Progetto “Sentirsi a casa è una medicina” dell’OBM onlus. SMS al 48549, 2 € per un Natale più sereno ai bambini della Terapia Intensiva Pediatrica.


dal  14 DICEMBRE al 3 GENNAIO 09

Ecco come aiutare questi bambini :

Manda un SMS al numero 48549 e donerai 2 €

vedi il progetto “Sentirsi a casa è una medicina” e ascolta il radiocomunicato di Ilaria d’Amico:

Sentirsi a casa è una medicina

Dal 14 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010, inviando un SMS al 48549 per l’Ospedale dei Bambini di Milano, si aiutano i bambini che soffrono a causa di gravissime malattie
a sentirsi a casa

Il progetto “Sentirsi a casa è una medicina” permetterà a OBM Onlus di rendere l’Unità Anestesia e Terapia Intensiva Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Milano Vittore Buzzi sempre più a misura di bambino e di prendersi cura a domicilio dei bambini sottoposti a cure palliative.

Anche Ilaria d’Amico, futura mamma, è amica di OBM e ci sta aiutando a raccogliere i fondi necessari per realizzare il progetto. Fai come lei, diventa anche tu ‘Amico dei bambini’ e manda subito un sms al 48549.

preso da :Sentirsi a casa è una medicina

OBM Onlus, la sfida dei dipendenti del Buzzi

Un cuore che batte nel cuore dell’Ospedale dei bambini

cuore affettuoso

OBM Onlus: il grande cuore dei dipendenti del Buzzi

Il Buzzi è, da un secolo, “l’’ospedale dei bambini” di Milano. Ogni anno vi transitano 600mila persone, vengono fatti oltre 16mila ricoveri, vi nascono 3.600 bambini. Dal cuore dell’ospedale, cioè dai suoi dipendenti e da chi ogni giorno vi lavora, nel 2004 è nata l‘idea di creare un’’associazione senza fini di lucro, OBM Onlus, con l’’obiettivo di migliorare sempre più l’’assistenza offerta ai bambini e alle loro famiglie dalla struttura ospedaliera. Rendere l’’ospedale davvero “a misura di bambino”. Ne abbiamo parlato con il presidente, membro fondatore, il dottor Valentino Lembo.

Quali sono gli scopi di OBM Onlus?

Ci muoviamo sostanzialmente su due fronti: l’’umanizzazione dell’’ospedale, in modo che ogni reparto sia accogliente e organizzato a misura dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. Per questo abbiamo lavorato sui colori e le ambientazioni dei reparti, in modo che possano essere vissuti come luoghi non ostili, anzi di gioco e di scoperta nei tanti momenti di attesa durante le visite e la degenza.

Il secondo fronte di attività?
Lo sviluppo tecnologico. L’’associazione agisce a supporto dell’’ospedale rispetto alle linee di finanziamento pubbliche, che non sempre sono sufficienti a dotarci dei macchinari e degli strumenti più avanzati per combattere le malattie. La Tandem Mass, su cui stiamo svolgendo l’attuale campagna di sms solidali, ne è un esempio. Per l’’acquisto abbiamo già raccolto 160mila euro, ce ne mancano 50mila.

Cosa significa far parte di un’’associazione supportata dagli stessi dipendenti dell’’ospedale?
E’ un’’esperienza molto gratificante, e dà la misura dell’’attenzione e della sensibilità delle persone che lavorano al Buzzi per tutti i bambini che ogni giorno vi entrano da malati. Lo vediamo alla festa annuale che OBM ha creato appositamente per farsi conoscere e far conoscere l’’ospedale alla città: la Festa dell’’Ospedale amico dei bambini, che nel mese di settembre apre le porte della struttura a tutte le famiglie che desiderano saperne di più e che vogliono visitarla. Durante quella giornata tutti, ma davvero tutti, si mettono a disposizione per accogliere i visitatori e far trascorrere a tutti ore di allegria.

Quali sono i risultati di cui andate più fieri?

Tutti i progetti realizzati fino ad ora ci hanno dato grandi soddisfazioni, cambiando in meglio la fisionomia dell’’ospedale. Il primo progetto, “Una culla per la vita”, ci ha consentito di dotare il Reparto di Terapia intensiva neonatale di sette nuove culle incubatrici in grado di permettere a medici e infermieri cure mediche e rilevamenti diagnostici nella più totale sicurezza dei piccoli pazienti che possono contare sulla costante vicinanza dei genitori, senza rischi per la loro precaria salute. Poi abbiamo acquistato l’’incubatrice termoregolata, che può essere utilizzata in sicurezza nell’’apparecchiatura per la risonanza magnetica. Poi ci sono progetti di umanizzazione come “la stanza allegra” o “la stanza dei giochi e dei pensieri”, dove bambini e genitori possono accedere a un supporto psicologico. Infine, il progetto “Leggere per crescere”, attraverso cui tanti ragazzi si prestano a leggere libri ai piccoli malati.

I vostri obiettivi futuri?
Tanti, li affrontiamo un passo alla volta. Dalla creazione di un Centro multidisciplinare per ospitare i bambini affetti da malformazioni vascolari, allo sviluppo di una foresteria per ospitare le famiglie che arrivano da lontano per far curare i loro bambini. Per tutte queste sfide, chiediamo a Milano di starci vicino e di continuare a sostenere l’’Ospedale dei bambini.

www.ospedaledeibambini.it

preso da : www.radiomamma.it

Sono venuto a sapere della donazione grazie alla puntata del 16/12/09 di Exit, programma su La7

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