Agguato nel casertano, due vittime


Agguato nel casertano, due vittime

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6 marzo 2009
Caserta
. Un pregiudicato di Ottaviano (Napoli), Clemente Prisco, di 45 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco insieme con un’altra persona, non ancora identificata, in località S.Maria a Cubito, una zona periferica di Villa Literno, nel Casertano, quasi ai confini con il comune di Giugliano (Napoli).

L’auto sulla quale i due viaggiavano, una BMW, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, sarebbe stata affiancata da un’altra vettura dalla quale i sicari hanno esploso numerosi colpi di pistola di grosso calibro. L’auto, priva di controllo, è sbandata capovolgendosi in prossimità di un canale, che scorre parallelo alla strada. I carabinieri hanno avviato le indagini per identificare la seconda vittima dell’agguato e tentare di stabilire il movente del duplice omicidio.

Successivamente i carabinieri hanno identificato anche la seconda vittima dell’agguato, di chiaro stampo camorristico, avvenuto oggi in località S.Maria a Cubito, quasi ai confini tra le province di Napoli e Caserta. E’ un pregiudicato di 50 anni, Antonio Salzillo, originario di S.Cipriano d’Aversa (Caserta), nipote di Antonio Bardellino, uno dei capi storici della camorra casertana, scomparso molti anni fa in Brasile (sarebbe stato ammazzato nell’88 ma il suo corpo non è mai stato trovato) dove si era rifugiato. La vittima aveva precedenti per associazione a delinquere di tipo camorristico, estorsioni e altri reati contro il patrimonio e la persona. Viveva da tempo a Gallarate, in provincia di Varese, ma spesso faceva ritorno in Campania, quasi sempre lontano dall’agro aversano, per vecchi contrasti con gli esponenti con il clan dei Casalesi, da anni egemoni nelle estorsioni e nei traffici illeciti. Il fratello di Antonio Salzillo, Paride, fu ucciso
alla fine degli anni ’80 dal clan dei Casalesi, ritenuti responsabili anche dell’uccisione dello zio, Antonio Bardellino. I carabinieri del comando provinciale di Caserta stanno anche verificando possibili legami di parentela, per parte di madre, dell’altro ucciso, Clemente Prisco, con il fondatore della Nuova Camorra organizzata, Raffaele Cutolo. Non è escluso che le vittime dell’agguato di oggi possano essere state uccise per vendetta, per aver tentato di riorganizzare un clan ed operare in un territorio controllato dai Casalesi.

ANSA

preso da http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=13590&Itemid=48

la guerra della malavita

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