Gorbaciov: siamo al declino dell’impero americano


Gorbaciov: siamo al declino dell’impero americano
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di Giulietto Chiesa, Megachip – da la Stampa – 13 ottobre 2008
guarda sfilare, sugli schermi della CNN, le cifre
della catastrofe finanziaria americana che dilaga nelle borse di tutto
il mondo.

Non e’ roba allegra, ma lui non riesce a trattenere un sogghigno.
”Questo non potranno dire che e’ colpa del comunismo…., o della
Russia. Questo se lo sono creato da soli, con le loro mani. Il
prestigio degli Stati Uniti ne esce demolito, e anche il modello
economico e sociale che hanno imposto al mondo intero con la loro
globalizzazione selvaggia”

L’ex presidente sovietico non manca di far notare – ai numerosi
giornalisti che lo assalgono di domande: sulla crisi finanziaria, sulla
“nuova guerra fredda”, sulla Russia di Putin e di Medvedev
– che l’idea stessa dell’incontro di Venezia San Servolo,
“Ambiente: dall’allarme globale all’allerta per i media” e’
la prova che molte cose si potevano prevedere e furono infatti
previste. La nascita, a Bosco Marengo e Torino, del “Forum della
Politica Mondiale”, cinque anni fa, rispondeva proprio
all’intuizione che ci trovavamo alla vigilia di una grande crisi
mondiale.

Gia’ allora era chiarissimo che il modello della globalizzazione
americana non era sostenibile – dice nell’intervento di apertura
– e che avrebbe dato luogo a una serie di convulsioni sistemiche.
Questa crisi finanziaria, che presto avra’ effetti devastanti
sull’economia reale, non e‘ sola. Ce ne sono altre, simultanee
che stanno venendo al pettine a velocita’ crescente: quella energetica,
dell’acqua, alimentare, demografica, del cambiamento climatico, della
devastazione degli ecosistemi. Allora dissi cose che non furono
ascoltate: che, per affrontare i pericoli che si delineavano – e
non mi si venga a dire che non erano prevedibili – sarebbe stato
indispensabile costruire una nuova architettura delle istituzioni
internazionali, essendo evidente che quella attuale non e’ in
condizione di farvi fronte.

Per esemplificare, Mikhail Sergeevic?

Guardi la figura miserevole del Fondo Monetario Internazionale, sparito
tra le nebbie del panico delle Borse soverchiato dall’ impressionante
vastita’ del disastro finanziario. Ma e’ solo un esempio. Il fatto e’
che questa nuova architettura presupponeva il riconoscimento della
pluralita’ del mondo dopo la fine dell’URSS. Cioe’ che, sparita l’URSS,
c’erano soggetti potenti che avrebbero voluto svolgere la loro parte
attiva: Cina, India, Brasile, Sud-Africa, Indonesia e, naturalmente, la
Russia. Invece a Washington scelsero la via piu’ facile, quella
dell’impero. Pensarono di potere, anzi di dovere, decidere da soli e
per conto di tutti. Naturalmente creando ricchezza per se’,
indebitandosi, stampando decine, forse centinaia di trilioni di dollari
senza copertura alcuna che non fosse la loro potenza militare. Adesso
tocchiamo con mano che il mondo unipolare ha fallito. Perche’, oltre a
essere profondamente ingiusto, era ed e’ politicamente irrealistico e
insostenibile fisicamente.

Che intende per fisicamente insostenibile?

Che e’ in contrasto con le leggi della fisica e della chimica, perche’
non puo’ esservi sviluppo indefinito in un sistema limitato di risorse.
Invece il modello turbocapitalistico e’ interamente costruito sulle
illusioni di infinita’ inesistenti. Non si puo’ contare sul profitto in
crescita a tutti i costi, perche’ a un certo punto la curva di
flettera’. Non si puo’ spingere a consumi in crescita illimitata
perche’ le risorse sono definite, a cominciare da quelle energetiche.
Perche’ usando energia fossile ai ritmi forsennati attuali noi
liberiamo enormi quantita’ di CO2, e riscaldiamo il pianeta ben oltre i
limiti di equilibri che, per formarsi, hanno impiegato alcuni miliardi
di anni.

Dunque, che fare?

