Sulla strada per i diritti e la legalita’


Sulla strada per i diritti e la legalita’
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13 ottobre 2008

Parte domani la Carovana antimafie di Libera, Arci e Avviso Pubblico.
Cento tappe per mobilitare le coscienze. Ciotti: la lotta alla
criminalità è anche lotta alla povertà e difesa dei diritti sociali.

Le mafie si combattono anche marciando. Cento tappe in Italia alla
ricerca dei diritti sociali, della democrazia, della giustizia e della
legalità. Un viaggio, quello della XII edizione della Carovana
antimafie 2008, che parte proprio dalla Casa del Jazz di Roma, un bene
confiscato preso alla banda della Magliana e donato agli amanti della
cultura. Una strada che “Libera percorre tutti i giorni sui territori –
dice don Luigi Ciotti, l’anima dell’organizzazione – per mobilitare le
coscienze
“.


Partendo dal Lazio (14-19 ottobre) la Carovana muoverà in
contemporanea verso Nord e verso Sud. Due lunghi serpentoni fatti di
iniziative pubbliche, convegni, seminari, proiezioni e incontri con le
scuole sul tema della lotta alle mafie, della sicurezza sul lavoro, del
razzismo e dei diritti. Nata nel ’94 su iniziativa dell’Arci, la
Carovana (coordinata da Alessandro Cobianchi) vede oggi insieme
l’associazione diretta da Paolo Beni e quella guidata da Luigi Ciotti
insieme ad Avviso pubblico (rappresentata dal vicepresidente Roberto
Mantà).


Le mafie non moriranno mai – tuona Ciotti gelando la platea di
studenti – non saranno mai sconfitte senza politiche sociali, senza
diritti e lotta alla povertà
“. Ecco perchè la dodicesima
edizione dell’evento è dedicata alla Dichiarazione universale
dei diritti dell’uomo, nel 60esimo dell’anniversario. E indirettamente
alla Costituzione della Repubblica. Il rispetto e la dignità
della persona, per fare terra bruciata attorno alle mafie. Per evitare
la deriva razzista garantendo i diritti sociali per tutti, come ha
sottolineato Paolo Beni. Per levare il bavaglio all’informazione, a
partire dalla Rai, come ha ricordato Roberto Morrione, presidente della
Fondazione Libera Informazione. Temi e proposte riassunti in un
manifesto-appello al quale hanno già aderito magistrati, uomini
delle istituzioni, artisti e giornalisti.


Una scelta dal doppio significato. Combattere le mafie è anche
“riaffermare i diritti dei più deboli, di chi è costretto
ad occuparsi solo dei propri bisogni”, ma anche puntare il dito contro
“il degrado morale delle classi abbienti” dice con forza Ciotti
. Due
dati: l’Italia è il 55esimo paese su 60 tra gli stati
economicamente avanzati nella classifica della corruzione. E tra gli
immigrati regolari solo il 2% commette reati.


Ma quello di Libera non è solo un impegno contro, anzi è
sempre un impegno per
“. Per dare lavoro onesto a chi si impegna nelle
cooperative sui beni confiscati, per dare speranze a chi cerca
giustizia, ai familiari delle vittime, agli imprenditori vittime del
racket. Per seminare la legalità, fino al 12 dicembre a Ragusa,
con la chiusura nazionale della Carovana. Poi i frutti da raccogliere
sui territori, giorno dopo giorno.

tratto da: liberainformazione.org
preso da antimafiaduemila

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La vita… è la poesia preferita dell'universo

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