Dittatura argentina ! La casta si protegge !


LA CASTA SI PROTEGGE !!
i costi della politica
Italia dei Valori presenta alcuni emendamenti per diminuire i costi sbagliati … ma tutti gli schieramenti gli votano contro !!
es costi sbagliati
1 i ministri prendono 2 stipendi ( quello dei parlamentari qllo dei ministri )
2 i partiti in caso di scioglimento anticipato della camera e senato … anche se nn sono rieletti in parlamento ricevono lo stesso i versamenti come se la legislatura,finita, continuasse e in + quelli della nuova legislatura in cui non sono presenti !! pensate se finiscono 2 legislature prima di 5 anni … questi partiti prenderebbero 3 volte i versamenti di qlli che prenderebbe un partito entrato in parlamento per la prima volta !

Invece di aiutare le persone ke ne hanno bisogno , gli onesti lavoratori !! fanno queste cose ! vergognatevi !

Invece un grande sostegno all’Italia dei Valori che combatte con cittadini onesti nel parlamento per i cittadini onesti !!

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13 Novembre 2008

Dittatura argentina

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Riporto il video ed il resoconto stenografico della dichiarazione di voto dell’Italia dei Valori alla legge finanziaria 2009.

Signor Presidente del Consiglio, anzi signor Presidente Videla, lei è proprio un capo di Governo modello Argentina. Lei ha umiliato e umilia ogni giorno il Parlamento con colpi di mano che violano ogni regola di democrazia parlamentare. Proprio pochi minuti fa, lei ha promosso e realizzato l’ultimo atto provocatore e promotore di una deriva antidemocratica, ovvero la nomina a presidente della Commissione di vigilanza RAI di una persona scelta dalla sua maggioranza. Lo dico a chi ci ascolta in diretta: questa maggioranza parlamentare ha avuto l’arroganza di scegliere anche chi deve rappresentare l’opposizione. Si tratta di un comportamento tipico, appunto, delle dittature argentine (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati dei gruppi Partito Democratico e Unione di Centro).
Non è questo il solo trucco che è stato operato in questi giorni. Anche questa legge finanziaria 2009 viene votata con il trucco. Lo dico non tanto al Presidente del Consiglio, che non c’è, ma a chi ci ascolta. In molti casi, in questi giorni la maggioranza necessaria in Aula non c’era, in quanto molti parlamentari dello schieramento politico del Presidente del Consiglio hanno fatto come fa lui tutti giorni: non erano nemmeno presenti in Aula.
Eppure questi signori risultano aver votato, autentici imbroglioni che fanno questo per ottenere la diaria senza averne diritto, ed ancor più imbroglioni quei loro complici che hanno votato e votano tutti i giorni anche al loro posto, stravolgendo ed umiliando così, per trenta denari, il risultato democratico del voto parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Sa, signor Presidente del Consiglio che non c’è, anche per queste ragioni il bilancio dello Stato va a rotoli, come va a rotoli se accade quel che è successo ieri, quando è stato bocciato da tutta l’Assemblea, ad eccezione di Italia dei Valori che l’ha proposto, il nostro emendamento alla legge finanziaria che si prefiggeva di abolire il doppio rimborso elettorale ai partiti. Quella legge varata dalla sua maggioranza parlamentare, signor Presidente del Consiglio, con il concorso, purtroppo, di buona parte dell’opposizione, permette ai partiti di ottenere il rimborso elettorale per tutta la legislatura, anche se nel frattempo il Parlamento viene sciolto, come è avvenuto per il Governo Prodi, così che oggi ogni partito prende, ogni anno, due volte lo stesso rimborso elettorale, quello per la legislatura interrotta e quello per la nuova legislatura. Stiamo parlando di 300 milioni di euro – lo dico a chi ci ascolta – da qui al 2011: altro che bazzecole, come quei minimi aumenti che sono stati negati, con questa legge finanziaria, ai pensionati al minimo ed ai morti di fame (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!
Signor Presidente del Consiglio, se proprio aveva bisogno di soldi, invece di prenderli all’amministrazione della giustizia, come ha fatto, perché non li ha stornati dalla famigerata «legge mancia» che proprio lei e la sua maggioranza, nell’altra legislatura, avete emanato per una miriade di piccoli interventi di natura clientelare, sollecitati da questo o quel parlamentare per il proprio feudo elettorale? Anche in questo caso noi dell’Italia dei Valori abbiamo presentato un emendamento a questa legge finanziaria per recuperare circa 70 milioni di euro, ed anche in questo caso è stato bocciato. Sa, questi soldi potevano servire per comprare un po’ di computer per i tribunali o per mettere un po’ di benzina alle volanti e alle macchine dei carabinieri.
Insomma, signor Presidente del Consiglio che non c’è, questa legge finanziaria che lei ci ha proposto è proprio un imbroglio, ed è anche un sopruso, anzi il solito sopruso, perché ancora una volta ci è stata somministrata una pietanza bella e pronta senza alcuna possibilità, per il Parlamento, di modificarla.
A dire il vero, c’era poco da modificare in questa legge finanziaria: non ha previsto nulla per il rilancio dell’economia reale e per i bisogni dei più deboli, ha disposto solo un’infinità di proroghe di provvedimenti già presi, soprattutto dal precedente Governo. Dimenticavo, qualcosa con questa legge finanziaria è stata fatta: si è dimenticato totalmente di finanziare le infrastrutture e si sono ridotti ulteriormente gli investimenti, soprattutto quelli per l’agricoltura e per la tutela dell’ambiente.
