“Horror-movie del’anno” così si dice di Videocracy in Svezia


ATTENZIONE e’ stato rilevato un errore da Striscia la Notizia ( 15/10/’09 ) . Nel film si dice che l’idea di donna oggetto viene introdotto da Berlusconi in una trasmissione dove venivano fatte spogliare delle donne[vengono mostrate le immagini], ma Striscia invece ha fatto notare che era una trasmissione del 1977, presentata da Pino Maffi, “Spogliamoci insieme” trasmessa dal canale privato Tele Torino International e che Berlusconi con la trasmissione non c’entra niente . Credo che un errore così sia imperdonabile ! Però così come ora non posso dire se questo errore rovina tutto il film perché non l’ho ancora visto .

(vedi : http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2009/10/15/news_4991.shtml)

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Purtroppo il film è uscito in poche sale e per ora non l’ho ancora visto ! E se fosse stato per la TV Italiana non avrei visto neanche il Trailer !! ma per fortuna c’è internet !

[ Ah si kiama Videocracy non Videocrazy, avevo sbagliato anche io e vedo che sul web ci sono tanti altri siti che riportano lo stesso errore ]
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Il regista: «Critica e pubblico svedesi si sono spaventati. Finora per loro Berlusconi era solo un clown»
Di LETIZIA TESI
TORONTO – No! Erik Gandini, il regista del film che racconta l’ascesa al potere delle tv di Berlusconi, in questi giorni al centro di un’accesa polemica in Italia, non si aspettava che il trailer di Videocracy fosse censurato. «Direi che il mio film ha sottovalutato la videocrazia che vige in Italia o almeno la parte più dura», dice dalla Svezia, Paese di origine della madre, dove vive da vent’anni.
Lo spot del film, distribuito dalla Fandango, la stessa che ha fatto conoscere nel mondo Gomorra e Il Divo, è stato censurato non solo da Mediaset, protagonista suo malgrado della pellicola, ma anche dalle reti pubbliche. Il motivo? Come si legge nella lettera della Rai che giustifica la censura, il trailer veicola “un inequivocabile messaggio politico di critica al governo”.
«È stato un eccesso di censura ed è la dimostrazione che il Paese è davvero cambiato. In Italia in questo momento la tensione è altissima – dice il regista – Hanno le unghie di fuori, ma non mi aspettavo una reazione del genere perché il mio film non è un attacco a Berlusconi né un’inchiesta. È solo una riflessione su quello che è successo in Italia negli ultimi venti anni. Ma basta pensare alle vicende di questi giorni. Querelare un quotidiano per le domande di un giornalista? È davvero un po’ oltre».
Gandini ha voluto raccontare attraverso le immagini – «di stomaco perché il linguaggio del cinema, come quello della televisione, è più emotivo» – l’Italia di oggi, quella che non legge più i giornali, quella dei giovani che non sanno l’inglese, che escono tardi la sera firmati dalla testa ai piedi, quella dove imperversa come un mantra l’idea di divertirsi.
In Svezia, dove il film è stato presentato in questi giorni, prima di sbarcare oggi al Festival di Venezia e poi a quello di Toronto, Videocracy è stato accolto molto bene dalla critica e dal pubblico. E si è aggiudicato il titolo di “horror-movie” dell’anno. «Si sono spaventati quando l’hanno visto – racconta Gandini – e mi fa piacere perché sono stufo che si banalizzi la situazione italiana. Così si toglie credibilità agli italiani stessi. In Svezia si stupiscono quando vedono i nostri programmi. Per loro nella tv italiana ci sono solo donne nude. La maggior parte dei miei amici ride quando parla di Berlusconi: “È proprio un clown”, mi dicono e per questo alla fine pensano che gli italiani che lo votano siano tutti un po’ scemi. Per me, invece, è imbarazzante perché sono molto legato all’Italia, è il mio Paese e ho sempre seguito con interesse tutto quello che succede. Il film non l’ho fatto per il pubblico italiano, l’ho fatto per far capire ai miei amici svedesi che non c’è proprio niente da ridere. I miei amici in Italia, invece, parlano della televisione come di un mostro. Molti non ce l’hanno neanche».
Un giornale svedese ha intitolato la recensione di Videocracy: “La Repubblica del banale”. «È così perché in Italia ormai la banalità è diventata la norma. Ma io parlerei piuttosto di malvagità del banale perché c’è un livello talmente basso che tutte queste banalità ormai non sono più tanto innocue». Come non sono banali i dati che il regista ha raccolto come base di partenza per il film: l’80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte d’informazione, per la libertà di stampa l’Italia è al 73esimo posto nel mondo ed è l’unico Paese d’Europa a comparire nella categoria “partly free”, a metà fra “free” e “not free”, ed è all’84esimo posto nella classifica per la parità dei sessi.
«Quello che mi ha stupito di più quando sono andato in Italia nell’ottobre del 2007 è stata la mancanza di progetti collettivi. In Svezia la gente ha dei progetti, per esempio l’ecologia o la parità dei sessi, e li persegue al di là dell’appartenenza politica. L’Italia si è fermata in tutti i sensi. I giornali purtroppo sono un fenomeno marginale. Non incidono più di tanto. Conta solo quello che va in televisione. Il resto non esiste. La cultura della televisione è così imperante che è entrata in tutti gli strati della vita del Paese, nella politica, nel sistema di valori e nella vita quotidiana. Ormai contano solo i soldi, l’apparenza, l’edonismo e l’egoismo. Potere e tv sono legati e Berlusconi impersonifica a pieno questo potere». La sua forza? Per Gandini non ci sono dubbi: «È riuscito a promettere uno stile di vita. Ha venduto un sogno di felicità, fatto di belle donne e divertimento ed è riuscito a non far venire fuori gli aspetti negativi del Paese, lo stato reale delle cose. Basta non farle vedere in televisione. E poi in Italia si vota Berlusconi anche perché la sinistra non rappresenta una vera alternativa». In Videocracy un regista del Grande Fratello racconta come Mediaset rispecchi la personalità di Berlusconi, anzi del presidente perché è così che lui si presenta e parla sempre di sé. «In Italia vige il comandamento “Pensa agli affari tuoi, a quelli della tua famiglia e agli amici”. La guida ideologica è quella del furbetto o del vittimista». Secondo Gandini, però, quello che è successo in Italia poteva succedere dappertutto ed è un caso che sia successo proprio lì, favorito, ovviamente, da particolari condizioni socio-culturali. Ma non siamo a un punto di non ritorno. «È una fase e spero che arrivi presto un nuovo corso, un nuovo tipo d’ideologia com’è successo in America con Obama. Solo che Obama da giovane aiutava i poveri a Chicago e Berlusconi sceglieva le donne da mandare in tv sulla base dell’aspetto fisico».
preso da http://www.facebook.com/note.php?note_id=128644176266&id=101748583911&ref=mf ( INFORMARE PER RESISTERE )

