La Salva Manager


9 Ottobre 2008

La Salva Manager

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In una situazione in cui l’economia mondiale è in ginocchio per le speculazioni e i comportamenti scellerati
di una classe imprenditoriale, politica e finanziaria che ha agito con
fini puramente speculativi, il provvedimento, legato al decreto legge “Salva Alitalia” che apre le porte all’impunità di
chi ha delle responsabilità accertate su questi fatti,
rappresenta un gesto che mina la credibilità e la
capacità di ripresa del Paese.

Pubblico il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati di questa mattina.

“Ritengo che un Presidente del Consiglio abbia il dovere di venire
in Parlamento e non il diritto di andare al «Bagaglino».
Quindi ritengo che sia giusto deplorare il comportamento di quel
Presidente del Consiglio che invece di venire in Parlamento perde tempo
ad andare al «Bagaglino» in un momento tanto delicato per
la situazione italiana.
Noi dell’Italia dei Valori consideriamo questo provvedimento per quello
che è. Non lo possiamo valutare perché semplicemente non
c’è: chi l’ha letto, in quest’Aula, questo provvedimento? Stiamo
dando fiducia ad un provvedimento di cui dobbiamo leggere sui giornali
le linee essenziali. Diciamola tutta, allora: il Governo in questi
mesi, per decreto-legge, ha disciplinato tutto, stabilendo anche misure
che servivano a qualcuno di loro. Ancora non aveva mai fatto uno spot
per decreto-legge. Infatti, ad oggi, con riferimento a questo
decreto-legge, soltanto di spot si tratta. Quanti soldi ha stanziato il
Governo per venire incontro a tutte le esigenze che ha enunciato? Non c’è un euro.
Allora è stato detto: ripianeremo – questa è la prima
garanzia che ha enunciato -, anzi rafforzeremo a livello statale, con
centomila euro, la garanzia per tutti i conti correnti. Mi chiedo: con quali soldi? Se è vero come è vero che il Ministro Tremonti ha
affermato che l’Italia è il terzo Paese nella classifica
mondiale quanto a debito pubblico e se è vero come è vero
che non può permettersi alcun euro di deficit ulteriore, con
quali soldi ripiana tutto questo? È vero o non è vero che
fino a ieri ci è stato detto che alle banche è stata
lasciata la possibilità di operare perché contestualmente
veniva istituito anche un fondo interbancario per garantire i conti
correnti? Oggi scopriamo che quel fondo è talmente nominale che
bisogna anche prevedere una garanzia statale. Ma la garanzia statale,
con quali soldi viene data? Senza stanziare neanche un euro.
Allora si tratta, ancora una volta, di uno spot, fatto senza soldi.
La seconda garanzia che ci è stata data è la seguente:
è stato detto che nel caso in cui le banche siano in
difficoltà, ricapitalizza lo Stato, l’erario. Con quali soldi
ricapitalizzata l’erario, se già è in deficit e non
può spendere una lira? Ancora una volta si tratta di frasi al vento.
È stato detto: se per caso, poi, le imprese non hanno fondi, la
Banca d’Italia si farà carico di immettere liquidità nel
sistema bancario. Con quale denaro la Banca d’Italia potrebbe farlo, se
non ha nemmeno quanto necessario per ripianare il deficit dello Stato?
Noi crediamo che alle ipocrisie del «giorno dopo» non
bisogna dar retta e bisogna guardare le cose nel concreto: per questo
passiamo e vogliamo passare dalle parole ai fatti, signor Ministro,
questa volta mi rivolgo a lei, che non c’è!
Lei ha detto prima che l’Ecofin ci
ha raccomandato di non dare compensi – questa è la parola che ha
usato lei – o emolumenti indebiti ai manager. La dobbiamo smettere di
dire una cosa e di farne un’altra: se è vero, come è
vero, che l’articolo 7-bis del decreto-legge su Alitalia prevede
che non siano perseguibili coloro che commettano reati, qualora sia
intervenuta non la dichiarazione di fallimento, ma solo quella di
insolvenza, ciò vuol dire che con le parole dite che volete
rispettare le raccomandazioni Econfin, ma nei fatti adottate, con
decreto-legge, misure che assicurano l’irresponsabilità ai vari
manager che in questi anni hanno ridotto la situazione della
società al lastrico in questo modo.
In concreto, state dicendo, oggi, che volete rafforzare, dando soldi
alle banche, la garanzia per i depositi che i cittadini hanno presso le
banche. A quali banche? Con l’articolo 7-bis del citato decreto-legge, voi garantite l’impunità anche a tal Geronzi, presidente di Mediobanca (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori), cioè garantite l’impunità a una di quelle persone che è sotto inchiesta per i crack Cirio, Parmalat e
quant’altro. In altre parole, proprio per quei crack che sono
conseguenti a quella finanza creativa degli ultimi anni. Questa
è la differenza fra le parole e i fatti: voi, a parole, dite che
volete venire incontro alle ripercussioni nel nostro Paese della crisi
finanziaria dando stabilità, liquidità e fiducia. Magari!
Vorremmo venirvi incontro anche noi, vorremmo anche noi condividere con
voi questi impegni, ma il decreto-legge adottato ieri non stanzia un
euro, anzi stabilisce che pagherà tutto lo Stato, ma con i soldi degli altri.
L’unica cosa che ha prodotto è una bella festa al Bagaglino
dell’«ora dopo», mentre in concreto nessun intervento
è stato fatto per le famiglie, per le piccole e medie imprese,
per ridare trasparenza a questo mercato finanziario. Anzi, l’unico
intervento compiuto è volto a garantire l’impunità a quelle che sono state le cause di questi dissesti. A me pare che tra le parole e i fatti passi una grande differenza.
Allora, ribadiamo che saremmo d’accordo con quel Governo che un giorno
dovesse decidersi a fare qualcosa per gli italiani. Ma ancora una
volta, oggi, ancora una volta con decreto-legge, avete provveduto ad
apprestare non una soluzione per gli italiani, ma uno spot per vendere soltanto voi stessi (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)“.

da  www.antoniodipietro.com

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