Lei la deve smettere, signor Presidente del Consiglio che non c’è, di prendere in giro gli italiani con false promesse e bugie madornali facendo credere ciò che non è vero. Lei ed i suoi sodali di Governo ogni giorno andate in giro ad annunciare al mondo la realizzazione di grandi opere infrastrutturali faraoniche eppure, né in questa manovra, né in quella triennale di luglio è stato previsto alcun euro per investimenti infrastrutturali. La stessa legge obiettivo non prevede alcun euro, né per quest’anno, né per gli anni successivi. Avete utilizzato quei fondi per coprire l’ICI, e quindi avete ridotto i fondi per le infrastrutture, non li avete aumentati.
Con quali soldi, allora, volete far credere di realizzare grandi opere come la TAV o addirittura il ponte sullo Stretto, mentre ci sono tante cose più urgenti da fare, come il terzo valico, e, soprattutto, con quali soldi, dopo che li avete stornati, pensate di realizzare la Pedemontana, la Brebemi, la TEN, la Valsugana, la Val Trompia, le tangenziali di Varese e di Como (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori ) per le quali pure avevamo completato l’iter procedurale e che pure avevano trovato le loro risorse nelle nostre leggi finanziarie? E l’Expo 2015 con che lo facciamo? Con quali soldi? E tutte le strade provinciali interne del sud d’Italia i cui fondi avete stornato per l’ICI, con quali soldi le facciamo? Non ci racconti, signor Presidente del Consiglio, che le farete col prestito BEI: è solo una dichiarazione di intenti che non si può tramutare in alcun prestito se non viene previsto, come non è stato previsto in questa legge finanziaria, l’ammortamento delle rate di mutuo.
Certo, avete detto che al prossimo CIPE approverete interventi per 15-16 miliardi, ma anche questa è un’altra truffa, è un altro imbroglio colossale: le opere che dite di voler realizzare con il prossimo CIPE già sono state approvate, gli investimenti già sono stati previsti, le risorse sono già state stanziate nei CIPE precedenti.
Voi fate il gioco delle tre carte: prendete i soldi che abbiamo stanziato noi, rifate le cose che abbiamo fatto noi e dite che le avete fatte voi. Dalle mie parti si dice che fate come la mosca cavallina, che si mette sulla groppa del mulo, si fa portare a destinazione e poi, all’ultimo minuto, vola via e fa finta di arrivare prima. Truccatori, imbroglioni, succhiatori di sangue!
Lei, signor Presidente del Consiglio, ha detto sin dal primo giorno bugie madornali e falsità colossali, anche con riferimento alla vicenda Alitalia. Aveva detto di avere a portata di mano, come compratori, un gruppo di ardimentosi patrioti italiani, e invece la compagnia è fallita. Lei ha affermato di avere italiani pronti a comprarla, e invece aveva solo un manipolo di amici suoi, per lo più incalliti e recidivi speculatori finanziari, che hanno comprato, con quattro soldi, tutte le poste attive della compagnia, mentre i debiti e le passività, compresi i 300 milioni di prestito-ponte che oggi dovrebbe pagare la vecchia compagnia – e quindi noi – devono pagarli tutti i cittadini italiani. Noi crediamo che tutto ciò sia una volgarità e una menzogna, di cui è bene che il Paese venga a conoscenza. Lei sta criminalizzato i lavoratori di Alitalia semplicemente perché alcuni di loro chiedono di non essere mandati a casa, solo perché si tratta di donne in gravidanza o perché hanno bambini piccoli o sono portatori di handicap. Questa è un’altra delle ingiustizie sociali che il Governo sta portando avanti (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Lei sa perché Alitalia è stata valutata così poco? Sì che lo sa, sono tutti amici suoi! Perché chi doveva stimare il valore di Alitalia e della Banca Leonardo ha come socio amministratore anche i soci amministratori di CAI, ossia proprio la società acquirente. Insomma, se la sono valutata e se la sono comprata, al prezzo che hanno voluto loro, mentre lei è rimasto a guardare. Non so se è stato solo a guardare, in verità, perché poi queste società fanno tutte capo a Mediobanca, dentro la quale lei ci sta alla grande, sia con le sue società sia con la sua famiglia.
Insomma, a me pare che, anche in questo caso, ossia nella vicenda Alitalia, un altro grande conflitto di interessi la avvolga, come in tante altre vicende della politica e dell’imprenditoria italiana. In definitiva, signor Presidente del Consiglio, lei sta facendo proprio quel che direbbe Crozza: piano piano, poco poco, sta togliendo ai poveri per dare ai ricchi e questa legge finanziaria, unitamente alla precedente manovra triennale, lo dimostra.
Proprio ieri, il Ministro dell’economia e delle finanze Tremonti ha annunciato che, in caso di fallimento, i manager devono andare a casa o in galera. Ma non dite bugie. Voi avete presentato una proposta di legge parlamentare in cui prevedete ancora una volta la norma salva-manager, che ancora una volta andrà a favore dei bancarottieri di Cirio, Parmalat e Giacomelli (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). E voi? Questo è il suo modo di governare, signor Presidente del Consiglio: una continua prevaricazione e provocazione.
Per questo motivo, dopo che ha messo il bavaglio sull’informazione ed ha umiliato il Parlamento, non si aspetti da noi il voto di fiducia né il voto per l’approvazione di questo disegno di legge finanziaria. Noi le neghiamo tutto questo, perché riteniamo che lei, signor Presidente del Consiglio, debba scendere giù dal pero. L’Italia non è una sua creatura, né un giocattolo con il quale fare ciò che vuole.
Nel nostro Paese vi sono milioni di cittadini che stanno morendo, perché non hanno lavoro e non hanno da mangiare. Concludo: signor Presidente del Consiglio, in queste condizioni lei non può continuare a comportarsi come quella caricatura di Hitler che tanto interpretava Chaplin, quando lo raffigurava tutto intento a giocherellare con il mappamondo, come se fosse una palla da gioco. Lei non può continuare a giocare con la pelle degli italiani, illudendoli ogni giorno che tutto va bene, mentre il Paese va in fiamme (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico).