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Vi segnalo questo documentario,La Minaccia, che sarà trasmesso su Current Tv,canale 130 di Sky.

La Minaccia è il controverso documentario tutto italiano sulla figura di Hugo Chavez, realizzato dalla giornalista Silvia Luzi e dal regista Luca Bellino, che Current trasmetterà in anteprima assoluta per la TV italiana il 21 settembre alle ore 22.30.

“Dopo oltre un anno di embargo – spiegano gli autori- l’idea che ci siamo fatti è questa: La Minaccia presenta una lettura in chiave critica del socialismo bolivariano di Hugo Chávez, una lettura che certo non coincide con gli enormi interessi economici e politici che l’Italia ha in Venezuela. 

L’unica emittente che ci ha dato la possibilità di raccontare quello che abbiamo visto e vissuto, paradossalmente non è il servizio pubblico, ma un network internazionale come Current. Il servizio pubblico ci ha oscurato, bloccando il documentario ed impedendoci di utilizzare il nostro lavoro per un anno intero. E non ci ha mai dato spiegazioni“.

Per altre info andate su : http://current.com/groups/laminacciavcam/

E’ inoltre presente un concorso per la domanda migliore, come potete leggere nel link sopra.

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Vi ricordo di diffondere gli spot di AnnoZero, se ovviamente lo ritenete giusto . Vedi ->  https://trasparente.wordpress.com/2009/09/09/diffondiamo-gli-spot-di-annozero-la-rai-dorme/

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