Giovani guerrieri allo sbaraglio


Giovani guerrieri allo sbaraglio

 

 

 

 

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di Fausto Centofante – 16 ottobre 2008
In piena globalizzazione dobbiamo ancora, purtroppo, evidenziare
realtà che vorremmo non esistessero per nulla mentre invece sono
di un’attualità disarmante.

Ci sono bambini, adolescenti,  che la notte si addormentano tra le
braccia di mamma e papà,  magari coccolandosi teneramente un cagnolino
di peluche,  il tutto in piena serenità: ce ne sono altri che la sera
si coricano,  in giacigli di fortuna, abbracciati ad un fucile con il
colpo in canna e riposano con un solo occhio consapevoli di doversi
fare trovare pronti in caso di necessità improvvise.
Sono i figli della guerra, bambini che non hanno mai conosciuto le
gioie dell’infanzia a cui ancora appartengono, non frequentano le
scuole, non giocano con i loro coetanei, come dovrebbe essere, perché
sono stati strappati alle loro famiglie ed immessi con prepotenza nel
circuito militare del loro paese di appartenenza causa conflitti in
corso.
Le statistiche,  il più delle volte in difetto,  parlano di circa 250
mila baby soldato,  oggi presenti nel mondo, maggiormente concentrati
in quei paesi come l’Afganisthan, il Nepal, il Burundi, la Nigeria o il
Pakistan, tanto per citarne qualcuno, tutte nazioni sconvolte da guerre
interne quasi sempre volute dalle super potenze e dove la manovalanza
guerriera viene ormai reclutata tra i giovanissimi.
Si dà loro una sommaria istruzione sull’uso delle armi e li si getta
nella mischia con il risultato, quasi scontato,  di una morte sicura.
Dati alla mano risultano essere milioni i ragazzini che, o hanno perso
la vita, o sono rimasti gravemente feriti con invalidità permanenti.
Per contro, poco o nulla si fa, da parte del mondo occidentale,  per
impedire questa carneficina anzi,  proprio i paesi più ricchi, tra cui
anche la nostra Italia, contribuiscono con la loro vendita di armi ad
alimentare una situazione di sfacelo. Per il popolo italiano in
particolare,  un atteggiamento ipocrita,  in netto contrasto con quelli
che sono i  principi costituzionali inneggianti al pacifismo. Valerio
Neri, in qualità di direttore generale di Save the children Italia,
denuncia infatti una scarsissima sensibilità da parte del nostro
governo al problema della tutela dei minori avendo contribuito con una
somma di denaro assolutamente inadeguata alla portata del problema.
L’ennesima figuraccia in campo internazionale che ci relega agli ultimi
posti in Europa come contribuenti alla causa dei diritti umani in
generale e dei minorenni in particolare.
“Save the children”, un’associazione volontaria che da un paio di anni
si adopera a denunciare questa nefasta realtà, ha da poco divulgato i
dati del fenomeno in scala mondiale che indicano in 70 milioni il
numero di ragazzini compresi tra 7 e 13 anni che risultano insolventi
nei confronti dell’istruzione e non certo per loro volontà. Dati
allarmanti che condizionano il futuro di alcune popolazioni ad un ruolo
secondario nello sviluppo sociale mondiale. Emergono così strategie di
mercato che a fronte di milioni di dollari di investimento sulle armi
ne destinano poche migliaia a favore della cultura, elemento necessario
a qualsiasi paese per la sua  crescita sociale,  industriale ed
economica.
Il progetto “Riscriviamo il futuro” ha fino ad oggi ottenuto risultati
soddisfacenti sul piano qualitativo, meno su quello della quantità non
trovando ancora una adeguata risposta da parte dei governi potenti, di
quegli stessi governi che remano nella direzione contraria.
Non è sufficiente denunciare situazioni come queste, non è altresì
sufficiente limitarsi a leggerle, è invece doveroso da parte di tutti
prendere coscienza di questa aberrante realtà ed attivarsi in tutti i
modi per cercare di sovvertirne l’esito altrimenti scontato.

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La vita… è la poesia preferita dell'universo

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Pubblicato su Guerre, informazione, Notizie e politica

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