Le armate segrete della NATO legate al terrorismo?


Le armate segrete della NATO legate al terrorismo?

Pubblicato Martedì 9 Settembre 2008 in Canada[MINA online]Nel momento in cui gli esperti discutono se la NATO sia adatta o meno per affrontare la “guerra al terrore” globale, nuove ricerche suggeriscono che la storia segreta della stessa alleanza sia legata al terrorismo.Questo articolo di Daniele Ganser è basato su brani tratti dal suo nuovo libro “Gli eserciti segreti della NATO. Operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale”, pubblicato questa settimana da Frank Cass a Londra.

Il libro descrive le operazioni clandestine della NATO durante la Guerra Fredda. La ricerca ha avuto inizio da una storia finita in prima pagina nel 1990 e poi subito scomparsa, facendo sì che anche al giorno d’oggi, le armate segrete della NATO rimanessero proprio così – segrete.

Fino ad oggi, un’investigazione completa delle armi segrete della Nato non è mai stata fatta – compito che Ganser ha condotto da solo e con molto successo.

In Italia, 3 agosto 1990, l’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti confermò l’esistenza di un esercito segreto dal nome in codice “Gladio” – parola latina per “spada” – dentro allo stato. La sua testimonianza davanti alla sotto-commissione del Senato che investigava il terrorismo in Italia sconvolse il parlamento italiano e il pubblico e si cominciò a speculare sulla possibilità  che questo esercito segreto avesse manipolato i politici italiani attraverso azioni terroristiche.

Andreotti rivelò che Gladio era stata tenuta nascosta all’interno del ministero della Difesa come una sotto-sezione del servizio segreto militare, il SISMI. Il generale Vito Miceli, precedente direttore del SISMI, stentava a credere cheAndreotti avesse svelato il segreto, e protestò: “Sono andato in carcere perché non ho voluto rivelare l’esistenza di questa organizzazione super segreta. E adesso arriva Andreotti e lo dice al Parlamento!”

Secondo un documento stilato dal servizio segreto militare italiano nel 1959, gli eserciti segreti avevano un duplice scopo strategico: prima di tutto, servivano come gruppocosì detto “stay-behind ” [retroguardia o retroscena, N.d.T.] nel caso di un’invasione sovietica e attuare una guerriglia nei territori occupati; in secondo luogo, per realizzare operazioni domestiche in caso di “situazioni di emergenza”.

Quello che i servizi segreti concepivano come “emergenza” è stato ben delineato durante la Guerra Fredda in Italia e si incentrava sulla forza crescente del partito comunista e socialista, ambedue con il ruolo di indebolire la NATO “dall’interno”. FeliceCasson , un giudice italiano che durante le sue indagini sul terrorismo di destra ha scoperto per primo l’armata segreta Gladio e ha costretto Andreotti a prendere una posizione, ha scoperto che l’organizzazione aveva instaurato legami con i terroristi di destra per far fronte alle “situazioni di emergenza”.

I terroristi, riforniti dall’esercito segreto, avevano fatto esplodere bombe in luoghi pubblici, accusando la sinistra italiana, e in seguito il servizio segreto militare gli ha garantito l’impunità. “Dovevi attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, persone innocenti, gente comune lontana da ogni gioco politico” ha dichiarato il terrorista di destra VincenzoVinciguerra spiegando la così detta “strategia della tensione” a Casson.

“La ragione era molto semplice. Dovevano costringere queste persone, il pubblico italiano, a rivolgersi allo stato per maggiore sicurezza. Questa è la logica politica che sta dietro a tutti i massacri e alle bombe che non hanno un colpevole,percé lo stato non può auto-punirsi o dichiararsi responsabile per ciò che è successo.”

No comment dalla NATO e dalla CIA

Fino a che punto la NATO e i servizi di intelligence americani abbiano incoraggiato e aiutato l’uso del terrore in Italia per screditare la sinistra politica durante la Guerra Fredda rimanetutt’ora oggetto di ricerca. Il Generale Gerardo Serravalle , a capo di Gladio dal 1971 al 1974, ha confermato che l’esercito segreto “poteva passare da un ruolo difensivo, da post-invasione, ad uno di attacco, da guerra civile”.

Il Senato italiano ha deciso di vederci più chiaro, concludendo le sue indagini nel 2000: “Quei massacri, quelle bombe, quelle azioni militari sono state organizzate o promosse o supportate dapersonalità all’interno delle istituzioni pubbliche italiane, e, come scoperto più recentemente, da uomini legati alle strutture di intelligence degli Stati Uniti.” Dal momento della scoperta degli eserciti segreti della NATO nel 1990, la ricerca sugli eserciti “stay-behind” è progredita molto lentamente, a causa dell’accesso molto limitato ai documenti originali e al rifiuto della NATO e della CIA di rilasciare dichiarazioni. Il 5 novembre 1990, il portavoce della NATO ha risposto alla stampa che lo incalzava: “La NATO non ha mai contemplato la guerriglia od operazioni clandestine”.

Il giorno seguente, ufficiali NATO ammisero che la smentita del giorno prima era falsa, aggiungendo che non avrebbero rilasciato commenti che riguardassero segreti militari. Il 7 novembre, il più alto militare NATO di base in Europa, Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR), il generale americano John Galvin, assieme al più alto ufficiale civile NATO, il segretario generale Manfred Wörner, si incontrarono ha informato gli ambasciatori NATO a porte chiuse. “Dal momento che questa è un’organizzazione segreta, mi aspetterei che molte domande rimangano senza risposta,” rifletteva un diplomatico NATO d’alto rango, che ha preferito l’anonimato. “Se ci fossero legami con organizzazioni terroristiche, quel tipo di informazione verrebbe nascosta molto, molto a fondo.”

