Appello di 6 premi Nobel per Saviano. Dario Fo: “in un Paese in cui un politico dice che con la mafia bisogna conviverci…”


Appello di 6 premi Nobel per Saviano. Dario Fo:
“in un Paese in cui un politico dice che con la mafia bisogna
conviverci…”


di Stefano Corradino

Il problema vero di questo Paese, anche in relazione al caso
Saviano è il disastro della disinformazione. Ci propinano culi e
veline, pianti degli amanti, situazioni fasulle. Se vogliamo che le
cose cambino bisogna combattere questa oscena disinformazione, la
strategia di inondarci di banalità in modo che ci addormentiamo
tutti. E’ assurdo che un uomo libero, solo in virtù di
quello che scrive debba andare in giro con la scorta… Dobbiamo
indignarci”.
Così Dario Fo ad Articolo21
spiega le ragioni dell’appello per Saviano sottoscritto da lui e
da altri cinque premi Nobel Mikhail Gorbaciov, Gunter Grass, Rita Levi
Montalcini, Orhan Pamuk e Desmond Tutu. Nette le sue motivazioni
così come un paio di stoccate a Maroni e Lunardi…

Un
appello per Roberto Saviano firmato da 6 premi Nobel. Oltre a Lei
Mikhail Gorbaciov, Gunter Grass, Rita Levi Montalcini, Orhan Pamuk e
Desmond Tutu. Perché avete sentito la necessità di
prendere una posizione comune così netta? E cosa rappresenta
Roberto Saviano?
Rappresenta il coraggio , la grande tenuta
morale e soprattutto un impegno instancabile nella lotta contro la
criminalità. E a mio giudizio unisce un senso straordinario del
racconto e della scrittura, che dà valore e peso alle notizie.
Dà il senso della rappresentazione, un fattore importantissimo e
difficilissimo in chi scrive.

Non capita tutti i giorni
che 6 premi Nobel, di provenienza, formazione e sensibilità
diversa sottoscrivano congiuntamente un appello…

Io
spero che se ne aggiungano anche altri. Io stesso telefonerò
agli altri miei colleghi Nobel (così ci si chiama tra di noi,
aggiunge sorridendo) e sono sicuro che anche altri aderiranno. Ma la
cosa importante è che sia la gente ad aderire, che si muova.
Perchè non si può restare alla finestra a guardare o solo
a commuoversi. In un momento come questo bisogna essere presenti,
ritrovare un senso forte della partecipazione.

Nella
trasmissione “Che tempo che fa” Luciana Littizzetto ha
lanciato una provocazione: “Saviano vattene, non c’è
posto in questo Paese per la gente che pensa”…
E’
una provocazione che condivido. Ma sono quasi certo che Saviano
resisterà ancora a lungo prima di decidersi a muoversi. Il suo
è stato un momento di grande sconforto e, con grande
dignità, non ha spiegato nel dettaglio le ragioni che lo hanno
portato a questa condizione di esasperazione e di disperazione. Ma deve
averne subite proprio parecchie.

E come giudica la
reazione della politica all’affermazione di Saviano di voler
lasciare l’Italia? La frase di Maroni “Saviano non è il
solo simbolo della lotta alla camorra …” ha fatto molto discutere…
Maroni,
con la sua affermazione, pur con la precisione successiva, è
stato di fatto un “coglioncione”. In piccolo e in volgare
è come colui che durante una partita di calcio, mentre tutti
gridano “guarda quello che bravo” commenta
“sì, ma oltre a lui di bravi ce ne sono altri”. Una
dichiarazione di una banalità incredibile. 

In molti si sono indignati comunque.
Sì,
e penso che sia stato importante che alcune trasmissioni, come
“Matrix”, abbiano chiamato Saviano a parlare. Perché
il disastro di questo Paese riguarda proprio la disinformazione nella
nostra società. La gran parte delle notizie riguarda le veline,
i culi, i pianti degli amanti, o le tante situazioni fasulle. Se
vogliamo che le cose cambino bisogna combattere questa oscena
disinformazione, la strategia di inondarci di banalità in modo
che ci addormentiamo tutti.

E’ assurdo che un uomo libero, solo in virtù di quello che scrive debba  andare in giro con la scorta…
Vuol
dire che la mafia ha un potere incredibile. Ma d’altronde, vorrei
che non ci dimenticassimo che pochi anni fa, qualcuno molto vicino a
Berlusconi, affermò che con la mafia bisogna imparare a
convincerci. Queste sono le cose che uccidono ogni possibilità
di combattere la mafia. Perché se dici che con la mafia bisogna
convincerci devi accettare anche il fatto che ogni tanto qualcuno venga
ammazzato. Altrimenti non si fanno affari…

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