ior” a
firma di Curzio Maltese.

Qui un video sul servizio che riguarda Marcinkus realizzato dalle Iene nel 2006.


Se avete mezz’oretta di tempo date un’occhiata anche allo speciale su Licio Gelli e la sua Loggia p2


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Gennaio 31st, 2008

Antonio Fazio, ex governatore di Bankitalia, amico di
Cammello Ruini e di Giovanni Battista Re che nel 2003 gli
celebrò la messa del 25esimo anniversario di matrimonio, alle
riunioni dei governatori centrali, anziché parlare di vicende
inerenti l’economia ha sempre citato le encicliche.
Le rivelazioni di Giampiero Fiorani sui tesori vaticani nascosti
nei 3 conti correnti della banca elvetica, non hanno di certo portato
ad indagini da parte della procura, anzi, è curioso notare come
il Vaticano, per strane esigenze pastorali, abbia scorporato dalla
diocesi jamaicana di Kingston le isole Cayman,
paradiso fiscale di molti evasori tra cui Calisto Tanzi di Parmalat,
per affidarle direttamente a sé stesso nella figura del
cardinale Adam Josep Maida, membro del collegio dello Ior.

L’ultimo episodio di coinvolgimento proprio dello Ior negli scandali giudiziari e finanziari italiani riguarda Calciopoli.
Secondo i magistrati romani Palamara e Palaia, i fondi neri della Gea, la società di mediazione presieduta da Alessandro Moggi, figlio di Luciano, sarebbero custoditi nello Ior assieme ai 150 milioni di euro esentasse di papà Lucianone “paletta” grazie all’intercessione di Cesare Geronzi,
numero uno di Mediobanca accusato di usura nella vicenda Parmalat e
condannato per il crack Italcase, nonché caro cliente Ior!
Questa preziosa indulgenza ha fatto guadagnare a Moggi la veste di maestro
della morale cattolica! Non a caso colui che rinchiudeva negli
spogliatoi gli arbitri onesti è spesso opinionista nelle tv tipo
Antenna 3 e di Cammello Ruini a Lourdes.
Difeso a spada tratta da tutta la stampa cattolica, Luciano Moggi
è recentemente diventato titolare di una rubrica di “etica
e sport” su papanews, il quotidiano online vicino a Ratzinger.
Il rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata
all’illecita concorrenza tramite minacce violenza privata e
corruzione, scrive indignato su quelle sante pagine di fatti di corruzione altrui!

Riepilogando, nonostante l’epoca marcia di Paul Marcinkus
si sia chiusa da un pezzo, il mastodontico via vai di miliardi di euro
e lingotti d’oro ingoiati dall’Istituto opere religiose con
sede in quella sede definita “santa” ma che di santo non ha
nemmeno il
retto, rimane protetto dai segreti inconfessabili celati dentro quella torre quattrocentesca fatta di mura spesse 9 metri.
I depositi in cash che producono interessi annui da miracolo, collocano lo stato teocratico del Vaticano di gran lunga in cima alla lista delle nazioni più ricche del mondo con i suoi 407 mila dollari di prodotto interno lordo procapite! (fonte Panorama economy)
Secondo le stime della statiunitense Fed, nel 2002 il Vaticano possedeva nei soli Usa 298 milioni di dollari in titoli, 195 milioni in azioni, 102 milioni in obbligazioni a lungo termine, e joint venture con partner Usa per 273 milioni.
Nessuna autorità italiana ha mai avviato un’inchiesta per
stabilire l’abnorme potere economico del Vaticano, tanto forte da
espugnare la finanza in divisa!
Dal tramonto di Enrico Cuccia,
vecchio azionista nemico di Sindona, di Calvi e dello Ior, la
“finanza bianca” Vaticana ha conquistato posizioni su
posizioni fino a inglobare personalità assai diverse, ma tutte
in relazione stretta con le gerarchie ecclesiastiche, associazioni
cattoliche e Opus Dei.
In un’Italia in cui la politica conta ormai meno della finanza,
la chiesa cattolica ha più potere e influenza sulle banche di
quanta ne avesse avuto ai tempi della Democrazia cristiana.

Con questo concludo i post dedicati allo Ior con le notizie tratte
dall’inchiesta “Scandali, affari e misteri tutti i segreti
dello Ior” apparsa su Repubblica pochi giorni fà a firma
di Curzio Maltese.



articoli presi dal blog di D. Martinelli

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Altri video :

I privilegi della Chiesa Cattolica in Italia

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