L’ex direttore della CIA, William Colby , ha confermato nelle sue memorie che allestire queste armate segrete in Europa occidentale fu uno dei “progetti principali” dellaCIA. Il progetto ebbe inizio dopo la Seconda Guerra Mondiale in gran segreto, e l’accesso alle informazioni era limitato “al più piccolo gruppo possibile di persone affidabili, a Washington, nella NATO” e nei paesi interessati. Tuttavia, quando l’ex direttore della CIA, l’ammiraglio Stansfield Turner, fu intervistato in Italia nel 1990 su Gladio, si rifiutò categoricamente di rispondere a ogni domanda che riguardasse questa delicata questione, e quando il giornalista insistette per rispetto alle vittime del terrorismo, Stansfield si strappò furioso il microfono e urlò: “Ho detto, niente domande su Gladio!” e l’intervista finì.

Proteste dall’Unione Europea

Nell’eventualità di un’invasione sovietica, gli eserciti segreti anti-comunisti avrebbero operato dietro alle linee nemiche, rafforzando e iniziando movimenti di resistenza locali nei territori conquistati dal nemico, evacuando i piloti abbattuti, e sabotando i canali di rifornimento e i centri di produzione delle forze d’occupazione. Alla scoperta delle armate segrete, il Parlamento europeoreagì con critiche durissime, sospettando che fossero coinvolte in operazioni terroristiche e di manipolazione. “Questa Europa non ha futuro,” disse il rappresentante italianoFalqui aprendo il dibattito, “se non si fonda sulla verità, sulla totale trasparenza delle sue istituzioni riguardo alle macchinazioni oscure contro alla democrazia che hanno ribaltato la storia, anche in tempi recenti, di molti stati europei.” Falqui insistette che “non ci sarà futuro, signore e signori, a meno che non si rimuova l’idea di aver vissuto in una sorta di doppio stato – uno aperto e democratico, l’altro clandestino e reazionario. Ecco perché vogliamo sapere che tipo e quante reti “Gladio” sono esistite in tempi recenti negli stati membri dell’Unione Europea.”

La maggioranza dei parlamentari europei seguì Falqui e, nella risoluzione speciale del 22 novembre 1990, venne messo nero su bianco che la UE “protesta vigorosamente contro le ipotesi di certi militari americani della SHAPE [vedi sotto, N.d.R.] e della NATO di avere il diritto di incoraggiare la creazione di una rete operativa e di intelligence su suolo europeo,” facendo appello “per un’approfondita indagine sulla natura, struttura, scopi e ogni altro aspetto di queste organizzazioni clandestine o di altri gruppi affiliati, sul loro uso col fine di interferire illegalmente negli affari politici interni dei paesi interessati e sul problema del terrorismo in Europa”.

Eserciti segreti in Europa occidentale

Solo il parlamento italiano, svizzero e belga hanno istituito commissioni speciali per indagare sugli eserciti nazionali segreti, e dopo mesi o perfino anni di ricerche, hanno presentato una relazione pubblica. Reggendosi su questi dati e altre fonti secondarie provenienti da molti paesi europei, “Gli eserciti segreti della NATO” conferma per la prima volta che reti clandestine si svilupparono in Europa occidentale, con molti dettagli sulle reti presenti in Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Belgio, Danimarca, Norvegia, Italia, Grecia e Turchia, insieme alla pianificazione strategica britannica e statunitense. Gli eserciti “stay-behind” erano coordinate a livello internazionale dalla così detta Commissione Alleata Clandestina e dalla Commissione Clandestina per la Pianificazione, legate al Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate Europee (SHAPE). Utilizzavano nomi in codice come “Absalon” in Danimarca, “P26″ in Svizzera, “ROC” in Norvegia o “SDRA8″ in Belgio. Particolare interessante, vi erano molte differenze tra i vari paesi. In alcuni, gli eserciti diventarono una fonte di terrore, mentre in altri rimasero una prudente precauzione.

In Turchia, la “Contro-Guerriglia” fu coinvolta in operazioni domestiche di terrore e torture contro i curdi, mentre in Grecia, il “LOK” prese parte al colpo di stato del 1967 per prevenire un governo socialista. In Spagna, l’esercito segreto fu usato per tenere in piedi la dittatura fascista di Franco, e in Germania, terroristi di destra usarono esplosivi provenienti dall’esercito segreto durante l’attacco terrorista avvenuto a Monaco nel 1980. In altri paesi, incluso Danimarca, Norvegia e Lussemburgo, i soldati clandestini si prepararono per un’eventuale occupazione del loro paese e non furono coinvolti in operazioni domestiche di terrorismo o manipolazione. Nel contesto dell’attuale e così detta guerra al terrore, i dati su Gladio offorno una panoramica realistica come i governi occidentali abbiano sacrificato la vita di cittadini innocenti e abbiano coperto atti di terrorismo con lo scopo di manipolare la popolazione.

Le accuse che la NATO, il Pentagono, l’MI6 (servizio segreto britannico, N.d.T.), la CIA e i servizi segreti europei siano legati a terrorismo, colpi di stato e torture in Europa sono ovviamente di natura estremamente sensibile, e sono necessarie ulteriori ricerche al riguardo. In mancanza di un’indagine ufficiale della NATO o dell’Unione Europea, la ricerca internazionale sul terrorismo sta per affrontare quest’ardua impresa, e spero che il mio libro “Gli eserciti segreti della NATO” sia il primo, promettente passo.

[Articolo originale di Daniele Ganser]

prewso da   http://italiadallestero.info/archives/768

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