da   http://www.antoniodipietro.com

13 Novembre 2008

Costi della politica: la Casta si difende

Ieri, in Aula , sono stati respinti tutti gli emendamenti presentati da Italia dei Valori in materia di tagli ai costi della politica, da quello sull’abolizione della legge Mancia, che disperderà 70 milioni di euro per piccoli interventi di natura “clientelare“, a quello sull’abolizione delle comunità montane, per finire con quello relativo alla riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti.
Al voto contrario della maggioranza sui nostri emendamenti si è aggiunto anche quello del Partito Democratico. Ciò rende evidente che, al di là delle buone intenzioni di facciata, quando si tratta di dare una seria sforbiciata ai costi della politica la Casta si difende e dice no, in maniera trasversale e bypartisan.

Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento.

Signor Presidente, piaccia o no ai colleghi presenti in Aula, noi da sempre abbiamo considerato una delle nostre battaglie quella contro i costi della politica, che sono cosa diversa dai costi della democrazia. Qualcuno tende ad identificare i due aspetti, ma non è così.
Noi vogliamo essere il sensore di quei cittadini che da tanto tempo ci stanno dicendo che siamo andati oltre il lecito. Questo articolo aggiuntivo cerca di porre un riparo ad una arroganza del potere che si è espressa con riguardo ai rimborsi elettorali ai partiti. Mi riferisco al fatto, già verificatosi nella scorsa legislatura, che in caso di scioglimento anticipato del Senato e della Camera il versamento delle quote annuali continua, come se non vi fosse stata alcuna interruzione della legislatura.
Credo che siamo in presenza di una vera e propria arroganza del potere, in quanto è come se noi stabilissimo per legge che un dipendente o un lavoratore licenziato il 15 febbraio abbia il diritto di conservare lo stipendio di tutto l’anno anche quando è stato licenziato. Credo che ciò vada non solo contro la logica, ma rappresenti anche uno schiaffo alla gente, alle famiglie e a tutti coloro che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Credo che non sia tollerabile il fatto che noi possiamo accettare una situazione di questo tipo.
Potrebbe succedere perfino che anche questo Governo cada – può succedere, non poniamo limiti – il che vorrebbe dire addirittura una triplicazione dei rimborsi elettorali ai partiti. Ciò è assolutamente inaccettabile!
Per questo motivo chiediamo a questo Parlamento di valutare, di riflettere e di sentire ciò che pensa la gente per le strade.
Abbiamo raccolto un milione di firme e abbiamo incontrato un milione di persone in queste settimane.
Questo rappresenta uno dei principali temi che sta a cuore alla gente.
Inoltre, con il comma 1 chiediamo anche che il rimborso sia collegato non tanto al numero degli elettori, ma al numero di coloro che esercitano il diritto di voto. È una piccola variazione ma significativa, perché quanto meno lega il rimborso a coloro che effettivamente vanno a votare.

