Lodo Alfano: via alla raccolta firme |


Si incomincia !

appoggio questa causa perchè ritengo l’immunità una cosa non etica …
il politico è prima di tutto un cittadino e in quanto tale deve rispettare le leggi
il politico è poi il rappresentante dei cittadini indi per cui deve rispettare le leggi
che richiede siano rispettate agli altri …
una sospensione dei processi è egocentrica e disonesta per il fatto sia che
si da un privilegio a un cittadino ponendolo non uguale di fronte alla legge
sia che se nel processo è coinvolto qualche altro imputato
si rischia di non far procedere il processo in modo naturale
cosa che tornerebbe comoda anche al politico per il fatto che una eventuale condanna
del coimputato potrebbe dimostrare la colpevolezza dell’altro
il coimputato inoltre potrebbe patteggiare la pena e evitare di spiegare le motivazioni della condanna
anche dopo lo svolgimento del processo ( legg appena approvata , qsta legge serviva a non “sprecare tempo” nel
processo facendo giungere a un accordo l’accusa e la difesa  )
comunque alla fine del mandato il “prescelto” dovrebbe essere sottoposto a un processo ex novo

Lodo Alfano: via alla raccolta firme

conferenza_stampa.jpg

Il Parlamento sta scadendo di credibilità istituzionale
perché non prende le decisioni che deve prendere per ragioni
partitocratiche. In particolare in materia di Giustizia,
dove molti dei suoi esponenti hanno l’interesse che non funzioni,
perché altrimenti qualcuno di loro potrebbe avere dei
provvedimenti che lo porterebbe da una sede diversa da quella
parlamentare.
Ecco perché ritengo che dobbiamo tutelare lo Stato di diritto, perché altrimenti si rischia di fare delle Leggi che non interessano i cittadini.

Domani, 11 ottobre, comincerà ufficialmente la raccolta delle firme contro il Lodo Alfano. Vi aspettiamo numerosi a Piazza Navona e nelle 3500 piazze d’Italia: cerca dove firmare nella tua città.

Riporto di seguito il testo del servizio del nostro inviato alla conferenza stampa di martedi 7 ottobre.

“Il lodo Alfano non è un lodo ma una legge approvata dal
governo Berlusconi che rende impunibili e impuniti 4 cittadini italiani
di fronte alla legge, fra cui Silvio Berlusconi, unico imputato a
beneficiarne.
La legge Alfano attende anche il pronunciamento della Consulta che
dovrà ad esaminare 2 richieste che arrivano da 2 procedimenti in
cui è imputato Silvio Berlusconi.
L’Italia dei valori indice una raccolta firme nelle piazze italiane per
chiedere un referendum abrogativo di quella legge. L’iniziativa,
condivisa da Sinistra democratica, rifondazione comunista, comunisti
italiani e da alcuni esponenti del Partito democratico inizierà
sabato 11 ottobre in 3 mila e 500 piazze italiane, con epicentro a
Piazza Navona e si continuerà fino a fine anno.
L’8 gennaio prossimo è previsto il deposito delle firme in Cassazione.
L’Iniziativa è stata presentata nella sala stampa di
Montecitorio all a presenza di Antonio Di Pietro, Carlo Leoni, Arturo
Parisi, Manuela Palermi e Paolo Ferrero.

D. Martinelli: Come mai questa questa decisione di aderire alla raccolta firme per l’abrogazione del lodo Alfano?
C. Leoni: Perché è una battaglia di
giustizia e per l’uguaglianza. Il lodo Alfano stabilisce un privilegio
non giusto, inaccettabile, di impunità per alcune cariche dello
Stato. Il messaggio che lancia è devastante perché gli
italiani, come i cittadini di ogni Paese civile, vorrebbero nelle alte
cariche dello Stato delle persone di indiscutibile onestà,
invece il lodo Alfano dice che ci possono andare anche delinquenti a
fare i presidenti delle Camere o della Repubblica, l’importante
è che non vadano sotto processo quindi è un messaggio
devastante per la legalità che va assolutamente contrastato.

M. Palermi: Ma è naturale perché è
un’iniziativa giusta, morale e di sinistra. Io francamente non riesco a
capire quelli che sembrano non essere convinti di questa cosa, ma
quando ci sono delle persone che si considerano al di sopra delle
altre, e quindi non devono rispondere alla giustizia, si compie un atto
di ineguaglianza. Io come comunista sono per l’uguaglianza degli essere
umani, quindi non potrei far altro che impegnarmi perché questo
referendum abbia successo.

D. Martinelli: Il Partito Democratico ha
recentemente detto che è stufo di predicare antiberlusconismo,
è stato detto: “basta antiberlusconismo!” quindi di fatto il pd
rappresenta una sinistra no?

M. Palermi: Guardi cosa rappresenta mi è
abbastanza difficile capirlo il partito democratico. Cosa significa
antiberlusconismo? Basta con le leggi ad personam, basta con i salari
troppo bassi, basta con un sistema di ineguaglianze, basta questo. Poi
se è Berlusconi che lo fa allora faremo antiberlusconismo.

