Vigilanza RAI


Ha gettato la maschera. O il cappuccio… Questa sera tutti al Circolo di Montecitorio

di Stefano Corradino

Ha gettato la maschera. O il cappuccio... Questa sera tutti al Circolo di Montecitorio

“In tv ogni giorno in prima serata mi prendono per il c…. Questa situazione deve finire. La Vigilanza? Ora decidiamo noi…” Ha gettato la maschera. O il cappuccio. Nelle interviste di oggi su Corriere e Repubblica Berlusconi fa carta straccia dell’intesa sulla Vigilanza e contesta le trasmissioni non gradite. Altro che editto bulgaro. Sono i prodromi del piano di rinascita democratica di Licio Gelli. Bastano come ragioni per chiedervi di ritrovarci questa sera al Circolo di Montecitorio dalle 18:30 in poi?

Oltre a queste motivazioni vi invitiamo a partecipare, questa sera, mall’assemblea di Articolo21 per altre due ragioni. La prima è “affettiva”, la seconda politica.

Ne è passato di tempo da quando, poco più di 6 anni fu costituita l’associazione che si ispira al 21° articolo della Costituzione. L’elenco delle campagne e delle iniziative promosse dall’associazione, e dopo un anno anche da questo sito internet, sarebbe troppo lungo (anche se non è mai sufficiente l’impegno per la libertà di espressione). Campagne contro la censura e a per la difesa di diritti individuali collettivi. In Italia e a livello internazionale. Ciò che ha reso speciale questo percorso è l’eterogeneità dei suoi promotori. Perchè Articolo21 si compone di anime diverse (alcuni tra loro si chiamano ancora compagni altri semplicemente amici – camerati non ci sembra di ricordarne…). Democratici, liberali, cattolici, socialisti, comunisti… Associazioni pacifiste, antirazziste e antidiscriminatorie, antifasciste, ambientaliste, sindacali… Ognuna con un proprio punto di vista e una propria finalità ma unite da una comune asserzione: in Italia c’è, non da oggi, una scarsa libertà d’informazione e a pagarne le spese sono i soggetti più deboli.
Articolo21 quindi, contrariamente a ciò che accade nell’agone politico in cui ci si divide in due correnti anche quando si è solo in due, ha cercato di unire anzichè dividere. E talvolta lo ha fatto promuovendo convergenze con esponenti politici molto distanti quando gli obiettivi erano (e restano) di grande valore civile e sociale: uno su tutti la sicurezza sul lavoro.
La prima ragione è quindi affettiva. Ci piace l’idea di ritrovarci tutti insieme in carne ed ossa (internet va bene ma l’eccessiva virtualità è dannosa) a condividere, tra una battuta e un bicchiere di vino gioie e dolori di un percorso comune.

La seconda ragione è politica. Perchè non è affatto un bel momento per il nostro bel Paese. Mentre siamo ancora frastornati dall’incredibile responso delle elezioni americane (un Nero abiterà quella casa Bianca costruita qualche secolo fa dagli schiavi del suo stesso colore) l’Italia è frastornata quotidianamente da episodi tutt’altro che entusiasmanti. Basta guardare alla cronaca di ieri: a Rimini hanno versato addosso una tanica di benzina addosso a un clochard e poi gli hanno fuoco… Ancora incidenti sul lavoro: tre morti a Torino, nel bresciano e sull’Autosole… Se poi torniamo indietro di qualche giorno ce n’è per tutti i gusti… Le intimidazioni contro Federica Sciarelli e contro il giornalista Santo Della Volpe, le esternazioni di Cossiga che invoca la vittima tra gli studenti affinchè poi le forze dell’ordine picchino a sangue i manifestanti, Gelli e Dell’Utri che riabilitano Mussolini. E poi le sorti dell’informazione. I problemi dell’editoria e le difficoltà di sussisenza per le testate cooperative, il continuo ostruzionismo della maggioranza sulla Vigilanza Rai, i licenziamenti a La7, Europa7 che ancora non può trasmettere…
Può bastare?

Non ci occuperemo certo di tutti questi temi all’assemblea di stasera ma saremo lì a ribadire che questi ed altri temi diventino centrali nell’informazione televisiva, radiofonica e della carta stampata. Se, come ci ricorda Giulietti, anche solo un centesimo dello spazio dedicato al gossip, alle vicende private dei vip o ai vari Cogne, Garlasco o Perugia fosse dedicato a questi argomenti, sarebbe già un successo.

Sono ragioni sufficienti anche per promuovere una grande assemblea nazionale e questa sera annunceremo tutte le iniziative che saranno assunte non solo in sede nazionale ma anche presso le competenti istanze dell’Unione europea”.

Noi, di questi temi, attraverso questo sito, nuovo di zecca, sempre più visitato grazie alle tante collaborazioni quotidiane, vogliamo continuare ad occuparcene. Grazie alla passione e al contributo di idee di tutti.
Ma abbiamo bisogno anche di un sostanzioso contributo economico. Quindi una mano sulla coscienza e l’altra sul portafoglio. “L’importanza dei soldi – scriveva John Maynard Keynes – deriva essenzialmente dall’essere un legame fra il presente ed il futuro”.

Aiutiamoci a garantirci un presente e un futuro di libertà.

corradino@articolo21.info

preso da www.articolo21.info

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12 Novembre 2008

Vigilanza Rai: pretesti di governo


La candidatura di Leoluca Orlando è la candidatura espressa da tutte le forze di opposizione, ed è espressione del principio per il quale spetta alle opposizioni indicare il nome del presidente della commissione di Vigilanza.

Dopo quattro mesi di ostruzionismo della maggioranza, che ha impedito l’elezione di Leoluca Orlando con le più diverse motivazioni ed anche con un veto a qualunque esponente dell’Italia dei Valori a ricoprire un tale incarico parlamentare, da qualche settimana si utilizza come pretesto per un veto inaccettabile un’intervista rilasciata da Leoluca Orlando al Corriere della Sera nella quale il portavoce nazionale dell’Italia dei Valori parla di pericolo di “modello argentino“. Con una manipolazione pretestuosa, si pretende di far dire a Leoluca Orlando ciò che Leoluca Orlando non ha detto e non è stato in alcun modo pubblicato nella predetta intervista.

Leoluca Orlando non ha mai parlato dell’esperienza Videla, ha invece fatto riferimento, come espediente comunicativo, al cosiddetto modello argentino che secondo tutti i testi di scienza politica è caratterizzato, anche negli anni dei governi democratici di Alfonsin e Alvarez , ad una limitazione del ruolo del Parlamento e a una tendenza a leadership carismatiche.

Il riferimento a tale modello è presente in numerose analisi di studiosi politici e di numerosi esperti delle attuali opposizioni. Utilizzare tale pretesto e porre un siffatto veto è una violazione del principio democratico di rappresentanza e costituisce una palese ignoranza della cultura istituzionale di Leoluca Orlando che ha assicurato che svolgerà il ruolo al quale è indicato con imparzialità, dichiarando che rinuncerà all’incarico di portavoce di Italia dei valori.

preso da http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/index.php

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La vita… è la poesia preferita dell'universo

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Pubblicato su disinformazione, Notizie e politica

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