Italia radioattiva: l’inchiesta





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di Redazione – 3 novembre 2008
Siamo sepolti da 30 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, destinati a diventare 120.000 fra qualche anno. Una situazione gravissima quella in cui versa il nostro Paese portata all’attenzione dell’opinione pubblica dalla trasmissione “Report”
…condotta in studio dalla giornalista Milena Gabanelli che il 2 novembre scorso ha mandato in onda su Rai Tre l’inchiesta “L’Eredità” a firma del giornalista Sigfrido Ranucci.
Nell’87 un referendum ha abrogato il nucleare in Italia. Ma a distanza di 20 anni gli impianti dismessi sono ancora lì con tutto il loro carico radioattivo. Dal 1999 avrebbe dovuto occuparsi del loro smantellamento la società pubblica Sogin, ma fino ad ora questa ha provveduto unicamente a spostare le barre di combustibile da alcuni impianti. Nella centrale nucleare più grande d’Italia, quella di Caorso vicino Piacenza, vi sono ancora circa 700 barre di combustibile, contenenti 1.300 kg di plutonio. A Trino Vercellese vi sono altre 47 barre pari a 150 kg di plutonio. Questa centrale ha cominciato a produrre energia nel ’64 ed ha funzionato solo per 13 anni durante i quali ha prodotto ben 2 mila e 800 fusti di rifiuti radioattivi. Entrambe le centrali sono situate sulle rive del Po. Nella campagna di Caserta in una zona ad alta pericolosità sismica sorge la centrale del Garigliano spenta dal ’78. Qui svetta una ciminiera alta 90 metri in stato di totale abbandono che rischia di schiantarsi sulla sfera che custodisce il reattore nucleare. A Borgo Sabotino vi è il problema della grafite radioattiva impossibile da spostare se prima non si localizza un sito appropriato. A  25 km da Roma gli impianti della Casaccia contengono 100 fusti contaminati da plutonio che dagli anni ’80 devono ancora essere smaltiti. La Casaccia è anche il più grande deposito di rifiuti radioattivi d’Italia con circa 7 mila metri cubi chiusi in depositi arrugginiti ormai al limite della capienza. Sugli argini della Dora Baltea vi è l’impianto di Saluggia in un sito che ha subito già tre allagamenti in 15 anni. Dal 2004 una piscina della centrale ha cominciato a perdere liquido radioattivo contaminando la falda. Un operatore intervistato da Report dichiara un centinaio di casi di contaminazione interna. Il rischio è altissimo per l’acquedotto del Monferrato che fornisce di acqua potabile più di 100 comuni.
Tutto questo mentre sul tavolo del Ministro Scajola sono giunti i progetti per la costruzione di 10 nuove centrali nucleari…

A seguire riportiamo il testo integrale dell’inchiesta “L’Eredità” trasmessa da “Report” il 2 novembre scorso su Raitre. clicca qui

preso da antimafiaduemila

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