Cambiare modello, finche’ siamo in tempo. Il mercato senza regole e’
stato un disastro, il neo-liberismo si e’ rivelato una truffa globale.

Ma questo implica mutamenti giganteschi nelle abitudini e condizioni di vita di miliardi di persone …

Ci sono due modi per affrontare il problema. Il primo e’ tacere la
verita’ e dilazionare decisioni che si sa essere impopolari. E questo
impedira’ alla gente di capire e di cominciare a modificare il proprio
modo di vivere e, per giunta, favorira’ il sopraggiungere di altre
crisi devastanti. Oppure cominciare a dire la verita’ e organizzare
saggiamente, cioe’ tempestivamente, il cambiamento. Ci vuole una
glasnost mondiale.

Ma come si puo’ fare?

Il Forum della Politica Mondiale, insieme al Club di Roma, alla
Provincia di Venezia, e al ministero dell’Ambiente, hanno avviato una
riflessione che vuole coinvolgere molti importanti operatori mediatici.
I media possono essere un potente veicolo di informazione e di
formazione dell’opinione pubblica. Ma essi stessi dovranno cambiare
perche’ ad oggi il messaggio che diffondono e’ del tutto contrario a
ogni prospettiva di sostenibilita’. Mi riferisco in primo luogo alla
pubblicità

Lei vede un rapporto tra queste crisi e le nuove tensioni internazionali e un ritorno alla guerra fredda?

C’è un rapporto indiretto ma evidente. Nuovi potenti soggetti
internazionali, si pensi a Russia e Cina, agiscono ormai sulla scena
mondiale. I loro interessi non coincidono e non sono riconducibili a
quelli degli Stati Uniti. Le regole di questi ultimi non possono essere
imposte ai primi. La guerra della Georgia contro l’Ossetia del Sud e’
un esempio di come si e’ cercato di imporre alla Russia le regole
dell’Impero. E’ andata male all’Impero

Vuol dire che la Russia fara’, d’ora in poi, la faccia dura?

La Russia e’ aperta al dialogo, ma si chiudera’ di fronte a
imposizioni. E’ indispensabile una nuova conferenza per la sicurezza
collettiva, che porti a una qualche forma di consiglio di sicurezza
europeo, dotato di poteri e perfino di forme di interposizione. Bisogna
avviare questo processo, evitare mosse unilaterali, atti di forza,
allargamento di alleanze militari (ovvio che parlo della NATO) e
rinuncia all’installazione in Europa di nuovi sistemi d’arma (ovvio che
parlo dei missili USA in Polonia e del radar nella Repubblica Ceca).

Che opinione ha di Putin?

Ha fatto non pochi errori, ma si tenga conto che ha ereditato da Eltsin
un paese al collasso. Tratte tutte le somme a me pare che il positivo
superi il negativo, e di molto. Dovremmo essergli grati

Ma di democrazia in Russia non si parla.

Dopo l’indecoroso comportamento dei media occidentali che ha
accompagnato l’aggressione della Georgia contro l’Ossetia del Sud penso
che la pretesa occidentale di insegnare la democrazia alla Russia debba
essere ridimensionata. Gli occidentali e gli europei dovrebbero
imparare ad avere pazienza, anche perche’ non hanno scelta. La Russia
sta realizzando una trasformazione democratica. Non dappertutto i tempi
sono identici. L’Europa ha impiegato qualche secolo per costruire lo
stato di diritto. Dateci tempo e non cercate di farci la lezione.
Sappiamo imparare da soli

E’ vero che ha fondato un suo partito?

Ci sto pensando, vedremo. Ma io credo che ci sia bisogno di partiti
diversi da quelli comprati o comprabili. Ci vogliono organizzazioni
democratiche che favoriscano la partecipazione dei cittadini.
Altrimenti il distacco della politica dalla gente aumentera’. Mentre,
per i cambiamenti inevitabili che si annunciano, sara’ necessario che
milioni di persone siano attive e coscienti. Questo vale per la Russia
ma anche per voi occidentali. E anche per voi europei

Come giudica il Nobel per la Pace a Martti Ahtisaari?
Non intendo commentare


Tratto da: megachip
preso da
antimafiaduemila

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La vita… è la poesia preferita dell'universo

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Pubblicato su Notizie e politica

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