Hiram: due sottufficiali della Gdf nel registro degli indagati


Hiram: due sottufficiali della Gdf nel registro degli indagati
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9 ottobre 2008 – di Monica Centofante
Palermo
.
Due
sottufficiali della Guardia di Finanza in servizio a Roma sono stati
iscritti ieri nel registro degli indagati dell’inchiesta palermitana su
mafia, massoneria e imprenditoria denominata Hiram.

I finanzieri, accusati di rivelazione di segreti d’ufficio, avrebbero
passato informazioni riservate ad alcuni personaggi coinvolti
nell’indagine sfociata, lo scorso giugno, nell’arresto di otto persone.
Tra le quali figura il faccendiere Rodolfo Grancini, presidente a
Orvieto del Circolo del Buon Governo del senatore Marcello Dell’Utri.
Accusato, il Grancini, di concorso esterno in associazione mafiosa e
considerato  figura chiave di quel raffinato ingranaggio, sul quale i
giudici stanno investigando, messo a punto per “aggiustare” processi in
Cassazione.
Interrogati a Roma negli uffici del Reparto operativo dei Carabinieri i
finanzieri hanno risposto alle domande dei magistrati della Dda
Fernando Asaro, Paolo Guido, Piero Padova e Roberto Scarpinato ai quali
avrebbero spiegato, in particolare, la natura dei rapporti intrattenuti
con il Grancini.
Stessa sorte è toccata all’avvocato Stefano De Carolis Villas, secondo
quanto riportato nella richiesta di custodia cautelare gran maestro
della “Serenissima Gran Loggia Unita d’Italia”, alla quale erano legati
quasi tutti gli indagati. E ascoltato, sempre nella giornata di ieri,
dai pm palermitani ai quali avrebbe risposto e fornito indicazioni  su
contatti e rapporti con persone interessate dall’inchiesta. Villas, si
apprende ancora dal documento di richiesta di fermo, si era impegnato
tramite la corruzione di non meglio specificati ufficiali giudiziari
nell’aggiustamento del processo al boss Giovan Battista Agate, uomo
d’onore della “famiglia” di Mazara del Vallo e fratello del più noto
Mariano Agate, storico capomandamento mazarese.
Ancora in riferimento all’inchiesta Hiram, la Cassazione ha annullato
oggi, con rinvio, il provvedimento con il quale il Tribunale del
riesame di Palermo aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare
in carcere per l’impiegato della Suprema Corte Guido Peparaio,
arrestato nell’ambito della stessa indagine. Il provvedimento in
questione dovrà quindi essere nuovamente esaminato dai giudici del
capoluogo siciliano, ma soltanto in relazione ai reati di corruzione
in atti giudiziari e introduzione abusiva nel sistema informatico della
Cassazione. Dato che, accogliendo una richiesta dell’avvocato Manlio
Morcella, difensore di Peparaio, il Tribunale del riesame aveva già
escluso per l’indagato l’accusa di concorso esterno in associazione
mafiosa con la quale lo scorso giugno era stato arrestato.

preso da www.antimafiaduemila.com

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