A. Parisi: Io condivido e abbiamo condiviso in
Parlamento, all’interno e all’esterno del Partito democratico la
battaglia che Italia dei Valori ha svolto in Parlamento ma dobbiamo
ripetere all’unìsono nelle aule parlamentari col Partito
democratico. Quello che è diventato oggetto di discussione
è la modalità con cui possa e debba essere portata avanti
questa battaglia al di fuori del Parlamento. E’ una discussione sui
modi che evoca e in qualche modo mette in evidenza anche diversi
accenti ma si tratta di accenti e non di radicale alternativa di linee.

D. Martinelli: A suo avviso siamo ancora in Democrazia o non più?
A. Parisi: Beh, la stagione di emergenza che si
sta aprendo a causa della crisi finanziaria, mette a rischio
ulteriormente la Democrazia quando il governo è nelle mani di
esponenti e di forze politiche che già si apprestavano ad
interpretare all’insegna dell’emergenza la loro azione ordinaria.

D. Martinelli: Quindi sarà anche Lei in piazza?
A. Parisi: No, io sarò con gli altri
democratici alla manifestazione del 25 ottobre a raccogliere assieme
alla protesta e alla proposta delle firme contro il lodo Alfano.

P. Ferrero: E quindi, per quanto ci riguarda,
il lodo Alfano oltre che essere un elemento materiale e concreto da
rimuovere è anche un simbolo di un modo di legiferare sulla
questione della giustizia, in cui si usano i malesseri sociali che ci
sono in realtà per fare i comodi propri! Questo è il
punto che viene fuori.

D. Martinelli: Onorevole Di Pietro in
conferenza stampa è stato detto che questa è
un’operazione puramente politica. Rimane il fatto che se la Consulta
dovesse pronunciarsi e dichiarare incostituzionale il lodo Alfano,
chiedo: non sarebbe un rischio impiegare molte energia per una cosa che
forse la Consulta farà prima?

A. Di Pietro: Noi raccogliamo le firme
perché riteniamo immorale e non etica questa legge. Se la Corte
costituzionale dovesse anche dichiararla illegittima, una ragione in
più per informare i cittadini e per dare la parola ai cittadini.
La raccolta delle firme non serve poi solo per fare il referendum.
Serve anche per dialogare con i cittadini rispetto al modo di governare
e al modo di fare le Leggi di questo Parlamento. In alternativa non ne
avremmo parlato e i cittadini, quel milione di firme che raccoglieremo
e tutti gli altri che ci vedranno raccogliere le firme, non avrebbero
saputo ciò che sta avvenendo nelle stanze del potere. Quindi
stiamo facendo politica, non stiamo facendo soltanto un atto
amministrativo.
Il presidente della Repubblica ha legittimamente firmato il lodo Alfano
perché in cuor suo ha ritenuto di doverlo fare. Ma se esiste la
Corte costituzionale, che appunto, esiste al di là della
valutazione sommaria che poi deve dare in ordine di legittimità
al capo dello Stato, c’è una valutazione concreta sugli effetti
che produce sulla Costituzione.
E siccome c’è la Corte costituzionale siccome, dei giudici hanno
individuato delle possibili violazioni della Carta costituzionale, io
credo che noi dobbiamo lasciare libera l’autorità giudiziaria di
poter decidere, ma ripeto, anche se fosse legittima è una cosa
giusta? Oggi come oggi il legislatore può fare una legge che
dice: tutti quelli coi capelli rossi hanno la pensione prima. E’ una
legge! Immorale, stupida ma è una legge costituzionale.
Allora io dico che anche le leggi che sono costituzionalmente legittime ma sono stupide e immorali, vanno contrastate.
Il Parlamento, in questo momento, sta scadendo di credibilità
istituzionale perché non prende le decisioni che deve prendere
per ragioni partitocratiche. In particolare il Parlamento, in materia
di giustizia, ha in sé molti suoi esponenti che sono in
conflitto d’interessi e hanno interesse che la giustizia non funzioni,
perché altrimenti una settantina di loro potrebbe avere dei
provvedimenti che li porterebbe da una parte diversa dal Parlamento,
seduti. Ecco perché io ritengo che noi dobbiamo tutelare lo
Stato di diritto, perché altrimenti, qui dentro, si rischia di
fare delle Leggi che non interessano i cittadini ma solo alcuni di noi.
Eravamo sul tavolo con esponenti politici di tutti i partiti che
costituivano l’Ulivo. Quindi non è un partito più a
sinistra di prima. Il problema molto semplice è che in uno stato
bipolare bisogna stare in coalizione politica. Se le coalizioni
politiche hanno anche un idem sentire tanto meglio. Quindi mi auguro
che oltre a Parisi ci possa essere anche Veltroni.

preso da www.antoniodipietro.com

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Pubblicato su Notizie e politica

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