da http://italiadeivalori.antoniodipietro.com

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11 Novembre 2008

La Casta resiste


Il 24 giugno ho presentato una proposta di legge per limitare ad un massimo di 2.065,83 euro la somma che può essere erogata come liberalità ai partiti, usufruendo della detrazione del 19% in dichiarazione dei redditi. Attualmente in base alla legge si può arrivare sino a 103.291,38 euro, a cui corrisponde una detrazione d’imposta di 19.625,33 euro. Per intenderci, il limite da me proposto è il medesimo che è previsto per le associazioni umanitarie, per quelle che fanno ricerca sulle malattie, e così via. Condizione prevista dalla legge è che si tratti di partito politico che abbia almeno un rappresentante eletto in Parlamento.

Ebbene, l’Agenzia delle Entrate con una risoluzione del 30 ottobre scorso ha dato una interpretazione estensiva della norma permettendo che fino alla fine dell’anno ne usufruiscano anche i partiti che, pur non essendo presenti oggi in Parlamento, lo erano fino alle ultime elezioni dello scorso aprile. Noi di Idv avevamo già fermato in passato un tentativo in tal senso del deputato Sposetti (Pd), che voleva rendere possibili le erogazioni anche ai DS, alla Margherita ed all’Ulivo, non più presenti in Parlamento.

Di questa vicenda ha parlato Sergio Rizzo sul Corriere della Sera del 7 novembre scorso, che cita appunto il fatto che il mio disegno di legge giace da oltre quattro mesi nel cassetto. Secondo Rizzo “tutto lascia prevedere che lì dentro sia destinato a rimanerci ancora per un bel pezzo”.

Trovo la cosa inaccettabile, tanto più che ho appena depositato una interrogazione parlamentare, poiché un contribuente mi ha scritto che in data 02/05/2008 ha chiesto al suo Comune di residenza e all’Agenzia delle Entrate il rimborso dell’addizionale comunale IRPEF per gli anni 2002 e 2005. Si è sentito rispondere da entrambi che sono costretti a sospendere il procedimento fino alla data di pubblicazione del Decreto Ministeriale previsto dall’art. 1 del D Lgs. N. 360 del 28/9/98 con il quale dovranno essere definite le modalità operative con le quali adempiere a questa previsione normativa.

Da 10 anni, ripeto 10 anni, nessuno dei governi che si è succeduto ha ritenuto di adempiere a quest’obbligo di legge, stabilendo le modalità con le quali restituire al cittadino che ne abbia diritto, le addizionali comunale e regionale. Trovo tutto ciò sia scandaloso e dimostri come il cittadino sia trattato da suddito. Poiché voglio stare “dalla parte dei cittadini” pretenderò che alla mia interrogazione sia data risposta urgente.

da http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/economia/la_casta_resiste.php

ecco la risposta alla mia domanda su cosa fossero le liberalità  :
“Le erogazioni liberali sono i contributi che i privati possono dare ai partiti. Il 19% dell’importo può essere dedotto dalle tasse dovute in sede di dichiarazione dei redditi. Lo Stato non c’entra, ma il problema è che quando il contributo è diretto alle associazioni caritatevoli si può arrivare ad un massimo di 2065,83 euro quando è diretto ad un partito si può arrivare fino a 103291,38 euro.

Antonio Borghesi ”
quindi vale di + un partito che le associazioni caritatevoli come posso essere quelle che appoggiano le ricerche per alcune malattie !

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La vita… è la poesia preferita dell'universo

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One comment on “Dittatura argentina ! La casta si protegge !
  1. XPX ha detto:

    E noi si paga …

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