Contro la mafia ! Contro i corrotti !


Borsellino a Fermo. Risposta a Dell’Utri

di Aaron Pettinari – 15 dicembre 2008
Fermo
. Erano in tanti venerdì sera al centro congressi San Martino. Oltre 400 persone presenti per sentire la voce di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia nel luglio del 1992, ospite del convegno “Un passo per la legalità” organizzato da “La Città in Comune”, il periodico “Antimafia Duemila” e diverse associazioni locali.

Un evento voluto per dar seguito alla protesta che lo scorso 17 ottobre si era tenuta nello stesso luogo, quando venne ospitato il Senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. Si è parlato del concetto di mafia e di mafiosità, ovvero “l’atteggiamento di collusione e convergenza d’interessi che spesso lega criminalità organizzata, l’imprenditoria e la politica di destra e di sinistra”. Un vero è proprio percorso avviato dalla lettura della Sentenza di condanna in Primo Grado per associazione mafiosa del Senatore e poi sviluppato dalle parole dello stesso Borsellino, dalla visione di filmati e stralci di libri tematici. “Ho tanta rabbia dentro – dice Salvatore Borsellino – da un anno e mezzo ho ricominciato a parlare, a girare per l’Italia dopo quattro anni di silenzio. Ciò che sta accadendo nel nostro Paese è gravissimo per diversi aspetti”. “La mafia è un cancro che si è allargato in ogni regione ed oggi siede persino in Parlamento. – ha denunciato – Se si è arrivati a questo punto è stato grazie alle stragi del ’92 e nel ‘93”. Quindi Borsellino ha parlato della strage di via D’Amelio: “Non vogliono farci sapere nulla. Hanno bloccato tutte le indagini. E’ sparita l’agenda rossa di mio fratello, dove teneva gli appunti degli interrogatori ai pentiti, e tutt’oggi non si sa chi ha fatto saltare in aria Paolo ed i ragazzi della sua scorta ed ancor meno sui mandanti occulti. Una strage di Stato perché ci sono elementi che collegano direttamente i Servizi Segreti”. Con veemenza Borsellino ricorda quegli anni. Parla della “trattativa” e della situazione giudiziaria odierna. “Ci stanno descrivendo una guerra tra Procure tra Salerno e Catanzaro. Ma la realtà è che la prima ha compiuto il sui dovere d’indagine, la seconda un atto illegittimo”. Infine ha lanciato un messaggio alla società civile: “Credo profondamente che la morte di Paolo sia servita per scuotere le coscienze. E’ come se ogni pezzo del suo corpo fosse entrato in ognuno di noi. Non si potrà mai sconfiggere la mafia se prima non elimineremo quella parte di mafiosità che è dentro di noi”.

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